<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603</id><updated>2012-03-16T15:26:49.459+01:00</updated><category term='scout'/><category term='http://www.blogger.com/img/blank.gif'/><category term='avventura'/><category term='Olaf'/><category term='morte'/><title type='text'>la Feuille Blanche</title><subtitle type='html'>you have many contacts among the lumberjacks to get your facts when someone attacks your imagination</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>73</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-1663360486770665537</id><published>2012-03-06T21:53:00.000+01:00</published><updated>2012-03-06T21:53:40.992+01:00</updated><title type='text'>Beato lo studente</title><content type='html'>(sottotitolo)&lt;br /&gt;o anche The Holy Student. Holy che rimanda a hole cioè il bucio che ha lo studente che può fare lo studente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel senso che oggi ho vissuto una bellissima giornata - come ai vecchi tempi di Lettere - da vera studentessa dalle 8 del mattino alle 20. Di sera. Retoricità.&lt;br /&gt;(a parte il fatto che a Lettere non studiavo quello che mi piaceva e frequentavo persone non proprio simpatiche, cioè, persone che non sarebbero MAI diventate mie amiche nel senso di quelle con cui viverci i prossimi 60 anni. Alcune erano persino simpatiche)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E mentre discorrevo (come direbbe Alessio che ama il verbo discorrere) con il professor M. dell'identità e dei nodi delle poesie, e mentre venivo interpellata con punzecchiature da arrossire dall'affetto della professoressa Ska, e mentre snobbavo a testa alta quella folle della dR, mi rattristavo perché questa giornata sarebbe finita dopo l'ora e mezza di delizia francese con il professor Jerôme-topino e domani sarei andata (andrò) al lavoro e poi sarei andata (andrò) di nuovo al lavoro e poi sarei corsa (correrò) a cena e poi sarei andata (andrò) - ma è la parte bella di domani - al concerto dell'&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=Y52BzlccKQY"&gt;Anonima Armonisti&lt;/a&gt;, al &lt;a href="http://www.bigmama.it/concerti.htm"&gt;Big Mama&lt;/a&gt;, veniteci, sono sette ragazzi da sposare. Almeno finché sono sul palco, poi boh.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi ho pensato che se non lavorassi non avrei potuto spendere 75€ (sic!) nei libri per gli esami belli.&lt;br /&gt;Il circolo (vizioso) della vita.&lt;br /&gt;Quindi stringo i denti e vado dai miei deliziosi bambini e insegnerò loro a non aver bisogno di me perché io dovrò studiare mentre li mando in bagno slash controllo che non si facciano male slash caccio i genitori che osano dribblare il portiere e salire in classe (ma perché lo fanno, poi?).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beato lo studente che può fare lo studente che tanto papà gli paga i libri e il viaggio studio a Londra.&lt;br /&gt;Sobbonapur'io.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-1663360486770665537?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/1663360486770665537/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2012/03/beato-lo-studente.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/1663360486770665537'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/1663360486770665537'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2012/03/beato-lo-studente.html' title='Beato lo studente'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-7508723746239684866</id><published>2012-02-12T18:03:00.002+01:00</published><updated>2012-02-12T18:03:23.055+01:00</updated><title type='text'>Scartoffie ritrovate</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;Sarebbe conveniente poter mescolar tali lungimiranti confabulamenti per poterne ricavare una ricetta grandiosa, quasi irresistibile da provare, assaporarne il sublime pasto con una attenzione in più, più di quella foga vorace che si insinua nel palato, colmo di quella prelibatezza divina, quasi insaziabile che, deturpata, finisce con il perdersi senza scampo. Bisognerebbe forse capire le cosiddette formalità della vita quotidiana, il perdersi tra le note musicali, il tintinnio del campanello, il dolce canto dell’ormai passato e ancora scalpitante giradischi d’annata. Ah, il formicolio improvviso del golf di lana sulla pelle delicata, le insopportabili giornate passate tra scartoffie insignificanti, e la balbettante televisione sempre accesa, il rumore dei passi dei vicini, rumorosi, tuonanti, e naturalmente i minuti, il tempo perso sotto le orde di passeggeri che, come rapaci, cercano nevroticamete il miglior posto prima di altrui. Ecco...il misfatto è compiuto! L’inganno è stato svelato! Il tempo consumato, e la mia voglia di pigiare tasti tramontata!&lt;/blockquote&gt;Ho ritrovato questa cosa che ha data 24 febbraio 2008.Non ho idea di che cosa sia. Non ho idea se sia mia. Il titolo che gli ho affibbiato è &lt;i&gt;Una nuova ricetta!&lt;/i&gt; ma l'ho scritto io? L'ho copiato? Mi è stato inviato?Non ho idea.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-7508723746239684866?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/7508723746239684866/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2012/02/scartoffie-ritrovate.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/7508723746239684866'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/7508723746239684866'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2012/02/scartoffie-ritrovate.html' title='Scartoffie ritrovate'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-6984149686530591610</id><published>2012-02-03T08:21:00.002+01:00</published><updated>2012-02-03T08:40:29.038+01:00</updated><title type='text'>Faulkner è il migliore mousepad dell'anno</title><content type='html'>Quando si comprano delle batterie ricaricabili ci si sente davvero bene.&lt;br /&gt;Ho fatto il conto, queste che ho preso dovrebbero bastarmi - per l'utilizzo che ne faccio - per 333,36 anni. Bello no?&lt;br /&gt;Invece, sempre per l'utilizzo che ne faccio io, avrei speso 13,80€ all'anno, senza contare la svalutazione della moneta, la crisi, la guerra e l'inflazione. Cioè la svalutazione della moneta.&lt;br /&gt;Mi sono sentita proprio bene, io e il mio Magic Mouse insieme per i prossimi 333,36 anni. Il mondo ci si accartoccerà attorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Darley ha scritto un libro incredibile sulla nuova estetica, spiegando perché il cinema mainstream, i videogiochi, gli arcade, gli spot e gli advert e i video musicali siano così per niente consistenti. Non ha sviluppato bene il lato della spettatorialità, ma ha capito bene benissimo che la forma è più della sostanza in un circolo di rinnovamento e digestione e riproposizione continuo.&lt;br /&gt;(c'è dentro anche Sherlock, anche se in maniera diversa. La BBC non è esattamente mainstream ma ogni tanto fa la mainstream anche lei).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ultimamente ho tante buone idee per dei racconti, peccato che ho scuse concrete e un esame del cazzo da rispettare. Santo cielo, devo anche finire di tradurre una sceneggiatura in francese piena di gente che usa formule chimiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Barthes tratta la letteratura (che è una cacografia intenzionale) dal lato della scrittura, staccandola dalla carta e inserendola in una bolla mentale che si può rigirare da tutti i lati, smembrare, ritagliare, piegare, avvicinare, allontanare, toccare. Fa delle cose molto molto belle, Barthes. Visionarie e complesse, ma molto molto belle.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-6984149686530591610?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/6984149686530591610/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2012/02/faulkner-e-il-migliore-mousepad.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/6984149686530591610'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/6984149686530591610'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2012/02/faulkner-e-il-migliore-mousepad.html' title='Faulkner è il migliore mousepad dell&apos;anno'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-2734335930433660508</id><published>2012-01-19T11:40:00.002+01:00</published><updated>2012-01-19T12:12:48.575+01:00</updated><title type='text'>Zeitgeist</title><content type='html'>No, non defunsi. (tono laconico)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La verità è che la risurrezione dalla morte celebrale c'è stata con l'arrivo della sessione d'esami. Non sono esami eccitanti, anzi, uno fa così schifo che si ha il diritto d'incazzarsi per l'offesa personale et intellettuale. L'altro ha - almeno - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;S/Z &lt;/span&gt;tra i testi da studiare.  Certo, ha anche un tomo infinito di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Storia delle Arti Digitali&lt;/span&gt; (non si chiama così ma il succo è questo) assolutamente illegibile.&lt;br /&gt;Oggi ho provato ad alternare un capitolo di Agatha Christie e un paragrafo del manuale, ma il giallo era troppo più interessante dell'ennesima ripetizione delle varie tecniche (parole vuote, per quel che mi riguarda) che i folli delle avanguardie hanno messo insieme; in fondo, quello che hanno fatto è fondamentalmente: prendere tutto quello che c'è intorno. Mischiarlo. Propinarlo allo spettatore per sconvolgerlo/coinvolgerlo. Cinquanta pagine così.&lt;br /&gt;Ma sulla mia totale incapacità di comprendere gli assoluti ha già scritto Cortàzar in Rayuela (in fondo a volte non sono altro che quella triste figura che è la Maga), tanto vale non perderci altro tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora, mentre la mia mente riemerge cancellando emozioni e prendendo le distanze faccio una cosa che non faccio mai: leggo libri contemporaneamente. Ho Ortolani, Sartre, Faulkner, il Manuale, una roba di Baden-Powell, Insieme per Vivere e Per Sperare. Che non è la roba di B.-P, è un'altra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non basta.&lt;br /&gt;Il volto che troneggia ed è padrone indiscusso della mia attenzione è quello di Sherlock Holmes ed è proprio da qui che volevo iniziare. Dopo mezza pagina di introduzione? Perché no.&lt;br /&gt;Sherlock Holmes.&lt;br /&gt;Negli ultimi anni, andiamo un attimino a ritroso:&lt;br /&gt;l'attuale, della BBC&lt;br /&gt;quello di Guy Ritchie&lt;br /&gt;l'evidente ispirazione in House m.d.&lt;br /&gt;quello indipendente di The Asylum&lt;br /&gt;Ora, quei pazzi d'americani, rubando le idee di Gatiss-Moffatt ne stanno ambientando uno ai giorni nostri a NY.&lt;br /&gt;Poi. Continuiamo con gli elmenti dello schema.&lt;br /&gt;Le ultime serie di Dr Who. Da una metà di quelle con Tennant all'interità delle prestazioni di Matt Smith.&lt;br /&gt;Occhei, poi. L'ultimo di Woody Allen.&lt;br /&gt;The Artist.&lt;br /&gt;Emotivi Anonimi.&lt;br /&gt;Mi dicono di inserire anche Miracolo a Le Havre, lo inserisco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci stiamo dando alla fuga dalla realtà, ecco la verità.&lt;br /&gt;E' un nuovo tipo di fuga: prendiamo i supereroi del passato (Sherlock, 1887 / Dr Who, 1963), li piazziamo nel presente, aspettiamo che risolvano tutto. Altrimenti cerchiamo il coraggio nella letteratura d'inizio secolo. ( o nell'amore, quello è sempre valido)&lt;br /&gt;Se muoiono, ci disperiamo. Chi ci penserà a noi?&lt;br /&gt;La cosa divertente è che noi siamo quelli che: Dio è sopravvalutato, Dio è morto (ancora), la Chiesa fa schifo, viva la scienza.&lt;br /&gt;E la nostra scienza è Sherlock.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[va a spegnere Forum, non riesce a pensare]&lt;br /&gt;[non può, la nonna ci si è incollata]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, anche forum ha la sua funzione di catarsi-distrattiva, ma quella è un po' tutta la televisione, non c'è niente da vedere. In realtà.&lt;br /&gt;(mi ha fatto riderissimo il servizio sui polli nelle gabbie impilate di Striscia la Notizia, come se in tutto il mondo non fosse così. Poi ho spiegato a madre e nonna la legge della domanda e dell'offerta. Non credo che abbiano comunque capito perché sono vegetariana)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che mi dà da pensare, comunque, è che i rifugi (mentali, obviously) spuntano in giro come funghi, sceneggiatori, produttori, registi, autori leggono le urla del nostro tempo e rispondono così.&lt;br /&gt;Ora mi dispiace, mi dispiace tanto, perché amo Sherlock come amo Sir Arthur Conan Doyle e dr House e dr Who (sarò un po' ipocondriaca), mi dispiace tanto ma questa non è la risposta. Frena soltanto la caduta che accelera sempre di più, e la crisi economica non ha fatto altro che rendere il terreno decisamente più sdrucciolevole. Che forse non è italiano, sdrucciolevole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Penso alle nostre sovrastrutture e sospiro.&lt;br /&gt;E' bello pensare di vivere nel paese dei balocchi, finché non ti spuntano le orecchie da ciuco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-2734335930433660508?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/2734335930433660508/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2012/01/zeitgeist.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/2734335930433660508'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/2734335930433660508'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2012/01/zeitgeist.html' title='Zeitgeist'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-6604171976589648091</id><published>2011-12-18T23:33:00.005+01:00</published><updated>2012-01-14T14:16:34.088+01:00</updated><title type='text'>let it snow</title><content type='html'>Le persone, che fatica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scoutismo è una cosa bellissima, l'educazione alla libertà, ah che bello.&lt;br /&gt;Venerdì era la Festa degli Auguri che come sigla sembra nomecognome di de André e allora è divertente fare finta che, comunque. Ultima riunione prima delle vacanze, tutti assieme pigiati nei locali vaticani di via Pfeiffer lupetti esploratori guide rover scolte capi genitori vecchi bambini bambinetti fratellini fragolini appena nati nei sotterranei dei locali della casa di un cardinale (credo), con le tubature che pompano acqua santa romana apostolica caldissima e che ci fanno mettere in maglietta e calzoncini, tipo.&lt;br /&gt; Organizzare una FdA (l'avevo detto o no che si pensa subito a lui?) è un manicomio, bisogna organizzare più giochi che interessino tutti dai 4 ai 76 anni; i travestimenti; la gara; la tombola; le cartelle; le penne; i cartelloni. Così via.&lt;br /&gt;Seguire i ragazzi dei giochi.&lt;br /&gt;Due ore.&lt;br /&gt;Far giocare i bambini che non vogliono giocare perché sono timidi, rimettere in riga gli adolescenti che se la tirano in un angolo, rimettere in riga i postadolescenti che chiacchierano con le dolci metà che hanno trascinato per non giocare, rimettere in riga i capi che bevono spumante, ritrovare le persone che ti sono state richieste da più lati attraverso nuvole di zucchero a velo, roba così.&lt;br /&gt; E visto che dai sedici ai diciannove quest'anno son tutti miei, meglio far giocare i bambini timidi che.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando una mamma diceva che il figlio era timido io le credevo.&lt;br /&gt;Poi ho smesso.&lt;br /&gt;Ti dicono che è timido.&lt;br /&gt;Ti dicono che è dislessico.&lt;br /&gt;Quello che vedo io è un bambino con delle difficoltà immense a guardare al di qua dei suoi occhi. Poi i dottori hanno i loro termini specifici, parlano di gradi di autismo, ritardi mentali, cose così. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è R, che ha 5 anni e ha appena iniziato a parlare. Ha una risata contagiosa, ma per farlo ridere ce ne vuole.&lt;br /&gt;C'è L, che è bellissimo e io ne sono innamorata ma se lo sfiori diventa un albero. Versione di Dafne degli 8 e mezzo.&lt;br /&gt;C'è G, che non vuole far spuntare troppa consapevolezza ma ogni tanto chiede perché sua mamma sia così diversa dalle altre.&lt;br /&gt;C'è la mamma di G ed R, che ha gli occhi di una bambina più piccola dei suoi due, e le guance di una golosona. Ride, storta.&lt;br /&gt;Non c'è il marito della mamma di G ed R perché ha un'altra donna, ma io so che saltella come un moccioso e G si vergogna perché suo padre si comporta come uno della materna. E' uno della materna che fa sesso e figli.&lt;br /&gt;C'è M, che è un angelo biondo arrabbiatissimo che non conosce spensieratezza.&lt;br /&gt;C'è Là, che è triste perché suo fratello ha più attenzioni solo perché urla più di lei che non ha quasi voce.&lt;br /&gt;C'è C, che ci metti un po' a capire che non va, si maschera bene ma sul lungo periodo il mio sguardo lo scopre.&lt;br /&gt;C'è RC, che quando fa merenda la fa faccia al muro e così passa il tempo e lui ha già dodici anni.&lt;br /&gt;C'è A, che non è ancora uscito dal bozzolo del sonno e sono 7 anni e mezzo che dorme, da quando è nato.&lt;br /&gt;C'è F, mia gioia e mio amore, felice e sereno, consapevole di essere autistico, consapevole di poter vivere lo stesso bene.&lt;br /&gt;C'è S, che è violento con chi è diverso - come lui, che ha passato settimane infernali in una casa con genitori morti e lupi affamati a girare in torno.&lt;br /&gt;C'è B, che sembra solo mancare di buonsenso, ma gli manca molto di più.&lt;br /&gt;C'è G, le cui pupille danzano febbrili e a dodici anni sbava.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, mamme e papà, se voi mi dite che uno di questi bambini è timido io vi sputo in un occhio.&lt;br /&gt;Con che coraggio mi prendete in giro?&lt;br /&gt;Con che coraggio vi prendete in giro?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno ne conosco di consapevole ed è quello felice.&lt;br /&gt;Lo scoutismo è una cosa bella e educa alla libertà ma non guarisce mai completamente (prendete il mio P, stonato di nascita: 36 anni di scoutismo lo hanno migliorato ma mica guarito) e non risolve da solo il cuore dei problemi.&lt;br /&gt;Ed è più facile lavorare due anni con L e poi poterlo abbracciare e far ridere R in una serata e non far urlare più M dopo qualche ora, che spiegare alla signora mamma di G che NO, il figlio NON è timido. Ma che io sono un'educatrice, non un medico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora poi càpita che uno torni a casa sei ore dopo questa serata con la sola voglia di crollare tra cuscino e coperta e non doverci pensare, a tutta quest'omertà, questa vergogna di non so cosa,&lt;br /&gt;non pensare agli occhi di quella ragazza bellissima che è praticamente sposata che ti dice che allora si ha paura anche di fare un figlio, ché le maestre di sostegno non bastano, e tu leggi che quella paura ce l'ha lei, e muori un pochino, tutto questo dolore, aiuto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-6604171976589648091?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/6604171976589648091/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/12/let-it-snow.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/6604171976589648091'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/6604171976589648091'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/12/let-it-snow.html' title='let it snow'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-3520573382716895432</id><published>2011-12-14T19:40:00.002+01:00</published><updated>2011-12-14T20:46:48.944+01:00</updated><title type='text'>Leggerezza.</title><content type='html'>« la differenza tra i blogger e i blogger dei quotidiani sta nel fatto che quando i blogger non hanno nulla da scrivere non sono costretti a scriverlo. Anche se spesso lo fanno. Viva i blog deserti, o pieni di buchi, piccole patrie dell'onestà intellettuale! » ha postato un mio "amico" su fb qualche giorno fa. Lui scrive cose polemiche, io la prendo come una giustificazione della mia effettiva onestà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi sono riemersa da questi mesi polverosi, ho bucato la superficie, mi si sono dilatati i polmoni e il sole è stato libero di folgorarmi. Alleluja! griderebbe il vecchio rimbambito de Il Pranzo di Babette. Volevo mettere il corsivo ma forse mac + chrome non vanno d'accordo con blogger.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mia nonna dice con grande spavalderia "mug", e sì, lo pronuncia bene, e spiega alle sue vecchiette pseudoamiche che cosa sia una mug. Mia nonna oggi si è comprata per pranzo la pizza con le patatine fritte. Credo che mia nonna abbia circa 13 anni e mezzo, solo che traduce latino come Leopardi non si sognava di fare a 13 anni e mezzo. O a 81. Sfigato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Nuova Grande Idea consiste nel leggere un libro e poi di leggerne un altro, ma uno dei due deve essere strettamente e rigorosamente di letteratura francese. E così via, alternandosi. Il che mi consentirà a. di farmi la giusta libreria di una francesista e b. di farmi la giusta cultura di una francesista. Programmarsi, evviva!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi lunedì ho scritto una lettera le cui parole sembravano mattoni, e in tasca pesava come l'ancora di un galeone. Lasciata tra le stecche di legno di qualcosa come un telaio (o forse no, non ho guardato bene), mi sono sentita libera e leggera. La sincerità. La dura e pesante sincerità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma forse, tutta questa storia, era solo questione di un taglio di capelli.&lt;br /&gt;Sarei dovuta andare dal parrucchiere mesi fa e risparmiarmi questi tormenti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-3520573382716895432?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/3520573382716895432/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/12/leggerezza.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/3520573382716895432'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/3520573382716895432'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/12/leggerezza.html' title='Leggerezza.'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-3776304660397811852</id><published>2011-11-18T21:31:00.003+01:00</published><updated>2011-11-18T22:03:17.169+01:00</updated><title type='text'>Ruffini</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;Ci vorrebbe un amico, per poterti dimenticare.&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;Quando eravamo al secondo anno di liceo, una gloriosa e umana professoressa di matematica ci disse che Ruffini era come l'ultima spiaggia: quando null'altro nella risoluzione poteva essere utile, saremmo dovuti ricorrere a lui. Noi cercavamo di correre - ergo, io, capra, mi rifugiavo sempre - tra le sue braccia come prima soluzione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;Ora non ricordo bene a che servisse, si contavano gli esponenti, forse, forse no, era divertente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;Per quanto il mare mi piaccia nei punti in cui tutto intorno l'orizzonte è solo una linea piatta e io non ami il sole, la sabbia, la gente, gli ombrelloni, la salsedine, la sabbia, i bambini, i vicini, la sabbia, la salsedine, il caldo, non puoi leggere, i bambini, non puoi dormire, diventare rossi subito, spellarsi, l'unto di crema, il panino col pomodoro e la sabbia, e tutte quelle cose lì,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;sono piena di ultime spiagge.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: -webkit-auto;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;A volte, leggendo, mi ricordo che scrivo a partire da quelle fratture decisionali della vita per cui (il gatto di&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 19px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;Schrödinger) qui va da una parte e non dall'altra che rimane tuttavia possibile. Un po' come decidere di creare universi paralleli di parole (sì, il libro è anche questo, bla bla bla. Noia). Non era questo l'argomento.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: -webkit-auto;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;&lt;span style="line-height: 19px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;Bensì l'ultima spiaggia del momento.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: -webkit-auto;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;&lt;span style="line-height: 19px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: -webkit-auto;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;&lt;span style="line-height: 19px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;Momento nero, black rain, walk away, amen omen, everything, she's only happy in the sun.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: -webkit-auto;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;&lt;span style="line-height: 19px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;(era lo stacchetto compilation-ben-harperiana)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: -webkit-auto;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;&lt;span style="line-height: 19px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;Meno male che friends will be friends.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: -webkit-auto;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;&lt;span style="line-height: 19px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;E che il vino, con l'avallo del freddo, crea una guaina morbida in cui far scivolare i pensieri, gli sguardi e le parole; guanti di cachemire. Paradossalmente, quando l'enunciato &lt;i&gt;friends will be friends&lt;/i&gt; viene a contraddirsi e l'insieme A (friends) diventa A' (no more friends) + A'' (still friends). Quindi A'' diventa, in qualche modo, contenitore di (some friends), in qualche modo, rispetto ad A. E visto che A' esce per contraddizione di contenuto da A, A'' è calorosamente invitato a diventare di nuovo A.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: -webkit-auto;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;&lt;span style="line-height: 19px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;A = A&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: -webkit-auto;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;&lt;span style="line-height: 19px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: -webkit-auto;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;Sorvolerò sul nero, doloroso, macchinoso, scricchiolante e graffiante periodo di eliminazione e cestinatura definitiva di A' e dei suoi elementi, in cui niente ha senso, che palle le illusioni, è tutta colpa mia, è tutta colpa sua, ecc ad aeternum&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: -webkit-auto;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;per concentrarmi sul palliativo, dolce indoratura, sul conforto di quell'A'' che nessun pensiero vorrebbe considerare (paura di trovare altra gente da spostare in A'), nessun pensiero prende sul serio (non mi vogliono bene neanche loro), sensi di colpa (non posso ammorbarli), ma soprattutto, triste verità, in quel momento sono meno importanti di chi si sta cercando di eliminare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: -webkit-auto;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;Le stelle brillano più forte prima di spegnersi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: -webkit-auto;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;I malati terminali stanno meglio prima di morire.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: -webkit-auto;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;Anche gli amici.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: -webkit-auto;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;               (ex.)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: -webkit-auto;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: -webkit-auto;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;Il nuovo A è l'unica cosa che eviti l'insanità mentale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: -webkit-auto;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;&lt;i&gt;Non siete creature della notte ma figli della luce. &lt;/i&gt;Anche se arrivano a notte tarda, anche se per poco, quell'attimo di delicato contatto, la relazione si realizza, alla mano tesa corrisponde un'altra mano tesa. Alleluja fratelli.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-3776304660397811852?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/3776304660397811852/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/11/ruffini.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/3776304660397811852'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/3776304660397811852'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/11/ruffini.html' title='Ruffini'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-8934212244169935492</id><published>2011-11-13T20:19:00.003+01:00</published><updated>2011-11-13T20:43:01.361+01:00</updated><title type='text'>Il gusto vuoto delle cose inutili.</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;La disperazione delle cose inutili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrivi, il tempo è bello, la Domenica si apre fredda e azzurra e le vecchie case popolari sono addormentate, tra gli studenti rientrati qualche ora prima (che cosa banale) e le famiglie della vecchia Roma (ma ti prego!), vabeh basta.&lt;br /&gt;Fai che ci credi, il sole c'è, ci puoi anche credere, la democrazia può funzionare.&lt;br /&gt;Fino al pranzo, diciamo (il che fa dalle 9:00 alle 13:15, mica niente).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi iniziamo a sbrodolarci addosso.&lt;br /&gt;Vabeh, facciamo che usciamo a mangiare una mela, a fumare una sigaretta.&lt;br /&gt;Rientriamo.&lt;br /&gt;Ci sbrodoliamo addosso ancora un po' in un crescendo d'intensità.&lt;br /&gt;Allora facciamo che usciamo a prendere un caffé e sigaretta, iniziano ad uscire un po' tutti, ci stiamo sfracellando i maroni, diciamocelo. Arriviamo alle 17 e YEEEE SIAMO MEZZ'ORA IN ANTICIPO SULL'ORARIO!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora facciamo 10 minuti di pausa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saremo mica impazziti? Ci piace davvero così tanto sta' insieme? Se vogliamo sta' insieme andiamo a prenderci una birra, non perdiamo tempo a dire cose in cui non crediamo e che non faremo e che non riferiremo alle nostre comunità perché non gliene frega una mazza.&lt;br /&gt;"Abbiamo una denuncia penale per il campo...?"&lt;br /&gt;"No. Sono solo voci."&lt;br /&gt;Occhei, dico io. Lui no. Continua ad insistere, ad intervenire, cazzo hai sessant'anni pe gamba, vuoi dire che sei fai scout da quando ne avevi 8 lo fai da 112, e quini almeno da un centinaio partecipi a eventi regionali, MA STAI ZITTO! No. Lui no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Usciamo.&lt;br /&gt;Cerchiamo alleati.&lt;br /&gt;Gente che sbuffa, che lentamente ti dice ancora che ci sono cose da fare.&lt;br /&gt;Ah sì? Beh, non sono state fatte. Non le ha dette nessuno. Giusto? Giusto. Annamosene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No.&lt;br /&gt;Votiamo.&lt;br /&gt;Questo sì, (io mi sarei astenuta per ritegno, non si può fare una mozione per sciogliere una sigla in parole cazzo, te la cerchi su wikiscout), questa pure (una quasi intelligente? Mhm.) poi arriva di nuovo st'imbecille con mille clausole di modifica del bilancio consultivo del 2010-11 e dell'anno futuro, disponiamo i soldi così, apriamo un fondo per quest'altro, voglio sapere chi e come ha usato i soldi per l'evento (vuoi gli scontrini della spesa?) e che cosa ti urli IMBECILLE?&lt;br /&gt;Cioè, finisce che devo farmi calmare da uno che non è proprio il massimo da cui farsi coccolare, lo so, ma lì per lì meglio di niente. Che devi fare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, cosicché quel giorno possa  sorprendervi come un ladro. Infatti siete tutti figli della luce e figli  del giorno; noi non apparteniamo alla notte, né alle tenebre.&lt;br /&gt;Non dormiamo dunque come gli altri, ma vigiliamo e siamo sobri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Dopo tutto questo scaccolamento, dopo tutte queste pippe vicendevoli, dopo il buonismo, il lassismo, una fede vuota, l'inadempienza, le parole vane, dopo tutta questa disperazione, dare ascolto a San Paolo e credere, credere davvero di essere figli della Luce, è un atto di fede immenso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;mi ripudio e mi consolo&lt;br /&gt;nella polvere&lt;br /&gt;e&lt;br /&gt;nella cenere&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-8934212244169935492?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/8934212244169935492/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/11/il-gusto-vuoto-delle-cose-inutili.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/8934212244169935492'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/8934212244169935492'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/11/il-gusto-vuoto-delle-cose-inutili.html' title='Il gusto vuoto delle cose inutili.'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-8365810089632470520</id><published>2011-10-29T17:22:00.002+02:00</published><updated>2011-10-29T17:40:34.863+02:00</updated><title type='text'>chauchemar</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La verità sugli incubi è che sono una benedizione.&lt;br /&gt;Morire ogni notte rende il risveglio una resurrezione. Ogni giorno una nascita. Non male, anche se le ossa dolgono un po'. E quello che ricordo è una dose di adrenalina per l'immaginazione.&lt;br /&gt;Quando rimane la forza, l'unica cosa è mettere insieme i pezzi e scrivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando rimane la forza.&lt;br /&gt;Ma come noto, vedere una serie tivù è più facile che vedere un film, vedere un film è più facile che leggere un libro, leggere un libro è più facile che scriverne uno.&lt;br /&gt;Questa è la grande giustificazione della mia vita.&lt;br /&gt;Ora mi faccio un té e mi giustifico a guardare un'altra puntata di una stupida serie televisiva, acquarellando arancioni visioni della mia ultima sognossessione.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-8365810089632470520?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/8365810089632470520/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/10/chauchemar.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/8365810089632470520'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/8365810089632470520'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/10/chauchemar.html' title='chauchemar'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-4165316039167030857</id><published>2011-10-22T23:05:00.002+02:00</published><updated>2011-10-22T23:40:55.347+02:00</updated><title type='text'>People. Hard stuff to deal with.</title><content type='html'>"Conoscete qualche mammasanta, qualcuno che faccia riti voodoo..?"&lt;br /&gt;...?&lt;br /&gt;"..eh, devo far esorcizzare il campo da tiro con l'arco, da quando quelle due teste di minchia stanno lì continuano a succedere cose bruttissime ai familiari degli sportivi"&lt;br /&gt;"Fratel Andrea ha un amico esorcista, non so se è abbastanza.."&lt;br /&gt;"In effetti, da quando quella strega - era evidentemente una strega - mi è venuta addosso con la macchina ho avuto una sfiiiga con le macchine.. ma ti dico! Da allora!" (due macchie rubate, una bruciata, una segata, una corrosa)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"..rubano, stuprano, uccidono.."&lt;br /&gt;".., dico, Signora, infatti, l'ergastolo.."&lt;br /&gt;"..e come li trattano! Coi guanti..!"&lt;br /&gt;"..e a mio marito l'ergastolo? Le pare? Ecco!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"..spero di non farti troppo male, se puoi scusami"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Andiamo a vivere insieme?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Bell'idea, peccato che io credo sia irrealizzabile e va contro i &lt;span style="font-style: italic;"&gt;miei&lt;/span&gt; sogni e quindi ora ti attaccherò un pippone di due ore di acidità unica per dimostrarti che non capisci davvero un cazzo e che sono &lt;span style="font-style: italic;"&gt;io &lt;/span&gt;a dettare leggere qui. Del resto, se ho cresciuto bene gli altri non vedo perché dovresti metterci becco &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ora&lt;/span&gt;."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;People. Hard stuff to deal with.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-4165316039167030857?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/4165316039167030857/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/10/people-hard-stuff-to-deal-with.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/4165316039167030857'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/4165316039167030857'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/10/people-hard-stuff-to-deal-with.html' title='People. Hard stuff to deal with.'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-5143477160389490478</id><published>2011-10-21T00:04:00.006+02:00</published><updated>2011-10-21T00:22:24.595+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='http://www.blogger.com/img/blank.gif'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Olaf'/><title type='text'>ricostruire</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Stiamo andando in campagna. Ha tutto l'aspetto di una gita di scuola, forse siamo bambini, forse più probabilmente noi grandi (nell'inventata fase giustificatoria della gioventù non adulta)&lt;/span&gt; nella &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;forma mentis &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;del bambino. La campagna ha il colore della collina-Windows, ma anche della primavera toscana o dell'estate polacco-lituana. La never ending summer. Come un abete.&lt;br /&gt;Stiamo andando a vedere un'azienda agricola. C'è a., il mio amico dell'università (sempre pronto a presentarsi in questi luoghi), c'è l'assenza di t (altra presenza costante) e i miei soliti amati volti, intercambiabili, costanti, multiformi. Diventano mano a mano altre persone, di altre età, di altri tempi, di altre circostanze.&lt;br /&gt;L'azienda semba dall'esterno una casema grigia con grandi barili blu (ci affogano gli immigrati), non barili, cisterne (ci affogano gli immigrati e i bambini degli aridi States), sembra una prigione di terraferma, magari da isolamento (dell'Irlanda rivoluzionaria).&lt;br /&gt;Però ci dicono che coltivano verdure, come le coltivano, che bello, entriamo, ma non andiamo per campi, entriamo nei casermoni tra il mattatoio e l'inscatolamento di borse contraffatte (sicuramente dietro una porta ci sono piccoli indiani venduti dai genitori che intrecciano meravigliosi tappeti) e i muri si allungano e i tetti a volta a botte si allontanano da noi. Com'è piccolo essere bambini che guardano in alto. Chissà poi perché in un'azienza che produce grano ci sono tutti questi rulli e macchinari e robe per imballaggi, chissà i campi dove sono. La tizia - che poi ha la faccia di un'&lt;a style="color: rgb(0, 0, 0);" href="http://www.teatrodelleselve.it/img_progetti/291_1.jpg"&gt;attrice&lt;/a&gt; romana di teatro - ci parla di quant'è bello il mondo dei vegetariani e io sono tanto felice perché sono vegetariana e poi lei la conosco e lei conosce me e abbiamo vissuto bei momenti e quindi, che bello sentir parlare una persona così di queste cose!&lt;br /&gt;Poi mi annoio e gironzolo, c'è altra gente in giro, in fondo non sono proprio una bambina quindi basta mettere su una faccia affaccendata e andarsene da qualche parte, me ne vado, entro in un posto, e questo posto è una discarica di liquami animali e grassi animali e carne animale tranciata in putrefazione e dal soffitto pendono cose che sono tra la vita e la morte e ai muri si seccano pelli conciate e mocassini e inorridisco perché l'orrore non ha mai fine e per quanto io mi sforzi la catena è infinita e la coerenza è solo un'astrazione pretesa dagli altri. Mi trovano, Sista mi dice che va tutto bene perché in fondo io sono una persona fidata e ancora una volta la mia faccia non esprime abbastanza bene quello che in testa mi passa. Allora chiama un certo Alessandro che però è il ragazzo che lavora alla libreria Ave e mi/gli dice di andar via e&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ed è scoppiato il temporale e mi sono svegliata con i lampi negli occhi e l'odore di cadavere sulla coperta.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-5143477160389490478?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/5143477160389490478/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/10/ricostruire.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/5143477160389490478'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/5143477160389490478'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/10/ricostruire.html' title='ricostruire'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-6501620182630285102</id><published>2011-09-19T01:43:00.003+02:00</published><updated>2011-09-19T01:46:33.869+02:00</updated><title type='text'>L'inchiostro è nero nero</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="testo"&gt;Nessuno è mai protetto  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="testo"&gt;Dalla sua debolezza &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="testo"&gt;Che se ne sta nascosta &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="testo"&gt;Come una serpe dentro un rovo &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="testo"&gt;Vilmente sconosciuta &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="testo"&gt;Appena sospettata &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="testo"&gt;Ma invece rivelata&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Vedo il cielo stellato dal tettuccio aperto di una vecchia cinquecento rossa. Ho il vento sul naso e gli alberi passano nel fruscio. La luna ha perso l'argento ed è divenuta d'oro per questa ultima notte di serenità. Poi s'è spalancato il baratro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-6501620182630285102?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/6501620182630285102/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/09/linchiostro-e-nero-nero.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/6501620182630285102'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/6501620182630285102'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/09/linchiostro-e-nero-nero.html' title='L&apos;inchiostro è nero nero'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-5223938557751112854</id><published>2011-09-02T08:32:00.002+02:00</published><updated>2011-09-02T08:38:00.895+02:00</updated><title type='text'>the way out</title><content type='html'>&lt;br /&gt; There is no way out, no way without pain or fear, no way out that would be a sunshine of freedom.&lt;br /&gt;There is not. It's ought not to be. I reduced myself to a coward.&lt;br /&gt;Let's stop it, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;now.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-5223938557751112854?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/5223938557751112854/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/09/way-out.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/5223938557751112854'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/5223938557751112854'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/09/way-out.html' title='the way out'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-8670605060425466524</id><published>2011-08-31T01:42:00.004+02:00</published><updated>2011-08-31T01:54:52.581+02:00</updated><title type='text'>tre dopo mezzanotte</title><content type='html'>       C'è un'ora della notte in cui anche nel pieno dell'estate la temperatura scende e nel sonno ci si rigira e si tira il lembo del lenziuolo; è quell'ora della notte in cui i globi del termoscopio salgono lentamente, fino all'impercettibile inquietudine e allora, solo allora, al culmine, un brivido scende dalla nuca e sale la pelle d'oca.&lt;br /&gt;       E' l'ora della notte in cui i sogni si incastrano o diventano più reali o si corre sulla lama del coltello o si sogna la propria morte; è l'ora delle ombre, l'ora in cui la polvere si muove e si attorciglia ai polsi, i capelli decidono di serpeggiare via, l'ora in cui i mille mondi dei nostri sensi traballano e uno non è meno reale dell'altro. In cui prendono il sopravvento.&lt;br /&gt;       E' l'ora in cui spesso muoio; a volte sopravvivo. Non è mai tremendo - tranne per il dolore, ma passa -, ma è l'ora che si sta avvicinando e io sono spaventata dai miei sogni irracontabili, inconfidabili. Nessun orecchio dovrà mai&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-8670605060425466524?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/8670605060425466524/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/08/tre-dopo-mezzanotte.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/8670605060425466524'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/8670605060425466524'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/08/tre-dopo-mezzanotte.html' title='tre dopo mezzanotte'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-1949163389662677952</id><published>2011-08-26T20:35:00.002+02:00</published><updated>2011-08-26T20:54:23.327+02:00</updated><title type='text'>in Bloom</title><content type='html'>&lt;br /&gt; Sono stati tempi buj ma era ora di sporcare questo foglio bianco.&lt;br /&gt;E' ora.&lt;br /&gt;Si trovano attorno ad un tavolo a lume di candela. Fa così caldo perché le Dolomiti cingono e strozzano la valle; non si vede perché non hanno luci elettriche. L'ombra più buia della notte lunare di due tigli degli anni cinquanta, alle spalle una villa veneta completa di portego e sottoportego e carpineda e priva di fondamenta.&lt;br /&gt;Una tende ad esprimersi con accurata precisione o attraverso meravigliose metafore o citazioni incomprensibili di autori non letti così tanto dagli altri; una interviene con fermezza biblica in dialetto di valle stemperato dell'italiano di Roma; uno s'infervora e aiuta quell'altra (la prossima, ora ci arriviamo) a saltare di palo in frasca, dal sesso degli angeli alla caduta di Lucifero; una fuma bevendo e dice cose che non sta pensando, ma io la vedo dall'al-di-qua del velo di Maja, quindi non vale; le due più giovani tacciono; uno ancora siede in silenzio un po' discosto, nascosto nella sua barba.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ce ne fregava niente di ciò.&lt;br /&gt;Avrei preferito fissare il crepitare assordante dei grilli interrotto dal continuo schiaffeggiare di zanzare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eravamo lì e il dibattito era iniziato sul come giustificare le divinità greche (Ade, ad esempio) mentre c'erano già Lucifero e la caduta e Dio trino e i suoi angeli. C'è da guardare a Dio come personaggio letterario, si diceva, non si può guardare a tutto con gli occhi del credente, si diceva, poi il vino ha girato ed è stato più interessante parlare degli angeli che hanno procreato i giganti e poi una vaga nebbiolina rossa mi ha lasciato il ricordo del sonno, allontanato ancora per un po' dalla nicotina.&lt;br /&gt;Ancora non avevo letto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;American Gods&lt;/span&gt;, avrei potuto appoggiarmici per dire una cosa. La differenza, credo, fondamentale, è &lt;span style="font-style: italic;"&gt;esattamente&lt;/span&gt; come si guarda a certe cose. Perché, ritengo, si può guardare alla Bibbia come testo sacro e allora scrivere qualcosa di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;competitivo&lt;/span&gt; (oh, professor Bloom!); si può guardare alla Bibbia come scrittore di fede (non mistico, no, non religioso, no, ma come scrittore vocato, diciamo) e allora scrivere un testo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;competitivo&lt;/span&gt;. Oppure si può guardare ad essa come opera letteraria (e non Opera Letteraria) e scrivere qualcosa come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;American Gods&lt;/span&gt;, privo di spessore, consumabile dal tempo.&lt;br /&gt;Ecco, credo che lo spessore (oltre a dipendere dalla propria capacità linguistica, immaginativa, percettiva, estetica) dipenda anche da questo sottile fatto di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;fede&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tempo smentirà come sempre la mia opinione.&lt;br /&gt;E questa non è una giustificazione.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-1949163389662677952?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/1949163389662677952/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/08/in-bloom.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/1949163389662677952'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/1949163389662677952'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/08/in-bloom.html' title='in Bloom'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-528012524927400038</id><published>2011-06-29T06:55:00.006+02:00</published><updated>2011-07-25T18:25:05.708+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Mi sono svegliata con questo pensieraccio in testa.&lt;br /&gt;Dalla WWII e dagli States abbiamo appreso che non conviene farsi la guerra in casa.&lt;br /&gt;Così abbiamo fatto l'UE. E l'ONU.&lt;br /&gt;Per evitare di farci la guerra in casa e dover contrattare, che so, per non far saltare i ponti storici di Roma. L'altro per legittimare la guerra in altri paesi (leggi: Iran, Iraq, Kuwait, Egitto, Tunisia, Libia..), sbolognare gli spiriti bollenti nell'assassinio ma senza intaccare le sane coscienze.&lt;br /&gt;Poi io vado al mare e mi sento in colpa; i nostri figli non ci perdoneranno di non esserci accordi di tale stratagemma.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-528012524927400038?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/528012524927400038/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/06/mi-sono-svegliata-con-questo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/528012524927400038'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/528012524927400038'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/06/mi-sono-svegliata-con-questo.html' title=''/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-1555974765177461903</id><published>2011-06-18T08:35:00.004+02:00</published><updated>2011-06-18T09:30:37.014+02:00</updated><title type='text'>Tonio</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Grazie Thomas, per avermi fatto capire quanto siano desueti certi tipi di descrizione che io e te abbiamo ereditato, dritte dritte, dai romantici.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;I disadattati, quelli che al tempo di Tonio non sapevano ballare la quadriga e al tempo mio non vanno in discoteca, quelli cioè che hanno imparato a fregarsene della gioiosa convivialità della massa perché incapaci&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;a. di ballare&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;b. di convivere con la massa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;c. di mascherarsi (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-family: verdana;font-size:85%;" &gt;se dèguiser) &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;e fare società,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;non è per forza detto che siano poeti o grandi artisti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;(ogni volta che dico artista o leggo artista o scrivo artista mi vengono i brividi)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Quindi, Tonio non è un dramma borghese. Io, non sono un dramma borghese.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Siamo solo disadattati, siamo quelli con i capelli scuri in una terra di biondi, insomma. Costitutivamente reietti, ma, diamine, non c'è nulla di male. Basta che la smettiamo di raccontarci tutte quelle frottole di sacrificio per l'arte e per la scrittura, soffrirò per restituire le emozioni pure ai miei lettori e bla bla bla bla.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Chi ha detto che il romanticismo è terminato nel 1850 era un farlocco critico incompetente.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-1555974765177461903?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/1555974765177461903/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/06/tonio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/1555974765177461903'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/1555974765177461903'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/06/tonio.html' title='Tonio'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-1744652264108318609</id><published>2011-06-14T13:55:00.006+02:00</published><updated>2011-06-15T12:44:34.817+02:00</updated><title type='text'>Linguistica</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:100%;"&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Lo studio della linguistica dimostra chiaramente una cosa: l'uomo non riesce ad analizzare ciò che lui stesso ha realizzato. La lingua, il linguaggio, le parole, la &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-family:verdana;font-size:85%;"  &gt;parole&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; sono sistemi così complessi che nessuna definizione può dirsi sufficiente, completa o totalizzante. Non è solo perché coinvolgono meccanismi di tutte le specie, dall'articolazione fonetica alla composizione morfologia, dall'operazione mnemonica all'influenza circostanziale, dalla coniugazione d'intento senso e comprensibilità a una disposizione enfatica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Naturale prolungamento dell'essere umano, non ha inizio né fine, come le catene peptidiche che rimandano sempre a qualcosa in un circolo vizioso dal cuore all'arteria alla vena al cuore. E spero che quest'affermazione non abbia rivelato quanto poco io abbia studiato biologia al liceo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;E' come l'analisi della poesia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;So che cos'è poesia finché non me lo si chiede, parafrasando uno che parafrasava Sant'Agostino.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Poi abbiamo inventato tutto il sistema di figure retoriche e ad ogni spazio c'è un nome da sovrapporre alla confessione, perché non è la confessione che ha importanza, no, non ci illudiamo. E ci sarà chi avrà in testa l'archivio di figure retoriche dalla A alla Z e non avrà sentito neanche un verso di quelli che ha letto; così come ci sarà chi è in grado di inserire grandi parole in costruzioni oratorie fantastiche, totalmente prive di senso. No, totalmente prive di valore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La forma.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Bisognerebbe fare chiarezza sull'importanza di quello che stiamo studiando, su quello che poi ci viene chiesto di scrivere - mera anticipazione dell'eventualità di sentirsi critico e pubblicato, un giorno -, sui testi su cui ci formiamo. Qual è il vostro scopo? E che collegamento avete con la Lingua, con la Letteratura?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;I canonisti sono un esempio clamoroso. Prendono posizione all'interno di qualcosa che altro non è che la manifestazione d'una imposizione di gusto: studiate questo perché lo decido io e la mia autorità vale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Sulla base del numero di pagine di libri pubblicati, probabilmente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La verità, la verità d'una ventenne preoccupata di quello che legge edito Feltrinelli come della quantità di inessenzialità nella vita dei suoi trenta bambini, è che viviamo un'epoca statica. Non ci preoccupiamo di questa stasi. Non la avvertiamo perché tra google, twitter, tumblr, anobii, facebook, gmail, msn, sony, microsoft, mac, gli aggiornamenti e i miglioramenti ci sono ogni pugno di settimane. Allora si va avanti, allora è cambiato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Allora alla tivù gioisci perché nello spezzone d'un film un immigrato italiano in un canitiere navale di New York dice: "Queste sono le mani del pronipote di Michelangelo, sono le mani che secoli fa hanno costruito la Torre di Pisa, la cupola di Santa Maria del Fiore, le mani di Bernini e Borromini.. e tu di chi sei nipote?"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Come sentirsi importante. Poi non sai nulla dell'arte italiana, ma non importa, tanto è roba di famiglia. Con la globalizzazione si arriverà a considerare roba di famiglia, già la si considera tale, tutta la carta scritta tra l'America e la Russia. C'è ancora un po' di esotismo nell'Africa nera, forse qualcosa ancora nell'India, ma non esageriamo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ci trasciniamo, tutta l'Europa culturale, si trascina per abitudine. Ci rotoliamo nella polvere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Che vogliamo fare?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Io torno ad imparare a memoria che "Nessuna definizione di verbo può dirsi soddisfacente".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ma io so perché, almeno non ho bisogno di prenderlo come assioma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ci manchi da 25 anni, Jorge.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-1744652264108318609?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/1744652264108318609/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/06/linguistica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/1744652264108318609'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/1744652264108318609'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/06/linguistica.html' title='Linguistica'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-257725097175239534</id><published>2011-06-12T15:32:00.002+02:00</published><updated>2011-06-12T15:34:39.026+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Non conosco l'angoscia del foglio bianco quanto quella del sordo.&lt;br /&gt;Ho sempre qualcosa da dire; quando non ho nulla da dire sono in pace con il silenzio. Non m'affanno. Nessuno mi comanda di dire o raccontare o scrivere. Quando accade, ignoro istintivamente il comando; il silenzio mi piace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma nulla mi paralizza quanto perdere l'interlocutore o non conoscerlo; o essere in attesa di esso.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-257725097175239534?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/257725097175239534/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/06/non-conosco-langoscia-del-foglio-bianco.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/257725097175239534'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/257725097175239534'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/06/non-conosco-langoscia-del-foglio-bianco.html' title=''/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-7101948142875982458</id><published>2011-06-09T18:56:00.004+02:00</published><updated>2011-06-16T08:12:10.811+02:00</updated><title type='text'>Tempo</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(continuo sempre ad andare a capo e lasciare uno spazio prima di scrivere un post ma sempre blogger lo ignora)&lt;br /&gt;Non ho tempo di leggere. Sono invischiata negli esami a livello di nausea, come mi giro gli esami sono ovunque, come gli incroci di una ragnatela attorno alla mosca che sta al suo centro.&lt;br /&gt;Sono però alle prese con un libro meraviglioso che ancora a metà ho paura di quando finirà e non avrò che la rilettura di questa gran bellezza. Mentre leggo le parole si convertono immediatamente in sensazione; un attimo dopo arriva l'immagine, con un ritardo accettabile perché è molto precisa. Ma con due righe di ritardo - è un Piccola Biblioteca Adelphi, due righe non è tanto - arriva la voce del mio narratore mentale. E io devo aspettarlo.&lt;br /&gt;Ho scoperto che camminare leggendo mi consente, anche se non ho tempo, di far andare allo stesso ritmo sensazione, immagine, concetto, voce e passi. E' stata una scoperta illuminante.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-7101948142875982458?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/7101948142875982458/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/06/tempo.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/7101948142875982458'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/7101948142875982458'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/06/tempo.html' title='Tempo'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-2725439846021145403</id><published>2011-06-04T21:20:00.004+02:00</published><updated>2011-06-16T08:14:13.076+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Olaf'/><title type='text'></title><content type='html'>Per una settimana il sogno era questo:&lt;br /&gt;ero al buio. buio pesto. non una direzione, non un cielo. scalza camminavo su un pavimento liscio. niente eco. qualcosa assorbiva il rumore ma non c'era nulla. le braccia attorno a me. nulla. nero. cercavo. il pavimento s'inclinava e io impuntavo le ginocchia e camminavo. oppure percorrevo grandi minuti di nulla eterno con una mano su un muro freddo, senza una fessura, senza una crepa, senza una porta, senza una finestra. poi il muro finiva. e dall'altra parte c'era lo stesso nero di prima e nient'altro. oppure il pavimento spariva e io rimanevo con un piede nel nero e scivolavo giù ed era solo un gradino. e nient'altro. oppure mi sdraiavo sul pavimento freddo e non urlavo perché non c'era un cielo a cui urlare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi ho iniziato a sognare gli angeli.&lt;br /&gt;Erano bambini, erano fantasmi, erano morti, erano mai vivi. Alcuni vivevano con noi sulla roccia, altri vivevano tra gli alberi, altri scendevano semplicemente dal sole. Ma non parlavano mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stanotte ho sognato creature ibride, chimere serafiniane, serpenti con teste di ornitorinchi, ragni con corpi di formiche blu, cani di paglia velenosi, blatte gialle acquatiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi ho dormito quasi tutto il giorno e ora che è tardi tornerò a dormire con l'opprimente tristezza dell'ingiustizia dell'umana stupidità. Di quella che crede che una tradizione abbia valore di per sé, senza domandarsi cosa significhi; dell'umanità senza tradizione che crede che qualunque sia il suo pensiero esso vada bene, e che gli altri debbano giocare alle sue regole anche senza saperle. Manichini. Angherie.&lt;br /&gt;A volte ha ragione nonna quando dice, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;plongée&lt;/span&gt; nell'amarezza, che a darsi agli altri si rimane solo inculati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi mentre dormivo ho sognato matrimoni e neri immensi che forse erano i mille volti di Dio. Ho ascoltato l'ultimo cd di Ben Harper che non è più Ben Harper e non so chi sia. Tornerò a dormire con l'opprimente tristezza dell'ingiustizia dell'uomo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-2725439846021145403?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/2725439846021145403/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/06/per-una-settimana-il-sogno-era-questo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/2725439846021145403'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/2725439846021145403'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/06/per-una-settimana-il-sogno-era-questo.html' title=''/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-2681134072061805627</id><published>2011-05-13T23:24:00.003+02:00</published><updated>2011-05-13T23:43:18.970+02:00</updated><title type='text'>Raccontare.</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Poi passa la prima emozione.&lt;br /&gt;Allora, su una pelle di tigre cucita di fretta nel pannolenci, con la fiaccola ad illuminare lo sporco del pavimento, chiudi gli occhi e senti la storia fluire sotto la tua pelle. C'eri.&lt;br /&gt;Sai in che direzione guardare nell'uscire dal villaggio, per scorrere Fratel Bigio; sai com'erano i rossi fiori del dhak. Sai quanto erano ripide le pareti del canyon e quanto erano ororamate, hai contato i colori del pavone che si è alzato in volo. Hai toccato la pelle di Shere Khan ancora calda ma senza vita.&lt;br /&gt;Hai sofferto e gioito quella vittoria con Mowgli.&lt;br /&gt;Entrano loro, sanno cosa li attende, se ne fregano. L'urlo di Kaa arriva come una sferzata ad ammutolirli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scelgo il mio tono amichevole. Il tono da: mi hai appena chiesto com'è andato il pomeriggio al parco a leggere e io te lo racconto con piacere. Perché loro sono agitati e io so che la storia oggi è lunga e io non la so così bene. Ah, sì, l'ho vissuta. Sì, l'ho vista. Conosco i colori e conosco il canto delle cicale tra lo sbuffare dei bufali. Ma non ho mai ascoltato la mia voce raccontarlo e non ho scelto mai le parole più melodiose. Mi affido all'immaginazione, mi getto nel mio vocabolario emotivo.&lt;br /&gt;Acciarino. Parola aspra, mi impallo. Acciarino e pietra focaia per strinare i baffi, è una frase da scioglilingua. Non una risata.&lt;br /&gt;Eh sì cari miei, perché Shere Khan è morta e i miei bambini sono nei miei occhi, ardiamo della stessa luce che riflettiamo al centro della stanza, in quella fiaccola.&lt;br /&gt;E li sento soffrire con me quando il villaggio caccia il nostro fratello, Mowgli, li sento fremere di audacia sotto lo sguardo infuocato di Raksha fiera e accoccolarsi di piacere nella calda voce di Bagheera. Ed essere felici, con me, guardando le stelle immaginarie sul soffitto della nostra Tana, bianco, con una pennellata azzurra sfuggita ad Akela.&lt;br /&gt;Quando lancio l'urlo, rispondono con voci arrochite. E' stata una storia lunga, fratellini miei. Protesi sulle ginocchia, con i gomiti nei fianchi, con le schiene piegate verso di me, vi siete dimenticati di allungarvi per terra, stendervi, giocherellare con la sporcizia o con i vostri amici. Non una voce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La luce si accende, la fiaccola sparisce e un nugolo di bambini addosso, vogliono i particolari, vogliono risentire una cosa, vogliono una spiegazione, un ampliamento, e non sono quelli di primo anno, sono quelli di quarto, di secondo, di terzo, sono impazienti di porre la loro domanda e - incredibile - ascoltano quelle degli altri quasi senza accavallarsi perché &lt;span style="font-style: italic;"&gt;anche &lt;/span&gt;quello interessa loro, non avevano pensato proprio a quella domanda, ma perché no; arrivano veloci per non lasciarsi sfuggire la storia tra i denti, come se la luce accesa rivelasse, come un po' fa, un altro raccontatore; sono tutti, hanno risentito ancora una volta una storia nuova.&lt;br /&gt;Perché ogni anno la percezione è diversa; ogni anno il branco è diverso; ogni raccontatore racconta diversamente e diversamente emoziona.&lt;br /&gt;Una è la Legge del Branco, vera e vecchia come il Cielo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi ti dicono che in fila qualcuno dice: che bello, è Chikai a raccontare!, perché hanno fatto il conto dei capi. Ti fanno i complimenti, i sorrisi complici con i bambini, quelli che ti abbracciano perché non hanno le parole per dirtelo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Guidaci ancora, Akela! Guidaci ancora, cucciolo d'uomo! Perché siamo stanchi di questo viver senza legge e vorremmo essere di nuovo il Popolo Libero.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;torneremo a farli vivere nei nostri sogni, insieme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Te li raccomando perciò, Signore, &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;come quanto ho di più caro, &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;perché sei tu che me li hai dati, &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;e a te devono ritornare.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-2681134072061805627?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/2681134072061805627/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/05/raccontare.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/2681134072061805627'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/2681134072061805627'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/05/raccontare.html' title='Raccontare.'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-2955772938489943298</id><published>2011-05-12T19:33:00.000+02:00</published><updated>2011-05-13T22:33:14.210+02:00</updated><title type='text'>Borges, ancora.</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;L'abitudine alla caducità, questa disillusione dell'infinito e del duraturo, fa pensare che anche io tornerò a svegliarmi con la pioggia nella testa.&lt;br /&gt;Per ora mi trovo con un altro libro dal titolo eterno tra le mani.&lt;br /&gt;L'Aleph, il punto che contiene tutti i punti, tutti i mondi, tutto il visibile, contemporaneamente.&lt;br /&gt;Finzioni, che sono infinite e sempre lo saranno finché qualcuno parlerà o scriverà o penserà.&lt;br /&gt;Il Libro di Sabbia, che non ha inizio né fine, però ha un Epilogo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, a quel punto sono rimasta sconcertata.&lt;br /&gt;Ma giusto stamane avevo percorso con il dito il tracciato del labirinto di Chartres, perdendomi in qualche balza, ogni tanto, tornando indietro. E forse, questo viaggio nel tempo di Borges, non sarà diverso. Sarà anzi meglio, poter tornare indietro dopo aver raggiunto quasi la fine (ma quale fine?)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Spero che queste note frettolose che ho appena finito di dettare non esauriscano il libro e che i suoi sogni continuino a ramificarsi nell'ospitale immaginazione di quanti ora lo stanno chiudendo&lt;/span&gt;.  JLB&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-2955772938489943298?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/2955772938489943298/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/05/borges-ancora.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/2955772938489943298'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/2955772938489943298'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/05/borges-ancora.html' title='Borges, ancora.'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-4802727021408227091</id><published>2011-05-10T23:15:00.003+02:00</published><updated>2011-05-10T23:19:58.195+02:00</updated><title type='text'>Borges</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt; Ho finito di leggere un racconto di Borges &lt;span style="font-style: italic;"&gt;pazzesco&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Allora ho guardato sugli scaffali; ho ancora 4 libri e mezzo che non ho letto. Più l'infinità che ancora non ho. Anche se non è un'infinità. Purtroppo, è un numero limitato. Anche se contiene frammenti di infinito.&lt;br /&gt;Spero di non arrivare mai in fondo; voglio arrivare in fondo per avere tutto quello che posso di lui dentro di me. Forse non posso vivere la mia vita &lt;span style="font-style: italic;"&gt;più&lt;/span&gt; un'esistenza così ENORME come la sua.&lt;br /&gt;Morirò nel tentativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo già il progetto di andare oltre alla semplice comprensione.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-4802727021408227091?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/4802727021408227091/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/05/borges.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/4802727021408227091'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/4802727021408227091'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/05/borges.html' title='Borges'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-6919673811070637208</id><published>2011-05-02T20:25:00.004+02:00</published><updated>2011-05-02T21:00:15.444+02:00</updated><title type='text'>l'isola felice</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Strada metafisica, striscia di cemento nel viterbese.&lt;br /&gt;Stiamo tornando a casa ma è un pensiero impossibile da pensare. La Ka gialla corre sfidando i dossi e le curve e tutto in torno è la più bella delle giornate. La valle a destra e la roccia di tufo giallo a sinistra si inseguono fino a livellarsi in placide colline brillanti. Qua e là un casolare solitario, gruppi di alberi nel silenzio, un cartello incrostato. Siamo sbagliati, noi e la strada, l'elemento fuori tempo e fuori posto: lì si va a piedi, lì si giace nell'erba nuova e si dorme tra i viticci. Eccoli, filari regolari, spirali che salgono e scrivono sulla terra un messaggio che intuisci, mentre sinuosamente scendi tra i campi alla tua folle velocità. Grosse nuvole di panna montata stan maestose e placide, avanzano lente come pecore a brucare il cielo limpido e forte. Il braccio fuori dal finestrino, le dita a tamburellare i Supertramp sulla portiera, sei tutt'uno con quello che vedi perché è lo scenario perfetto su cui lanciare i tuoi ricordi freschi, come bolle di tempera, vi si aggrappano come l'acquarello alla carta ruvida e lì restano e sbocciano e dilagano.&lt;br /&gt;Siamo pieni di immagini.&lt;br /&gt;Siamo pieni di volti.&lt;br /&gt;Siamo pieni delle voci e degli accenti, abbracciati ai gesti, cullati dalle canzoni, ubriachi di risate.&lt;br /&gt;Siamo ancora nel pieno di quel clima fantastico che abbiamo creato, spezzati dal mondo, crescendo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;per&lt;/span&gt; il mondo, credendo, zitti zitti e nessuno a dirlo, che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;questo&lt;/span&gt; mondo è possibile migliore.&lt;br /&gt;Siamo stati fortunati perché abbiamo potuto cementare la nostra comunità improvvisata su sette uomini e donne umani, pieni di luce, attenti, non pazzi rigorosi ma metodici solo nella passione. Ci siamo potuti fidare, siamo stati al gioco, abbiamo inventato il gioco mentre ci lasciavamo guidare. Senza soffocare nel giogo, senza inciampare nelle redini.&lt;br /&gt;Scivoliamo sull'autostrada con musica minimal e iniziamo a far fluire quelle sensazioni in parole prima che si depositino del tutto lontano dagli occhi. Le nuvole maculano la terra, l'aria è così tersa dopo che i pollini hanno volato e le piogge hanno fecondato. La coltre non c'è, nessuna doppiezza, nessun raggiro. La consapevolezza di essere andati vicino all'errore fatale ma sapere come riprogrammarsi; rendersi conto di aver avuto il meglio possibile e volerlo mettere in pratica, comunicarlo, subito, darsi; non contare nemmeno le cose da fare, iniziare a farle. Avere voglia di un altro abbraccio fraterno.&lt;br /&gt;Il paesaggio inizia a diventare quello romano, è una differenza graduale ma fortissima sulla pelle. Cambia l'aria che ti sbatte in faccia entrando da uno spiffero del finestrino.&lt;br /&gt;Vorresti correre indietro e alzarti di nuovo alla mattina alle sette dopo aver dormito sei ore, fare ginnastica e colazione, giocare la catechesi, cantare, far correre la penna dietro agli appunti, fiondarti tra le gambe di un compagno per un gioco, ascoltare una barzelletta, diventare coccinella, prendere di nuovo appunti, sedare i morsi della fame costruendo canaline e un depuratore rustico, bere acqua ancora un po' terrosa, pranzare tardi, pulire i bagni, lavare trenta piatti trenta bicchieri trenta paia di posate quintali di pentolame, correre a fumare la seconda sigaretta della giornata, correre a prendere il caffè, un'altra barzelletta, appunti, un gioco, la schiena che fa male ma fa più male l'insolazione del capo campo, rotolarsi per terra, tirare le somme, inchinarsi al nome di Fausto Catani, ridere, giocare ancora e ancora imparare, raccontare Borges, ascoltare altri racconti, riassumere la jungla, gridare a intermittenza parole maestre e scouting e gesto interrotto e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;vivere con continuità un tema o una storia&lt;/span&gt; e a "viva il papa" di quel papaboy gridare viva! e rubargli la statuetta del papa e poi rubare anche lui e legarlo come un salame e poi sequestrare la capo campo che ti morde la testa e le braccia e ridere alla posta di Chil e stramazzare psicologicamente durante la catechesi seralnotturna e piangere come i bambini che ora conosci sempre di più e cenare a ore improbabili e lavare i piatti e correre a giocare, ancora, ridere, inventare scenette, recitare, cantare, vincere l'imbarazzo, stringere mani e sudare insieme e accasciarti sulle ultime barzellette, quelle della mezzanotte, sull'ultima sigaretta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma c'è da andare per le strade di tutto il mondo, chiamare i Suoi amici per far festa - c'è un posto per ciascuno alla Sua mensa.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-6919673811070637208?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/6919673811070637208/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/05/lisola-felice.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/6919673811070637208'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/6919673811070637208'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/05/lisola-felice.html' title='l&apos;isola felice'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-659748208584844682</id><published>2011-04-20T21:35:00.002+02:00</published><updated>2011-04-20T21:37:14.888+02:00</updated><title type='text'>en bref</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;- &lt;span style="font-size:85%;"&gt;maledetti coniglietti di cioccolato&lt;br /&gt;- scrivo un racconto che non pubblicherò sul blog&lt;br /&gt;- è un periodo che qualunque cosa io voglia leggere è edita adelphi&lt;br /&gt;- perché Roland Barthes è scomparso dalle librerie? E io che volevo rubare proprio lui!&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-659748208584844682?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/659748208584844682/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/04/en-bref.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/659748208584844682'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/659748208584844682'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/04/en-bref.html' title='en bref'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-6444859167430976252</id><published>2011-04-10T08:43:00.002+02:00</published><updated>2011-04-10T08:52:24.011+02:00</updated><title type='text'>Long as I can see the Light</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Evidente non si potesse concludere meglio, la giornata. Un grande Grossman, luminoso e sensibile come il migliore scrittore impegnato, non catastrofico ma realista, che fa il suo e ti fa vedere che lui c'è, a fare il suo, fai tu il tuo.&lt;br /&gt;Poi ti alzi tra urla disumane che per non ascoltarle c'è chi fugge di casa e tu vorresti innalzare la più grande delle preghiere, poi è pure Domenica, ma c'è la nebbia, qui bassa, lì fusa con le nuvole. Una domenica senza Cielo che domenica è?&lt;br /&gt;Accroupie par terre vorrei tirare una freccia al cielo per farlo respirare.&lt;br /&gt;Pregherò cantando che forse solo così lo so fare e forse il silenzio tornerà ad abitare le mie stanze.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-6444859167430976252?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/6444859167430976252/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/04/long-as-i-can-see-light.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/6444859167430976252'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/6444859167430976252'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/04/long-as-i-can-see-light.html' title='Long as I can see the Light'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-2740256210606443688</id><published>2011-03-25T23:15:00.002+01:00</published><updated>2011-03-25T23:36:38.103+01:00</updated><title type='text'>Leggere, leggere, leggere!</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Le informazioni generali sono &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: verdana;" href="http://www.leggereleggereleggere.com/"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Ora, cosa ho fatto io.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Ho scelto &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-family: verdana;"&gt;Fahrenheit 451&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt; e finalmente ho imparato a scrivere fahrenheit e sono molto soddisfatta. C'ho scritto una dedica che ho già dimenticato e sono uscita prima da casa per cercare la persona adatta. Pare che di venerdì mattina la gioventù romana non frequenti le mie parti, così alla fine mi sono decisa per una candida vecchietta che candida non era manco lontanamente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Però lo sembrava davvero tanto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;O forse neanche troppo, visto che più mi dicevo che non volevo regalarlo a lei più mi avvicinavo e già avevo iniziato a parlarle e lei mi guardava con fredda diffidenza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Strana, la diffidenza fredda.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Mi chiede di che parla il libro, io limo tutto pur di non rivelarle la trama e rovinarle la lettura. Inizia a dirmi che quando aveva vent'anni lei c'era davvero molto oscurantismo, ma che la verità è in Cristo e solo in lui e tutto il resto non serve.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;L'autobus sobbalza e sobbalzo anche io, perché mentre le dico che sì, sono cristiana cattolica, mi chiedo perché la sua affermazione di Verità in Dio mi suoni così &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-family: verdana;"&gt;sbagliata&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;. Allora mi attacca un pippone sul fatto che il Papa veste di ori, predica bene ma razzola male, che quello è il trono di Satana e così via. Io penso a tutti gli uomini in odor di (umana) santità che conosco e tento una strenua resistenza: mi taglia le parole. Ogni sacerdote, dice, se fosse onesto scapperebbe via dalla Chiesa perché è una questione di coscienza, perché non si può stare al servizio di Satana a questo modo. Mentre parla mi guarda con occhi freddi e morti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Infine, mi dice che &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-family: verdana;"&gt;non è interessata&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt; al mio libro. Ma è un regalo, le dico io, e ho scelto di regalarlo a lei. Sottolinea che non è interessata perché ha i suoi libri su Cristo e quelli le bastano, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-family: verdana;"&gt;solo &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;- sottolinea - quelli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E allora, come quel venerdì, s'è fatto buio, lei ha divorato il gioioso sole mattutino come un'eclissi e Cristo è morto di nuovo. Morto in lei che citava il Vangelo a sproposito.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Le ho comunque lasciato il libro. Ha detto che non lo avrebbe toccato. Le ho detto che facesse come voleva, il libro era suo. Va bene, ha detto, lo lascerò qui. Le ho augurato una buona giornata con tutta la mia sincerità e sono scesa dall'84 diretto a via Baseggio (che mi chiedo sempre dove sia).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Spero solo che non lo abbia preso e gettato nella spazzatura.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Non è stato avvilente, non è stato triste, non per me. Io l'ho ascoltata, le ho regalato un libro, le ho sorriso, le ho dedicato 15 minuti di viaggio in autobus. Lei s'è arrabbiata, non mi ha ascoltata, ha rifiutato un regalo ed è rimasta sola a guardare fuori dal finestrino. Le ho dedicato un pensiero triste ma non proprio di compassione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E' che, purtroppo, continuavo a pensare a quanta gente potesse aver rovinato, nella sua vita, con un comportamento del genere. Con la sua vita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E questo mi dà veramente i brividi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-2740256210606443688?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/2740256210606443688/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/03/leggere-leggere-leggere.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/2740256210606443688'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/2740256210606443688'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/03/leggere-leggere-leggere.html' title='Leggere, leggere, leggere!'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-2736907337872492128</id><published>2011-03-24T16:00:00.002+01:00</published><updated>2011-03-24T16:07:19.704+01:00</updated><title type='text'>che ti mette un po' di voglia di vivere</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Una giornata proficua.&lt;br /&gt;Leggevo una recensione di un amico su Amos Oz, lui dice che c'è una manciata di capitoli belli belli belli di pura poesia di quelli che gli vorresti morire dentro e poi tutto il resto è noja no non ho detto gioja ma noja noja noja. Pensavo di commentargli un "allora tu mi passi solo i capitoli belli così non perdo tempo" però poi ho pensato che non sono in grado di leggere così, perché? Perché un libro (che sì lo so non finisce quando lo chiudi ma se sei bravo continua anche dopo e io sono molto brava in questo) è uno spicchio di universo perfetto (a parte Moccia ed Ammaniti e i loro cani fedeli) e quindi come fai a farti bastare solo quei capitoli?&lt;br /&gt;Che è un discorso che riservo anche al mondo. Se potessi lo divorerei tutto, cognitivamente parlando. Non capisco perché la parola secondo google dictionnary non esista ma tant'è. Cognitivamente. Tié, così è la seconda volta che la senti.&lt;br /&gt;Sbrindellare è necessario causa la nostra mortalità mentre il mondo, solo perché è più lungo di noi, sembra infinito. E inconoscibile e incoglibile e inesplorabile nella sua totalità.&lt;br /&gt;Come dice Woland, non è solo il fatto che l'uomo sia mortale, ma è che è &lt;span style="font-style: italic;"&gt;imprevedibilmente&lt;/span&gt; mortale. Quindi in ogni momento io devo scegliere qual è la cosa da assumere perché potrebbe essere l'ultima e quindi l'unica cosa che dovrebbe farmi rosicare sarebbe di averla lasciata a metà.&lt;br /&gt;Ma a quel punto sarò - si spera - entrata nel cerchio della conoscenza omnia e quindi non dovrò rosicare poi tanto. Chissà se c'è un viaggio da fare, da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;qui&lt;/span&gt; a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;lì&lt;/span&gt;. Nel dubbio, metto Battiato.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-2736907337872492128?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/2736907337872492128/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/03/che-ti-mette-un-po-di-voglia-di-vivere.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/2736907337872492128'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/2736907337872492128'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/03/che-ti-mette-un-po-di-voglia-di-vivere.html' title='che ti mette un po&apos; di voglia di vivere'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-2350073428115448350</id><published>2011-03-22T20:27:00.003+01:00</published><updated>2011-03-23T08:10:33.666+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ci sono idee che mi prendono e premono per essere approfondite. Ne ho a bizzeffe, si affollano, mi sollevano la mente in un turbinio di nubi solcate da radiosi raggi. La Chiesa, il Tempo, il Canone, il Cognitivismo, l'Armonia, la voce narrante, lo sdoppiamento di personalità e così via.&lt;br /&gt;Ho visto Wittgenstein, film egregio - per quanto la prima metà non valga quanto la seconda, e il piatto della bilancia tira verso il basso pesantemente; lavavo i piatti ascoltando Ravel e però mi domandavo:&lt;br /&gt;"Quanti caffè ho preso oggi?"&lt;br /&gt;Non lo so.&lt;br /&gt;"Quand'è l'ultima volta che ho fatto pipì?"&lt;br /&gt;Non lo so.&lt;br /&gt;"Quando ho comprato l'ultima volta le cartine e dove, chi è quell'uomo che ha tagliato la strada verso lo Stadio e io conosco, quando ho avuto mal di testa ultimamente, al di là de &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Maestro e Margherita&lt;/span&gt; quali libri ho letto a marzo, e quando.."&lt;br /&gt;Non lo so.&lt;br /&gt;Ci sono una marea di cose di cui non ho memoria, cose che faccio quasi macchinalmente - vedere persone, comprare cose, cucinare, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;leggere&lt;/span&gt; - senza che poi restino di loro tracce. O meglio, le scaglie mortali restano e imputridiscono in camera mia come la pelle d'un pesce morto finché non trovo la causa del puzzo e me ne disfo. Con i libri è diverso, così come lo è con una ricetta imparata, quelle sono cose che apprendo o che mi impregnano e prima o poi saltano fuori. Ma comunque non ne ho coscienza.&lt;br /&gt;E anche ora, ora sto pensando a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Uomovivo&lt;/span&gt; di Chesterton; sto pensando che ci sono parti incredibilmente armoniche e splendide e brillanti, frasi che chiunque di noi vorrebbe aver pensato e scritto e aver sparso per il mondo regalandogliele. Però, però, nell'insieme, nella necessità di un intreccio, di personaggi non nati per bene, quell'armonia si scioglie e stona, non pervade, non allaga, non..&lt;br /&gt;E io ho la stessa pulsione di Chesterton, ho intuizioni niente male che butto al cesso perché sono solo attimi, barlumi, non sono un testo unitario. Ma se è così difficile che il mondo stesso sia letto come necessità armonica, perché dovrebbe esserlo un testo? Perché ci aspettiamo questa musicalità scritta?&lt;br /&gt;Rimurgino. Anche se il dizionario di Google mi fa presente che è una parola scritta scorrettamente la lascio così perché gli occhi mi fanno troppo male per soffermarmi a correggere.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-2350073428115448350?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/2350073428115448350/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/03/ci-sono-idee-che-mi-prendono-e-premono.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/2350073428115448350'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/2350073428115448350'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/03/ci-sono-idee-che-mi-prendono-e-premono.html' title=''/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-4639804707564581458</id><published>2011-03-17T11:30:00.003+01:00</published><updated>2011-03-17T11:41:31.287+01:00</updated><title type='text'>Condivisione al dì di festa</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Oggi tutti a casa.&lt;br /&gt;Nonna davanti alla tivù ascolta l'ennesima ripetizione dell'Inno di Mameli; io e mamma traffichiamo in cucina con le verdure. Una sua amica siede in corridoio mentre Whiskey si accoccola e salta dentro e fuori da uno scatolone del vino.&lt;br /&gt;Il corridoio è attraversato da una fanfara di banjo, violino, chitarra classica, viola, cornamusa e ballate vecchie di oltre un secolo, stagionate tra i barili di liquore ambrato. Come il mio gatto.&lt;br /&gt;Nell'aria c'è una condivisione familiare; l'attesa di un'amica, un pezzo di famiglia, con cui festeggiare e sospirare ai prati verdi dell'Irlanda. Voglia di stare assieme, idillio del timido sole che ogni tanto sfiora il balcone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E l'inno di questa giornata è indubbiamente uno:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;I traveled the banks of the River of Jordan&lt;br /&gt;To find where it flows to the sea.&lt;br /&gt;I looked in the eyes of the cold and the hungry&lt;br /&gt;And I saw I was looking at me.&lt;br /&gt;I wanted to know if life had a purpose&lt;br /&gt;And what it all means in the end.&lt;br /&gt;In the silence I listened to voices inside me&lt;br /&gt;And they told me again and again.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;There is only one river. There is only one sea.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;And it flows through you, and it flows through me.&lt;br /&gt;There is only one people. We are one and the same.&lt;br /&gt;We are all one spirit. We are all one name.&lt;br /&gt;We are the father, mother, daughter and son.&lt;br /&gt;From the dawn of creation, we are one.&lt;br /&gt;We are one.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Every blade of grass on the mountain&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Every drop in the sea&lt;br /&gt;Every cry of a newborn baby&lt;br /&gt;Every prayer to be free&lt;br /&gt;Every hope at the end of a rainbow&lt;br /&gt;Every song ever sung&lt;br /&gt;Is a part of the family of woman and man&lt;br /&gt;And that means everyone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;We are only one river. We are only one sea.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;And it flows through you, and it flows through me.&lt;br /&gt;We are only one people. We are one and the same.&lt;br /&gt;We are all one spirit. We are all one name.&lt;br /&gt;We are the father, mother, daughter and son&lt;br /&gt;From the dawn of creation, we are one.&lt;br /&gt;We are one.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: verdana;font-size:85%;" &gt;Fratelli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-4639804707564581458?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/4639804707564581458/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/03/condivisione-al-di-di-festa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/4639804707564581458'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/4639804707564581458'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/03/condivisione-al-di-di-festa.html' title='Condivisione al dì di festa'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-2130153106956419106</id><published>2011-03-06T12:37:00.003+01:00</published><updated>2011-03-06T14:07:32.088+01:00</updated><title type='text'>nevermore</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;E' una parola bellissima.&lt;br /&gt;Io vengo colta da una nausea esistenziale cosmologica e decido di cancellare il passato della mia stanza staccandomi le unghie sui vetri della finestra, rompendoci il tesserino del codice fiscale e graffiandoli con la limetta.&lt;br /&gt;Ben fatto.&lt;br /&gt;Vorrei staccare tutti i quadri, tutte le mensole, riempire il pavimento di pile di libri sapendo che non c'entrerebbero tutti, via il letto, via la moquette di merda e Cielo! perché mia nonna mette il pangrattato sui fagiolini sapendo che a me il pangrattato non piace ma che mangerò solo i fagiolini a pranzo perché il resto è carne?&lt;br /&gt;Cielo.&lt;br /&gt;La mia furia vorrebbe abbattersi su chi ha fatto le musiche del telegiornale oggi (allegra musica sotto l'incendio delle baracche a Mumbay), su chi lacca le frappe, su chi mette al mondo figli, su chi gioca al superenalotto; la gente non pensa e agisce goffamente, facendo dell'azione il suo pensiero. Ma si può essere così stupidi, cazzo?&lt;br /&gt;E poi, ma no, basta così, mi sento già abbastanza male, vorrei espiare i peccati di questi fratelli screanzati, vorrei le pareti della mia stanza spoglie, voglio andare avanti, via i mausolei, via il marciume, tutto fradicio, diamogli fuoco, via, via, via. E che non sia concesso di mettere le ceneri in casa: i cimiteri sono una invenzione magnifica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"E come tutti gli uomini colpevoli tu voi riscrivere la tua storia"&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-2130153106956419106?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/2130153106956419106/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/03/nevermore.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/2130153106956419106'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/2130153106956419106'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/03/nevermore.html' title='nevermore'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-1337983891809730787</id><published>2011-02-23T09:54:00.002+01:00</published><updated>2011-02-23T10:00:29.642+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt; Chissà come le cose decidono di rompersi,&lt;br /&gt;chissà qual è la sensazione che provano capendo che è giunto il momento della loro fine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chissà quanta segreta oscurità serve a produrre quest'abbagliante logica razionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chissà quanti taccuini d'appunti sono stati riscritti con le stesse parole per fa entrare la maturazione nel circolo dell'abitudine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chissà quanto dolore muto e freddo, o umido come un soffio, per parlarne soltanto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chissà quali tormenti che si comunicano a singhiozzo crea il vuoto pulsante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chissà perché mi si domanda di spiegare cose che non posso spiegare.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-1337983891809730787?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/1337983891809730787/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/02/chissa-come-le-cose-decidono-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/1337983891809730787'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/1337983891809730787'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/02/chissa-come-le-cose-decidono-di.html' title=''/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-7184592505976509370</id><published>2011-02-22T12:11:00.003+01:00</published><updated>2011-02-22T12:20:58.249+01:00</updated><title type='text'>Cristalli di sale</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Piangere fa bene, l'ho sempre sostenuto. Peccato che i miei occhi siano secchi al punto da sputare frammenti di sale. Lacrime a metà.&lt;br /&gt;Tutto ciò è molto melodrammatico - le parole trasformano sempre il dolore in melodramma. Come se non potessero trasmettere la sua autenticità. Forse perché a stento solo lo sguardo esprime la verità taciuta; le parole si imbrigliano nei sentimenti, nelle curve della memoria, si spezzano sulle spine delle filosofie e passano la griglia della coerenza.&lt;br /&gt;L'istinto mi farebbe leccare le facce dei miei amici. Mi farebbe stringere le loro mani fino a conficcargli le unghie nella carne.&lt;br /&gt;Mi farebbe piangere.&lt;br /&gt;Ma tra il centro dell'inesprimibile e i mezzi d'espressione ci sono troppi svincoli, troppi ostacoli. Così non esprimo e lascio avanzare il deserto sulla mia superficie. Questa foresta non sboccerà mai e io ho troppe scuse per poter cambiare le cose.&lt;br /&gt;Via, ho detto troppo.&lt;br /&gt;Torno a tacere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ballad for vocal solo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-7184592505976509370?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/7184592505976509370/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/02/cristalli-di-sale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/7184592505976509370'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/7184592505976509370'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/02/cristalli-di-sale.html' title='Cristalli di sale'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-5244650450711031306</id><published>2011-02-18T23:17:00.002+01:00</published><updated>2011-02-18T23:34:00.124+01:00</updated><title type='text'>Raccontare storie</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;I bambini entrano in fila nella stanza buia. Gli angoli si confondono con la notte che gira attorno alla fiaccola romana - sole che dona ombre fantastiche ai piccoli volti. Chiacchierano sempre di meno mano a mano che si siedono.&lt;br /&gt;Io sento le loro scarpe scricchiolare sulle piastrelle, sento le manine che tirano maglioni o altre mani o si inerpicano per le code biforcute delle pellicce di ciclamino. Poi si acquietano. Il buio non ha ancora inghiottito gli ultimi sussurri ma sento che è il momento di aprire gli occhi sopra le mani addormentate sopra le gambe incrociate. Mentre alzo la testa appunto i gomiti sulle ginocchia, protendendomi verso di loro.&lt;br /&gt;Li inchiodo al silenzio. So che vedono la fiamma riflettersi nei miei occhi. Prendo fiato.&lt;br /&gt;E inizio a raccontare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non un tremito né un'esitazione. Quando mi mancano le parole trasformo la ricerca in una pausa calibrata. Già al secondo periodo sono trasportata in quello che racconto: io c'ero quando Mowgli si lanciava giù tra i cespugli e ho sofferto con lui quando il capo branco ha mancato la preda e ha guaito per il calcio del sambhur. E ho visto nei loro occhi lo stesso dolore, la sofferenza di chi ama Akela e non vuole vederlo invecchiare e andarsene.&lt;br /&gt;Poi, eravamo insieme a tremare alle parole della pantera nera, coperta dei cristalli della rugiada del mattino:"Lo avrebbero ucciso ieri sera, ma volevano anche te."&lt;br /&gt;E abbiamo gridato, indignati, contro Shere Khan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho avuto un ottimo pubblico. Mi vanto di aver saputo solleticare loro la fantasia, di aver saputo accarezzare le mani delle loro menti per afferrarle e trascinarle con me. E infine, di aver chiuso a sorpresa, senza riprendere fiato vistosamente, gridando LUPI! con il diaframma, basso e inatteso.&lt;br /&gt;L'incanto si è spezzato irrimediabilmente, lasciando il suo sapore dolce e adrenalinico. Con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;nonchalance&lt;/span&gt; sono passata tra loro, raccogliendo gli immediati commenti, dal &lt;span style="font-style: italic;"&gt;che beeello&lt;/span&gt; estasiato al rammaricato &lt;span style="font-style: italic;"&gt;non mi ricordo come continua..&lt;/span&gt; mi sono fatta coccolare indirettamente dai miei bimbi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non vedo l'ora di rifarlo, meglio.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-5244650450711031306?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/5244650450711031306/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/02/raccontare-storie.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/5244650450711031306'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/5244650450711031306'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/02/raccontare-storie.html' title='Raccontare storie'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-6848404256559172645</id><published>2011-02-16T12:16:00.002+01:00</published><updated>2011-02-16T12:55:50.867+01:00</updated><title type='text'>Piove.</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;&lt;br /&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;Piove ed è una giornata disinteressata.&lt;br /&gt;Io sono impermeabile e mi lascio piovere addosso. I piedi sono in un pantano di marca Camper. Ho preso la borsa di studio, ho cambiato l'indirizzo di facoltà su infostud (e sono iscritta al primo anno.. e io che mi volevo laureare l'anno prossimo!); si prospetta un interessante corso di 40 ore di editoria con tirocinio-premio per i migliori. Si prospetta una caterva di esami a giugno-luglio, di cui due interessanti: il romanzo che cambia tra Hugo e Flaubert e Storia dell'Arte Moderna. Che però potrei non poter dare. Perché vogliono sei crediti, che sono mezzo modulo. Non sense.&lt;br /&gt; Leggo l'Idiota. E' il secondo giorno di annunciato vegetarianismo ed è una sfida continua. Non perché la carne presenti una tentazione; perché gli altri, attorno, ti dicono &lt;span style="font-style: italic;"&gt;povera&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mi dispiace&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sai ora una bella fiorentina..&lt;/span&gt; e io sento la nausea serrarmi la gola e mi contraggo tutta per non vomitare perché mi fa schifo vomitare. Non sopporto vomitare. E allora stai lì a spiegar loro perché e per come. E ogni volta che inizio con "Ho letto un libro che.." alzano gli occhi al cielo, sempre di più. Lo hanno sempre fatto perché ho sempre letto e tentato di condividere ma prima il cambiamento (l'arricchimento) non era così evidente.&lt;br /&gt;La calma è interrotta solo da Fats Domino, le sue trombe e la sua voce giojosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonna l'ha presa con filosofia: mi ha insultata e ha concluso che "certo nella vostra testa c'è qualcosa che non va". Voi non è né la generazione (come sarebbe auspicabile) né la 'razza' (talvolta il suo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;voi &lt;/span&gt;intende gli est europei in generale) bensì me e mia madre.&lt;br /&gt;Io ho riso, tanto piove ed è una giornata rilassata, di piccoli piaceri. Bello è ricevere il messaggio dalla libreria che ti comunica che il libro è arrivato o l'email dell'ibs che dice che la spedizione è in arrivo.&lt;br /&gt;(uuhuuuu Chesterton!!)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aspettando l'autobus ho protetto con l'ombrellino, con nonchalance, una mamma che si era premurata di coprire solo il passeggino e pensavo a cosa sia la Bellezza; o meglio, quale effetto faccia su di noi la tal detta bellezza. L'unica conclusione concreta è stata che non darò l'esame di estetica a scelta, grazie tante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piove da nuvole così basse che lo stadio Olimpico è sorvolato dalla nebbia, praticamente.&lt;br /&gt;Bello è non trovare fila in banca, la guardia giurata (o quello con il giubbotto antiproiettile, insomma) che chiacchiera con te, bello è non trovare fila in segreteria amministrativa e lo sportellista ben disposto a due parole di simpatia.&lt;br /&gt;Bello è il maglione blu petrolio a maglie enormi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' così rilassata questa giornata che penso scriverò; in fondo, questo post non è altro che la più facile manifestazione di questa voglia, bizzarria o che altro dirsi voglia. E' la scelta comoda della scrittura, disimpegnata e frivola.&lt;br /&gt;Così disimpegnata che provo un quieto amore anziché il tumultuoso affetto esplosivo.&lt;br /&gt;Ho l'accesso a 18 musei comunali. Di questi ne ho visti due. Uno è quello di zoologia. (colpo di tosse, occhi bassi, rossore diffuso).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però (?) ho una bellissima suoneria. E un paio di suonerie personalizzate. Bellissime.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-6848404256559172645?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/6848404256559172645/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/02/piove.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/6848404256559172645'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/6848404256559172645'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/02/piove.html' title='Piove.'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-2667023644621577616</id><published>2011-02-11T08:35:00.003+01:00</published><updated>2011-02-12T18:08:18.271+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Olaf'/><title type='text'>Bruma</title><content type='html'>Che parola meravigliosa, eh? Mh, già.&lt;br /&gt;Aleggia vaga e ignorabile - ignorabile se non mi impedisse la vista di Monte Mario, un'ombra nera, un'onda in procinto di sfracellarsi sull'Olimpico, il Flaminio..&lt;br /&gt;Jeri ero alla fermata a Ottaviano, la guinnes che mi rintronava la testa smorzandomi la voglia di cantare e Foer che mi impediva di fare qualunque pensiero di autogiustificazione. Aspettare l'autobus è dunque stato un esercizio di sopravvivenza non indifferente; si tenga presente che sono in grado di abbattermi di recriminazioni anche in condizioni normali, senza una sentinella ebrea nella mia coscienza che mi pungola con l'alabarda (volevo scrivere baionetta che forse per il suono labiovelare potrebbe scriversi bajonetta, ma alabarda è foneticamente migliore, no?).&lt;br /&gt;Dovrei smettere di dare fiducia agli scrittori, finisce che ti condizionano la fantasia, gli aneliti, ti fanno prudere le dita e le piante dei piedi, ti si intrufolano nelle grinze del cervello cambiando le tue lenti blù in arcobaleno e così ti istigano a cambiare vita.&lt;br /&gt;Tanto fanno che leggendo Foer fumo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;addirittura&lt;/span&gt; di meno. No, senza esagerare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, ero ferma alla fermata, fermamente convinta che avevamo appena organizzato una buona attività sulle B.A. e di tante altre cose che, sgommando, gira da via Cola di Rienzo il 490. Come biglie vestite a lutto vedo la gente dentro scivolare da destra a sinistra. Clin clin clin.&lt;br /&gt;Non sopporto questo vestire di scuro l'inverno e di colori l'estate. L'estate dovrebbe essere bianca, il resto dell'anno colorato, ma non importa così tanto.&lt;br /&gt;Alzo il braccio per chiedere all'autobus di fermarsi e provo un così immenso piacere nel gesto fluido, non arrogante, non supplice, non contrattuale.. Lascio il braccio sospeso ancora un po', finché l'autista non mette la freccia e accosta con tanta prudenza da fermarsi con le porte proprio di fronte a me. Accorte simpatie.&lt;br /&gt;Salgo e mi siedo, tanto a quell'ora non c'è gente (non mi siedo mai sui mezzi. Sui mezzi io leggo e non posso stare a sentirmi in colpa perché qualunque ultra cinquantenne potrebbe meritare più di me il mio posto seduto); come tutti gli autisti che adorano fermarsi giusti giusti davanti a chi deve salire - e sono gli stessi che quando si fermano su richiesta del busstoppista non aprono le porte centrali e quelli che volevano salire per dillà rosicano -, anche il mio guidava come un pazzo. Viale delle Milizie sfrecciava intorno con i suoi palazzi tutti uguali e le linee tratteggiate delle banchine. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Banchine &lt;/span&gt;è uno di quei nomi che hanno un'aura di sogno, viaggio e storia in sé, che bello.&lt;br /&gt;E pensavo che qualche anno fa mi sarei vergognata di alzare il braccio per chiedere all'autista di fermarsi. Mentre ciò pensavo mi sono corretta: mi vergognavo di alzare il braccio perché come sentinelle oscure, gli occhi del mondo mi avrebbero fissata e io mi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;vergognavo di esistere.&lt;/span&gt; Silenzio, accortezza, invisibilità.&lt;br /&gt;Neanche troppa, visto che portavo un calzino verde fluo e uno arancione dentro adidas dai lacci uno azzurro e l'altro giallo fosforescente.&lt;br /&gt;In ogni caso, nel mio revisionismo di lucidità foeriana (perché quella è una delle cose che ho bisogno di assorbire osmoticamente -perché non osmo&lt;span style="font-style: italic;"&gt;s&lt;/span&gt;icamente?) questa cosa della vergogna esistenziale mi ha colpito così tanto che ho pensato di scriverci un racconto. Ma mentre lo pensavo il 490 passava il ponte e io ho sorriso nel constatare che c'era un ultimo piano illuminato sospeso nelle tenebre del cielo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il buio calava in fretta e noi dovevamo ancora fare 700 mt di dislivello. Sul ghiaccio, si sa, alzi il piede di 15 cm e scivoli indietro di 20; sulla neve fai il triplo dello sforzo per guadagnare cinque centimetri. Il buio calava in fretta e la nostra colonna umana avanzava lenta, serpeggiando per l'invisibile sentiero innevato. Passo su passo dei compagni - una sensazione di meravigliosa continuità e solidità - mentre l'ombra della cima appuntita del monte ci cadeva addosso come una lastra appuntita di vetro. Ma si sa, tra quei pini ci sono i lupi e i lupi ci fiutano e ci danno la caccia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;L'urlo arrogante del troll di montagna arriva dall'altra parte del fiume ad avvertirli che non è tutta roba loro - che noi, non siamo tutta roba loro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ci affanniamo sul ghiaccio, passetto passetto, calciando nel ghiaccio le cunette in cui arrampicarci. I folletti ci ridono addosso, striduli, dal buio, incitando i lupi dagli occhi rossi. Sbuchiamo nella città: è nera e attorcigliata, di un gotico perverso e l'unica luce è il riflesso pallido e ferente della luna sulla neve. E sembra che ci sia per scivolare addosso, come un immenso macchinario di tortura medieval-francese perché è tutta inclinata e protesa all'indietro, ma le ombre scivolano su di noi, tra di noi e vorrebbero dividerci.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Paolo, eroico uomo dei boschi quasi uscito da una vecchia pubblicità della timberland anni '80, ha letto le cartine e ci indirizza di nuovo nei boschi. Il sentiero è tra falde di ghiaccio, un labirinto bianchissimo e gelido; ogni respiro potrebbe diventare un nuovo muro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ci raggruppiamo. Gli occhi pieni di libertà, gli occhi di Tom.mi, gli occhi di cerbiatto di Lime, gli occhi freddi di Dario, quelli forti di Ale, quelli umidi di Vale, quelli taglienti di Bisca, quelli confortanti di Jacopo. Ci siamo tutti, ce la faremo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Mi sveglio con in mente il &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;dies irae.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-2667023644621577616?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/2667023644621577616/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/02/bruma.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/2667023644621577616'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/2667023644621577616'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/02/bruma.html' title='Bruma'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-5989050313101722656</id><published>2011-01-27T19:59:00.004+01:00</published><updated>2011-01-27T20:25:44.048+01:00</updated><title type='text'>Grido al tradimento</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;Non ho la lucidità necessaria per soffermarmi a pensare a cosa significhi arrivare a vent'anni senza essere mai stata tradita; fatto sta che questa è la prima volta e mi auguro che la prossima sia tra vent'anni ancora.&lt;br /&gt;No, non è un tradimento carnale, non sto per raccontarvi una storia di tu-sei-mio e solo io dispongo di te. E' intellettuale ed è pazzesco.&lt;br /&gt;Metaempaticamente (viva lo jato!) si può dire che questa sia una testimonianza di follia e che io non ne vada particolarmente fiera; anzi, mi dà anche un certo qual fastidio lasciarmi pervadere da questo dolore contorto che mi arpiona le membra. Fastidio non tanto per il dolore in sé; per la causa del dolore, naturalmente. Sciocca, quantomeno, può apparire. E' che io, povera sciocca, mi sono fatta prendere da troppa bellezza e immutabile immensità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sono presa il mio tempo e ho letto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Vita d'un Uomo&lt;/span&gt;, prima con la sfiducia che riservo a me-stessa-leggente-poesia, poi con l'emozione dell'instaurazione di un silenzioso chiacchiericcio con l'io poetico, infine con la confidenza totale delle menti simbiotiche. Il rapporto, per non essere troppo idillico, ha creato qualche difficoltà: come in ogni comunicazione che si rispetti, ha avuto i suoi muri solidi, le porte sbattute in faccia, esclamazioni allibite di sconcerto. Si cresce, ci si confronta, si prende coscienza di binari talvolta troppo distanti e catene logiche con troppi pochi anelli visibili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene.&lt;br /&gt;Arrivo alla preparazione dell'esame e mi subisco cinquanta pagine sul rapporto tra Ungaretti ed il Fascismo.&lt;br /&gt;Rapporto molto stretto, scopro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(silenzio)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scopro, andando avanti nella lettura, che il mio poeta era follemente innamorato di Mussolini, che lo sosteneva, che gli andava appresso in una maniera vergognosa - se non a quattro zampe perlomeno a tre; che ha scritto cose &lt;span style="font-style: italic;"&gt;abominevoli&lt;/span&gt; sulla conservazione della superiore stirpe italica, sulla sua superiore cultura, sulla necessità di questa figura di capo moralizzante e ordinatore. L'incredulità è divenuta rabbia e questa s'è sciolta in pianto nell'esplodermi tra le labbra e la dispensa in una litania di seiunatalpaseiunatalpaseiunatalpaseiunatalpaseiunatalpa..&lt;br /&gt;Cieco, gli ho urlato. Ma oramai l'amarezza mi aveva atterrata e immobilizzata. Ho continuato a leggere sperando che qualcosa lo discolpasse visto che io non avrei saputo farlo.&lt;br /&gt;1934, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;E credo anche fermamente che il Fascismo sia giustizia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;1926, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La meta si raggiungerà non allentando, ma affermando il maschio rigore che oramai regola agli occhi di tutti il nostro procedere calmo. La giustizia si fa strada&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;tra la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;responsabilità che l'Italia aveva di fronte al mondo di salvaguardare e perpetuare la sua civiltà superiore&lt;/span&gt; e il mandato divino e Provvidenziale di Mussolini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il mio risentimento&lt;br /&gt;il mio rancore&lt;br /&gt;il mio disgusto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mi sento male.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche perché:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Che può importarci? Noi abbiamo fatto per &lt;span style="font-style: italic;"&gt;amore&lt;/span&gt;, non per &lt;span style="font-style: italic;"&gt;lucro&lt;/span&gt;". Giuseppe Ungaretti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(io mi ero fidata)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-5989050313101722656?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/5989050313101722656/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/01/grido-al-tradimento.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/5989050313101722656'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/5989050313101722656'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/01/grido-al-tradimento.html' title='Grido al tradimento'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-8011501804137964891</id><published>2011-01-25T07:59:00.002+01:00</published><updated>2011-01-25T08:06:51.714+01:00</updated><title type='text'>necessità e stelle</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;&lt;br /&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il tempo degli esami ha la capacità di precipitarmi la mente in un movimento convulso e continuo, fervido: ogni immagine, ogni scenario, ogni parola apre porte portoni e porticine, snoda lingue di tasselli (tac-tac-tac-tac) e tappeti (ssssswop) di storie, ogni essere brilla per la sua peculiarità e io giù a pensare ecco, vedi, basterebbe limare un po' qui, rinforzarlo là e sarebbe autonomo.&lt;br /&gt;Sotto esami come all'inizio dell'anno scolastico, periodi di cambiamento improvviso di routine; i miei amati spazi-limite.&lt;br /&gt;Allora scrivere non rimane più un'ombra nella memoria, ricacciata nel suo angolino a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;vediamo quando ho tempo; &lt;/span&gt;è una necessità prima, che staresti a non fare altro da mattino a mattino. E invece ti riduci a scrivere cazzate sul blog alle 8 e zerocinque del mattino dell'esame di francese con la faccia sbattuta, anziché ripetere, anziché ripassare. Necessità rinchiusa nel suo spazio limite tra il dovere e la non-voglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;say the word and you'll be free&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-8011501804137964891?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/8011501804137964891/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/01/necessita-e-stelle.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/8011501804137964891'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/8011501804137964891'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/01/necessita-e-stelle.html' title='necessità e stelle'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-5829509768227127483</id><published>2011-01-23T18:18:00.002+01:00</published><updated>2011-01-23T18:19:06.892+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Olaf'/><title type='text'>Non voglio andare a Manhattan</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:arial;font-size:small;"&gt;Si parte, si parte!&lt;div&gt;Mi rendo conto di essere nel sogno a questo urlo silente della voglia di movimento. Siamo già all'aeroporto, lo sporco della terra di nessuno sparso dai finti nomadi che non riconoscono la sacralità dei luoghi di confine è nettata dai neon del soffitto, alti e invisibili, incastonati nel soffitto labirintico dei condotti d'areazione; l'aria lucida e trasparente come le vetrine piene sempre degli stessi oggetti inutili e un po' fatiscenti. Dove sto andando? Non importa, non importa, mi dico; ho il tempo di domandarmi a cosa serva vendere le valige dopo che hai già fatto il check in o chi si possa comprare bottiglie di vodka da cinque litri in confezioni esagerate, come quei pacconi di sigarette da esposizione che contengono un'intera stecca. Giro un po', l'aria gialla - mi chiedo, perché i miei sogni sono sempre leggermente gialli e fatiscenti? Perché questo colore mi perseguita e l'inconscio?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E poi, dov'è finita la gente, quei fiumi di fantasmi in corsa senza sapere quale sia il loro gate?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nell'attesa che qualcuno mi indichi lo scopo di questo sogno - sono completamente abbandonata, quasi che qualcuno mi abbia messa lì senza volontà, come un oggetto ornamentale, mi siedo in mezzo a una di quelle folli profumerie che vendono matite per gli occhi dure da strapparti le palpebre &lt;i&gt;ma&lt;/i&gt; con il brillantino che ne incrementa il valore sul fondo. Il giallo s'inspessisce mentre la commessa scompare, scompare Giorgia - la mia compagna di viaggio. Passa del tempo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Giorgia è dall'altra parte della vetrina che mi fa cenno d'uscire, uscire subito, si parte, si parte, frenesia, eccitazione, i profumi sono scatole di pastelli dalle forme terzo impero improponibili alla vista e io sono chiusa lì dentro, mi hanno chiusa lì dentro, chi mi ha chiusa nella mia testa?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;(bianco, si noti.)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'aeroporto è diventato una sorta di albergo di lusso, legno terra di siena e tappeti blu, manici e lampade e corrimani d'ottone, luce soffusa. Saluto gli ometti del banco che fanno segno di riconoscermi, indico la strada ai miei amici con la sicurezza di chi è di casa. Presto, presto: il viaggio vincolato ai termini della società, orari e partenze un attimo prima o un attimo dopo di quello che vorresti tu, perde, perde quella sua indipendenza immaginata e sega al collo quella libertà agognata; chiari segni di quanto siano solo fittizi topos e comode vie di fuga per menti inquiete, pronte a bersi qualunque scenario nuovo, pronte a darsi alla strada con una macchina fotografica ed un quaderno, pronte a guardare fuori perché dentro c'è troppo buio. Pensieri che ritrito di nuovo macinando le scale sempre più spoglie, sempre più in alto, il blu lascia spazio al verde bottiglia macchiato, bruciacchiato, liso; l'ottone diventa ferro grigio e spoglio; il legno delle pareti non altro se intonaco polveroso che mi si attacca alla mano quando la striscio sopra. Giorgia è rimasta più giù, bloccata dall'asma: io sono arrivata alla porta bianca aperta sulla tromba delle scale. Salto tra il pianerottolo e la stanza. Trovo un energumeno di stampo nerd, pallido e occhi neri, capelli tagliati male e unti e pancia da birra davanti a vari schermi di computer; l'altro ha ricci biondi e occhi chiari, vispo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Dov'è il mio gate?" gli chiedo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Dove devi andare?" mi chiede, giustamente, il nerd. E' chiaro, sempre di più, che o dormo troppo coscientemente o non è un sogno mio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"A Manhattan". Allora mi indicano che non è proprio qui, è giù, in giardino.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Sittin' in an english garden and waiting for the sun..&lt;/i&gt; ambiente beatlesiano nel giardino, non troppo inglese a dire il vero, è un campo di calcio un po' africano ricco, erba bruciata dal sole dai riflessi - indovina? - gialli. Ci sono sempre i due di prima, sotto una tenda bianca, su sedie bianche di plastica che mi spiegano in qualche modo di come si parta per la famigerata Manhattan ma sono distratta, mi rendo conto che non devo partire con Giorgia, no, non sto partendo con amici, è un viaggio di famiglia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Rullo di tamburi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Chiamo un mio amico per comunicargli della destinazione del viaggio, mentendo sulle preoccupazioni. Poi siamo nella mela.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E c'è mio padre.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nonostante il sogno non sia mio e io non sappia ben dire chi abbia suggerito la destinazione, la colpa è la mia. Madre tace qualunque cosa; io taccio su responsabilità non mie. Naturalmente la scelta dell'albergo è sbagliata perché non si trova davvero a Manhattan ma in un posto inesistente dal nome improponibile. La sera, in un bar dalla gialla illuminazione, al bancone, mia madre osa illuminarmi sul dove siamo e sul perché non stiamo andando in giro a scoprire l'America: ripeto, ridendo, il nome che lei nella sua ignoranza dell'inglese ha storpiato e vengo puntualmente fulminata dagli occhi gelidi del finto patriarca. Nervosa, esco a fumare. Mi coglie, come sempre impreparata, la freccia della battuta acida - avesse meno cattiveria e più ironia ci potrei quasi stare, ma mio padre non sa essere divertente mai.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La situazione precipita.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La stanza dell'albergo si riempie della famiglia di mamma, completa dei suoi genitori, di suo fratello alcolizzato, di sua sorella menefreghista, dei nipoti surclassati della loro importanza dalla mia presenza quale geniale figlia prediletta, di sua zia schizofrenica cleptomane e degli zii avari e bacchettoni. Io sono - mentre mamma tace - il frutto incriminato, la prova del peccato, l'errore portato avanti per venti anni figlio di una relazione denegerata e senza futuro. Non c'è mia azione che sia meritevole, la luce gialla mi coglie sempre in fallo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Boccheggio, mi appoggio alla parete, gli occhi incollati su di me, scivolo giù, lentamente, verso il pavimento, voglio sparire, voglio sotterrarmi. Non mi rimane che svegliarmi.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-5829509768227127483?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/5829509768227127483/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/01/non-voglio-andare-manhattan.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/5829509768227127483'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/5829509768227127483'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/01/non-voglio-andare-manhattan.html' title='Non voglio andare a Manhattan'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-2981247659808744197</id><published>2011-01-11T23:06:00.003+01:00</published><updated>2011-01-12T00:46:25.610+01:00</updated><title type='text'>Innamoramento metodologico</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Io sono perennemente innamorata, quando sono di buon'umore.&lt;br /&gt;Stile Corto Maltese, diciamo.&lt;br /&gt;Sorvolerò con grande nonchalance e classe sulle turbe di fantasmi che accompagnano, angeli dalle ali di pipistrello, il lato nefasto della ques&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;tione, ché è il vero problema. Anche perché infine sono riuscita a graffiare anche questi occhiali e questo alone in mezzo all'occhio destro è non poco problematico.&lt;br /&gt;Fatto sta che travolta dall'entusiasmo per la bellezza di quanto amo mi distruggo in imprese estenuanti (leggasi: j'suis épuisée).&lt;br /&gt;Esiste un piccolo mondo chiuso, tra la porta d'uscita di casa e la porta della mia stanza infestato da uno spirito maligno d'una morta che non si decide a lasciare questa realtà; oramai è incapace di riprendere possesso del suo corpo, inc&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;apace di riprendere un contatto degno dei vivi. La tristezza alberga anche al di fuori di quest'appartamento. Ma esiste anche q&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;uello che sembra uno strappo del tessuto - ma non lo è - dove questa quotidianità di sentimenti diventa eccezionalità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Distrutta ho impacchettato quanti più vestiti pesanti ho trovato nell'armadio dell'ikea e li ho spinti dentro ai 40 litri dello zaino. Dopo una sola ora di contatto con quattordici bambini mi sono quasi addormentata sul treno per Capranica (sì, ancora e sempre Capranica).&lt;br /&gt;Ma forse senza quei noccioli non ci sarebbero state quelle albe così arancioni, così gelide; forse se non avessimo recitato &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Canto di Natale&lt;/span&gt;, improvvisando e leccando le battute per imprimerle meglio nella mente, il borgo che ci ha ospitati non sarebbe stato così incredibilmente bello.&lt;br /&gt;La cambusiera si è buttata giù dalla palanca; l'ho sostituita io. E' soddisfacente cucinare &lt;span style="font-style: italic;"&gt;bene&lt;/span&gt; per ventiduepersone. Ma è soprattutto formante sedersi fra di loro, instancabili, insaziabili, quasi indeviziabili, accollarsi il bicchiere dei Gormiti per creare una storia da raccontare e ricordare al prossimo campo, fare le loro imitazioni per colpirli nel vivo e dirgli, tacitamente, che sì, vi vedo, vi ascolto e vi colgo, gentili fiori di campo.&lt;br /&gt;Ma le attenzioni che assorbono quattordici paia di occhi stremano tanto da far venire la febbre, da non sentire il chiasso di loro che si lavano, né l'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ula ula&lt;/span&gt;, dolce canzone &lt;a style="color: rgb(0, 51, 0);" href="http://www.youtube.com/watch?v=iWT3gvZqOIc"&gt;irlandese&lt;/a&gt; - addormentandosi &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;con questa non potranno non amare le altre che verranno, che gli insegnerò -, né Akela che legge di Giono e degli alberi. Febbre e nebbia di sogni d'infanzia d'avventura immaginata, non insegnata e vissuta con il branco, nebbia dei tempi e fantasie di recupero di un sé perso in qualche altra realtà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ritorno a casa, la lavatrice, granelli di sabbia che cadono dall'alto d&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;ella clessidra su chicchi d'oro: stavolta è lo zaino di 90 litri, essenziale, preciso: pigiama, calzini, due maglioni, l'uniforme, una giacca a vento estiva, pantaloni di cotone, cappello. Sì, mi dimentico la sciarpa e non ho i guanti, gli scarponi sono di un numero troppo grandi e so che in quello spazio perderò almeno una caviglia. Busta della spesa, dimezzata con la rabbia di chi ha appena perso per codardia la compagna di pasti.&lt;br /&gt;Una lettera indirizzata &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Alla mia comunità RYS, Clan Quella Sporca Dozzina e Noviziato&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;A letto con il batticuore, domani di nuovo sulla Strada con il mio ultimo zaino di route per chissà quanti anni..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Marti, dormivi?"&lt;br /&gt;"Mhm.. mi stavo addormentando. Dimmi Ale, che c'è?"&lt;br /&gt;"... ho la febbre".&lt;br /&gt;"..."&lt;br /&gt;"..."&lt;br /&gt;"..questo cosa comporta?"&lt;br /&gt;"Eh, cosa comporta.."&lt;br /&gt;Il dolore mi spedisce via in un ricordo da coma.&lt;br /&gt;Quattro anni fa: primo aprile 2007. Il mio primo hike. Andò tutto meravigliosamente, dormimmo sole in una chiesa, con l'irriverenza e la spavalderia dei sedici anni, giocando tra l'altare ed il pulpito; ci perdemmo per strada, sotto il sole che iniziava ad essere rovente. Pranzammo in un prato smeraldino; poi la tortuosa sterrata e come una visione, l'oasi della Mola d'Oriolo, l'odore dello zolfo, un cerchio unito davanti alla cascata, il chiacchiericcio degli alberi, i fiori gialli tra l'erba, l'aria brillante.&lt;br /&gt;La mia mano sinistra salda e stretta in una morsa di coraggio e sostegno, nella mano di Ale. La mano destra, alzata per la prima volta nella promessa che fino al giorno del giudizio sarà valida.&lt;br /&gt;Per quattro anni ho saputo che quella stretta l'avrei salutata definitivamente in questo momento, alla mia Partenza: la Legge nel sangue, la Promessa il mio cuore, la mia volontà e il mio impegno le loro due ali spiegate. Guardandola negli occhi avrei ricevuto quello sguardo deciso di risposta al mio. Tutto era stato già detto, tutto era già stato fatto.&lt;br /&gt;"Ale no, Ale &lt;span style="font-style: italic;"&gt;no&lt;/span&gt; non puoi.."&lt;br /&gt;Il telefono entra nell'orecchio, Ale si aggrappa al mio silenzio e si erge, ancora un'ultima volta, fortezza del mio pianto, "Marti Marti Martimartimartimartiehi.." e i vari &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sarò lì&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;quando Tom.Mi ti darà tutto sarà uno io e uno lui, lo sai&lt;/span&gt;..&lt;br /&gt;Ma poi, via messaggio, un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La MIA scolta prende la partenza! &lt;/span&gt;la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sua&lt;/span&gt; scolta. Non lo aveva mai detto, se lo è tenuto per il più alto momento del bisogno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mattina, notte che s'affanna a seguire il sonno e si abbandona ai tormenti stanca dell'inseguimento, Tom.Mi rannuvolato per chissà quale motivo, siamo in macchina e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Kill my sorrow&lt;/span&gt; e sale l'eccitazione di essere di nuovo sulla Strada.&lt;br /&gt;Poi la Valle della Maiella, invisibile la vetta del Morrone, l'accoglienza incredibile delle 700 anime di Roccacasale; la Strada si snoda, noi insieme in quello che ci rende più fratelli, sudore terra e risate&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;. La Valle dei Preti, la prima nevicata e la prima strada sbagliata. Affacciati su 800mt a puntare bussole sulle cartine, dita a indicare il vuoto ed i versanti; la fame nel gelo è insaziabile, non si assimila nulla, il pranzo sferzati dal vento implacabile. Prendiamo possesso dello Iaccio Rosso, 1559mt e vetri che mancano alle finestre, acqua che manca alle borracce e legna che manca al fuoco.&lt;br /&gt;La tattica di dormire uno accanto all'altra funziona: almeno il calore passa da un corpo all'altro e non dal sacco a pelo all'aria tagliente. Allora la notte la si scampa inseguendo le gambe di chi ci sta accanto, storti, compressi, respiri affaticati dalle sciarpe soffocanti.&lt;br /&gt;Gelo.&lt;br /&gt;Luminosa mattina che giunge a ristorare! Intorpiditi si sale, si sale ancora completamente a caso, passo passo sui passi dei compagni, nella neve, sul ghiaccio, scivolando verso lagune grazie a Dio non esplorate; faticosamente raggiungiamo la vetta: abbiamo conquistato il Morrone, abbiamo conquistato i 2061mt.&lt;br /&gt;Dimmi, poeta, cos'è questa libertà che mi invade, ora che son su?&lt;br /&gt;Non si vede nulla, i venti s'incontrano e si fondono sbatacchiando noi e la neve, non è altro che il cucuzzolo bianco splendente nel grigiore delle nuvole. Nessuno mi ha costretta, nessuno me lo ha imposto, nessuno mi ha sfidata.&lt;br /&gt;Io, il mio zaino e la mia comunità siamo arrivati fin qui.&lt;br /&gt;Siamo liberi.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_kqcKi-XyrOU/TSzm7NTrU3I/AAAAAAAAABo/nQbo05uIiIc/s1600/DSC_0329.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_kqcKi-XyrOU/TSzm7NTrU3I/AAAAAAAAABo/nQbo05uIiIc/s320/DSC_0329.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5561073544754582386" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;La discesa, sedere sulla neve, nasi gocciolanti, occhi pregni di selvatichezza; torniamo ai 1442mt, altri 200mt di dislivello a prendere tutta l'acqua, altri fanno legna, altri s'organizzano per animare la mia ultima serata: tranquilla, stanca, cantata, amichevole. Conforto degli amati.&lt;br /&gt;Ancora una notte stretti. Nel buio si scivola da uno stuoino all'altro, una voce chiama chi è troppo lontano, piedi che s'intrufolano sotto le gambe del vicino; chi si sente male e vomita le pennette liofilizzate nella stanza, ma lì ci tengono le pecore, l'odore fa un po' tutto brodo, niente di inaccettabile: del resto non ci laviamo da quattro giorni, probabilmente nessuno di noi s'è cambiato le mutande.&lt;br /&gt;L'alba.&lt;br /&gt;La mia alba.&lt;br /&gt;Tra le macerie delle fondamenta d'una chiesa, Parto. Ho la forcola, il soldo, il pane, il sale, la luce, il mio fagotto leggero.&lt;br /&gt;Stringo la mano di Tom.Mi. Non c'è lo sguardo deciso di Ale, c'è quello d'abbraccio di lui che finite le parole non sa che dirmi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Buona Strada&lt;/span&gt;. Perché ho detto tutto io, semplicemente; il mio percorso in clan è finito e il male che ho provato nel separarmi da quest'ultima ovatta l'ho vinto nel guardare il Vettore, ore dopo: una coperta di nebbia ne cingeva una spalla e il sole infilava le sue dita nelle fessure a solleticarlo. Allora ho ricordato :&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;"Tu non ami certamente che il bene, perché buona è la terra con le alte montagne, le modulate colline, le piane campagne; buono è il podere ameno e fertile, buona è la casa ampia e luminosa, dalle stanze disposte con proporzioni armoniose; buoni i corpi animali dotati di vita; buona l'aria temperata e salubre; buono il cibo saporito e sano; buona la salute senza sofferenze ne' fatiche; buono il viso dell'uomo, armonioso, illuminato da un soave sorriso e vivi colori; buona l'anima dell'amico per la dolcezza di condividere gli stessi sentimenti e la fedeltà dell'amicizia; buono l'uomo giusto e buone le ricchezze, che ci aiutano a trarci d'impaccio; buono il cielo con il sole, la luna e le stelle; buoni gli Angeli per la loro santa obbedienza; buona la parola che istruisce in modo piacevole e impressiona in modo conveniente chi l'ascolta; buono il poema armonioso per il suo ritmo e maestoso per le sue sentenze. Che altro aggiungere? Perché proseguire ancora nell'enumerazione? Questo è buono, quello è buono. Sopprimi il questo e il quello e contempla il bene stesso, se puoi; allora vedrai Dio"&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Sant'Agostino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho meditato, mi sono spaccata entrambe le caviglie e sono arrivata a piedi alle porte di Sulmona.&lt;br /&gt;Non c'è cosa più grande della Comunità d'amore RYS del Roma 131 che ora camminerà senza di me.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:85%;" &gt;&lt;span style="font-family: arial; font-size: 18pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-2981247659808744197?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/2981247659808744197/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/01/innamoramento-metodologico.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/2981247659808744197'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/2981247659808744197'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/01/innamoramento-metodologico.html' title='Innamoramento metodologico'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_kqcKi-XyrOU/TSzm7NTrU3I/AAAAAAAAABo/nQbo05uIiIc/s72-c/DSC_0329.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-3808867508339925581</id><published>2011-01-01T11:14:00.005+01:00</published><updated>2011-01-01T12:43:35.618+01:00</updated><title type='text'>Donne il primo dell'anno</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;In un appartamento degli anni trenta ci sono cinque donne.&lt;br /&gt;Una è una contadina di Torrimpietra. Una è di nascita aristocraticorurale ma, via matrimonio, è diventata una ricca donna d'alta borghesia. Una, borghese meridionale da generazioni, è rimasta all'educazione della madre di Simone de Beauvoir. Un'altra è un'operosa operaia sopravvissuta al comunismo sovietico. L'ultima è una narratrice che pensava non esistessero le classi sociali ma si è ricreduta dall'evidenza dell'incontro d'una classica - davvero prototipica - famiglia borghese in cui &lt;span style="font-style: italic;"&gt;nessuno prova passioni&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è uno scandalo, alla base della nostra storia. E' come un fuoco che alimenta tutte le dinamiche, è il punto d'ascissa e ordinata zero attorno al quale tutti girano in tondo. Il fulcro, la domanda, è: può la sopravvissuta avere una relazione con un uomo dell'età di suo padre?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Narrazioni di questo tipo, all'alba di questo 2011, sono praticamente di stampo realista; non v'è nulla di più normale. E' la vita dei nostri politici; è il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;simpatico&lt;/span&gt; (per le masse, beninteso) spunto dei cinepanettoni; è il quotidiano trantran televisivo.&lt;br /&gt;Ma nonostante una guardi forum, l'altra &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Beautiful&lt;/span&gt;, l'altra ancora Domenica 5 (o Buona Domenica e simili) le nostre non son donne di televisione. Perché, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;in realtà&lt;/span&gt;, la loro esistenza si conduce come se la televisione non fosse stata inventata.&lt;br /&gt;Ciò che rende la storia particolare è che siamo al di fuori della narrazione realista, al di fuori del diario personale e al di fuori della favoletta con morale che ci vorrebbe tutti nell'era pre-conciliare (e non entreremo nel terremoto che il Concilio non ha ancora smesso di provocare).&lt;br /&gt;Infatti la problematica, chiaramente insolvibile, è surreale: nel tempo presente sono state catapultate donne non solo di luoghi differenti ma di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;tempi&lt;/span&gt; diversi.&lt;br /&gt;Agli occhi della maggiore delle nostre che chiameremo Françoise, come la mamma della de Beauvoir, la sopravvissuta è una serva benvoluta - ma, sia chiaro, pur sempre una serva. Diciotto anni di servizio non possono certo appianare la differenza &lt;span style="font-style: italic;"&gt;netta&lt;/span&gt; che intercorre tra servo e padrone. Ovviamente Françoise considera Etta (diciamo) come una figlia, sempre nello stile di quelli innamorati dell'utopica classicità. E come la vera matrona, vedova del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;pater familias&lt;/span&gt;, si considera divinamente balestratrice della vita e della morte di questa cara figlia che altro non deve fare che obbedire.&lt;br /&gt;Ovviamente per Françoise il voto alle donne non è stato tutta 'sta gran cosa; sarebbe stato meglio se fossero rimaste in casa a governare la governante e a crescere i figli. Però, ahinoi, nessuno se l'è voluta prendere in sposa perché i tempi iniziavano a parlare di matrimoni per amore e non combinati. E così le è toccato di fare l'insegnante e ha serenamente inculcato a forza ai suoi collegiali i buoni e sani valori di ordine morale e universale: rispetto, obbidienza, bendata fedeltà alle tradizioni.&lt;br /&gt;Neanche reazionaria: almeno un reazionario prende contatto con la realtà per criticarla.&lt;br /&gt;Lei no: la realtà le sfugge di davanti agli occhi, la vede come un dipinto, forse un po' grande, ma è solo una finestrella nel suo mondo ordinato.&lt;br /&gt;(questo ci fa un po' tenerezza)&lt;br /&gt;E così urla che nessuna la ama (il che è quasi vero, poiché in questo mondo il rispetto degli altri va conquistato e non imposto tramite gerarchia) e che è buona educazione passare il capodanno in casa; che la casa è sua e quindi e quindi e quindi cosa si va a dormire fuori, quella puttana?&lt;br /&gt;Sì, dice proprio &lt;span style="font-style: italic;"&gt;puttana&lt;/span&gt;. Perché quando è troppo è troppo, anche la signora si rabbonisce e prende in prestito gli attributivi che quella screanzata cretina senza valori della ventenne che ha in casa usa spesso.&lt;br /&gt;Allora che fa, la nostra Françoise?&lt;br /&gt;Alle sei e mezza sveglia tutta la casa.&lt;br /&gt;Alle sette telefona all'amica della via accanto, alle sette e mezza scende da quella del primo piano.&lt;br /&gt;Per un'ora c'è pace e tranquillità e, naturalmente, in tutto questo Etta non è ancora tornata a casa.&lt;br /&gt;Nell'ora di sciallaggio rimane a casa Anna: terzultima di otto fratelli, conserva il buonsenso della gente pratica senza avere un filo di logica o retorica. Qualche sovrastruttura appena accennata, sì, ma poca roba: bestemmia ma all'occorrenza va in chiesa, riconosce che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;così si fa&lt;/span&gt; o &lt;span style="font-style: italic;"&gt;no, così non si può proprio fare&lt;/span&gt;. Rimasta sola si aggira per la casa, tentata dal bicchiere di vino. Parla sommessa tra sé e sé: "Casa de matti, quest'è popo mpazzita. Ma come cazzo je vié n mente.. toccaje la madre a'a reghezzina, tz, nun se fa, eddaje.. pò pur'esse la peggio de tutte ma tu zoccola davanti a'a bambina nu lo dici, dai.. ma che ggente.."&lt;br /&gt;Ritorna la signora Françoise, ancor più carica.&lt;br /&gt;"Abbasta!" le urla Anna "A finito onnò? So're che staj a baccajà, smettela! Gnuno è libbero de fa come cazzo je pare, ma lei" le da del lei, eh "chi cazzo è pe ggiudicà?"&lt;br /&gt;In quanto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;povera contadina al massimo portinaia&lt;/span&gt; viene ignorata. Il buon senso non è di casa. A questo punto viene fatta entrare l'ultima componente fisica della vicenda: Doppia-Maria. Si chiamerà così perché ha uno di quei nomi tipo Mariateresa, Mariabenedetta, Mariantonietta, Marialuisa. Inoltre per stazza è sufficiente a contenere entrambi i nomi. E' anch'ella una donna priva di alcuna logica ma affatto combattiva. Non dice mai il suo parere e quindi adatta le parole alla situazione. E' perennemente depressa, non si sa se dalla morte del marito che era l'unico a spiegarle il senso della vita facendone una marionetta o se per natura propria, parla con una flemma discendente fastidiosissima e sembra sempre un po' sul punto d'addormentarsi.&lt;br /&gt;Chissà per quale motivo è lì: ma Doppia-Maria è una donna buona. Forse vuole consolare quest'amica ritrovata in tarda età. Si sente a malappena il suo "..eee" tossicchiante che introduce ogni frase.&lt;br /&gt;"...eee Françoise ades&lt;span style="font-size:78%;"&gt;so calmati&lt;/span&gt;". Le ultime parole, un po' il tono, un po' la voracità di Françoise, vengono fagocitate da altre ingiurie verso Etta. Anna intanto gira da una stanza all'altra ululando qualcosa come "ma cum'è possibbile che ogni persona che j'a viene je deve raccontà tutto, Etta de qua, Etta dellà, ma nun se vergogna de raccontà li cazzi dell'artri..".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passano altre due ore così. Doppia-Maria se ne va, mogia mogia; Anna annuncia ripetutamente che "me so rotta li cojoni, la piantasse na bona vorta". Mentre s'urla, forse anche un po' al telefono, la porta si schiude con la delicatezza dell'allegria.&lt;br /&gt;Entra Etta.&lt;br /&gt;Ha ancora addosso il vestito nero della sera prima, naturalmente. Gli occhi leggeri, ride&lt;br /&gt;e si accende una sigaretta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io, annoto, dopo aver copiosamente mandato a fare in culo Françoise ed aver pianto guardando la grigia nebbiolina gianosa di Roma.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-3808867508339925581?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/3808867508339925581/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/01/donne-il-primo-dellanno.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/3808867508339925581'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/3808867508339925581'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2011/01/donne-il-primo-dellanno.html' title='Donne il primo dell&apos;anno'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-8811454155379810915</id><published>2010-12-24T13:02:00.004+01:00</published><updated>2010-12-24T13:31:04.695+01:00</updated><title type='text'>Storia di Natale</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il Natale acuisce la mia morbosa sensibilità alla sofferenza.&lt;br /&gt;Di per &lt;span style="font-style: italic;"&gt;me&lt;/span&gt; sono empatica; proprio ora, quindi, questo pienone di dolore mi colpisce in pieno. Persino a casa mia le liti, oggi, si sono affievolite. Ricordo perfettamente quand'ancora gironzolava qui attorno mio padre esercitando la sua politica di terrore psicologico. Le sue sferzate mi distruggevano ogni Santo Natale (da leggere distanziando bene ogni parola).&lt;br /&gt;Oggi due litigavano per strada, lanciandosi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;cagna puttana &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;vaffanculo&lt;/span&gt; a distanza di metri; per strada tutti con gli sguardi tetri, la faccia del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;chimmelofaffà&lt;/span&gt; che è così fastidiosa, sempre. Ma oggi, non è Festa?&lt;br /&gt;Sì, ma non è come per le Olimpiadi: guerre e battaglie non si fermano. Così, una villetta trema per le urla tra la madre e la figlia. Una madre con il cancro e problemi neurologici siede sola nel grigiore di San Nicola perché non ha saputo amare, mai: ha trattato il marito, i figli, il compagno, gli amici come oggetti e quelli, animatisi di vita e volontà propria, l'hanno piantata in asso. Mirco, a Prati, barboneggia sciancato e bestiemmia la pioggia. Un nonno ha perso sua moglie, anche lei di cancro, un mese fa: il primo Natale senza la sua amata.&lt;br /&gt;Poi, non sopporto la gente che parte per Natale. Ma dove cazzo andate? Cos'è questa mania centrifuga? Un'amica col ragazzo assediati dal candore nella casa in un fianco del Trentino; l'amico che torna su, al nord, a casa sua, tra i suoi bei borghesi tutti precisi; quella scende a Napoli, quell'altra parte per la Francia. Le vacanze, le vacanze.&lt;br /&gt;Il tempo non aiuta, i romani per due gocce s'incazzano.&lt;br /&gt;Dov'è il mio miracolo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;So che la rivelazione non si attende, la si crea.&lt;br /&gt;Ci vuole altra luce, qu'intorno.&lt;br /&gt;Non mi rimane che girare per casa e cantare un po' con parole del XIV secolo:&lt;br /&gt;&lt;iframe src="http://www.youtube.com/embed/3uB_oFQXv3w?fs=1" width="425" frameborder="0" height="344"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-8811454155379810915?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/8811454155379810915/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/12/storia-di-natale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/8811454155379810915'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/8811454155379810915'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/12/storia-di-natale.html' title='Storia di Natale'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/3uB_oFQXv3w/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-7869850509366056825</id><published>2010-12-21T00:09:00.003+01:00</published><updated>2010-12-21T00:23:51.619+01:00</updated><title type='text'>Storie di lauree</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Questo sentimento è l'assoluto, la felicità qui e ora, l'Eternità - qui e ora. Come i più forti sentimenti sale da un basso spirituale, sale crescendo, dilaga come un'onda d'urto che coinvolge tutto, al limite della sensibilità, oltre il limite della sensorialità.&lt;br /&gt;Stai ancora camminando sul broccato sampietrinesco lustro di pioggia, stai ancora sotto il cielo abbagliato dai lampioni ma non sei davvero lì. O &lt;span style="font-style: italic;"&gt;meglio&lt;/span&gt;, sei ancora lì perché sei &lt;span style="font-style: italic;"&gt;IL &lt;/span&gt;lì, sei tutto ciò che ti circonda; hai bisogno di concretezza, di mira, di farti concentrato di tutto questo perché non riesci a continuare ad estenderti in manto stradale macchine vetrine chiese senato monumenti acqua luci cielo occhi bocche barbe cappotti. Allora diventi un uccello, prima, ancora, enorme, poi più piccolo, lo scarto tra aquila e corvo è velocissimo, è il batti d'ali nell'ascensione delle curve di Sant'Ivo e e mentre sorvoli Sant'Andrea sei già un passerotto; quando viri sul palazzo e scendi in picchiata radendo il bugnato sei un colibrì, perché le sue ali infinitesime battano all'unisono con l'esplosione dei tuoi sentimenti.&lt;br /&gt;Dire che sia gioia sarebbe troppo fugace - dirla serenità sarebbe troppo calma piatta d'oceano senza vento. E' una cattedrale di soli pinnacoli che trionfano su di te e l'entusiasmo fa a gara a superare l'amore che però si fonde roteando con la guglia dell'abbandono. Ma no, non basta più la cattedrale, sei rientrato in te e ancora voli, ti chiedi come dirlo, saltelli d'autenticità, i violini ti suonano il migliore reel di sincerità ma poi c'è tutta l'orchestra - i fiati di sicurezza, gli ottoni d'iperealtà, le tastiere di dolcezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E sai perfettamente che un annientamento del genere, un'implosione così pantofagocitante, non è irripetibile. Tornerà perché la meraviglia ha preso casa nella tua vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quest'oggi sono stata alla mia prima laurea; due ore prima d'arrivare ha iniziato a salirmi l'ansia quasi dovessi laurearmi io. Una tortura.&lt;br /&gt;Allora mi sono resa conto che una laurea non si compone dei dieci minuti di effimera valutazione di una commissione spesso poco interessata al tuo argomento - il che vale se l'argomento non è abbastanza interessante, se tu non sei abbastanza interessante e se non hai fatto un lavoro abbastanza interessante.&lt;br /&gt;Io ho assistito ad una laurea così interessante che tutti i professori han seguito per filo e per segno, attenti a come la catena di idee e conoscenze fosse stata composta. Illuminati dalle brillanti conclusioni hanno tirato le giuste somme; fosse stato per me sarei stata ad ascoltare per altre &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ore&lt;/span&gt; intere. Ma la preparazione, le letture, le scoperte che hanno prodotto quei dieci minuti di monologo sono state così importanti da aver aggiunto un tassello lucido di personalità e consapevolezza al giovane dottore in arte (che qui abbrevio vista l'ora e la mia memoria che s'è spenta).&lt;br /&gt;Dopodiché, mi rendo conto che non riesco ancora bene ad esprimere l'incredibile giornata che ho vissuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah, ho ricevuto un minipimer per Natale da un'amica. La mia immaginazione culinaria sta sfogliando da ore i fascicoli del reparto - ricette fino ad ora irrealizzabili.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-7869850509366056825?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/7869850509366056825/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/12/storie-di-lauree.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/7869850509366056825'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/7869850509366056825'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/12/storie-di-lauree.html' title='Storie di lauree'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-2037322339934415867</id><published>2010-12-16T20:56:00.002+01:00</published><updated>2010-12-16T21:15:14.231+01:00</updated><title type='text'>Sul tram</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;L'umanità degli autobus, frammento della strada racchiuso per un paio di fermate in un ambiente familiare, caldo, illuminato, coccolante... come mi commuove!&lt;br /&gt;Dolce il dolore di lei che supplichevole cerca di chiarire con qualcuno che ama; è così piena di incomunicabilità che si inabissa dietro la sciarpa in pail, la voce dura. La supplica è nascosta nel sangue e dalla sua amarezza (meraviglioso come quest'aggettivo possa riferirsi sia a lei che alla supplica che al sangue!). E l'amore dai suoi occhi rotola giù in biglie preziose, oltre il confine delle ciglia, oltre la barriera della sciarpa. Cadono a terra e si infrangono e io mi chiedo: "Stai perdendo Amore, dolce ragazza pallida?"&lt;br /&gt;No, lo so che non è amore che perde. So che quello è così infinito da non poter diminuire ma solo cambiare, seccarsi, inacidirsi, fermentare in disperazione e sollevarsi in fumi di odio e disprezzo.&lt;br /&gt;Freddo fumo che non scaldi mai ma intossichi.&lt;br /&gt;E' la speranza quella che DIN DIN DIN cade giù e io la inalo e sento un modo di compassione, soffriamo insieme ragazza, ma io non soffro però sono con te. Come vorrei poter tendere una mano e abbracciarti, solo con le lacrime va via quel sale ulcerante, solo con i singhiozzi espira quel veleno!&lt;br /&gt;Ma un bimbo, da qualche parte dietro di me, scoppia a piangere, rompe la mia preghiera (che altro non è che dialogo); ha istintivamente capito che è così semplice lamentarsi... Allora, allora, perché rido, dentro di me?&lt;br /&gt;La mia stoffa interna si scuote tutta, il riso folle, quasi senza motivo, quasi incomprensibile, inarrestabile.. ubriaca di questa gioia matta scendo dal due e saltello perché il diciannove è subito dietro, rido ancora rido ma..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Volevo dire che poi è meraviglioso scendere a ottaviano e fiondarsi per la via all'estremo del passo veloce, mentre un uomo tutto serio scioglie la sua maschera di serietà ed esclama: "Però che freddo!" e com'è meraviglioso guardarlo con gli occhi pieni di quella risata che è il movimento di tutto te, tutta la vita che hai mai vissuto, tutta quella che potrai vivere nel dispiegarsi delle sue possibilità come lingue di caramelle colorate friccicanti. Volevo dire questo e volevo ritrovare l'Umanità per strada, quella che nel dolore e nella sua piccola verità ti fa amare.&lt;br /&gt;Ma non so più come si dice perché sono tornata in prigione. Qui aleggia una foschia nera; gli uccelli non han voglia di battere le ali. I grilli dell'estate del mio cuore fermano il loro concerto. Solo il Signor Desiderio, svestitosi dell'abito di festa della realtà, s'insinua nei miei occhi senza mani e tenta di farmi afferrare i volti che ho appena lasciato, quelli che creano l'ambiente, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;quell'&lt;/span&gt;ambiente dal quale non usciresti mai perché è forza ed è vita e da Speranza.&lt;br /&gt;Non come qui, dove, dove,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Où l'Espérance, comme une chauve-souris,&lt;br /&gt;S'en va battant les murs de son aile timide&lt;br /&gt;Et se cognant la tête à des plafonds pourris;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Non mi rimane che farmi bucare i timpani da Ray Charles.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-2037322339934415867?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/2037322339934415867/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/12/sul-tram.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/2037322339934415867'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/2037322339934415867'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/12/sul-tram.html' title='Sul tram'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-2923191561712344339</id><published>2010-12-14T23:58:00.002+01:00</published><updated>2010-12-15T00:19:59.409+01:00</updated><title type='text'>Spu(n)ti</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;&lt;br /&gt; Gli avvenimenti degli ultimi mesi scuotono la mia quotidianità; la necessità di rimanere in contatto con il reale fa sì che io non mi rifugi più nei miei mondi mentali. La strada di risalita dalle mie interiorità - no, il plurale non è una svista fonetica - è stata così ripida e faticosa che non intendo ridiscendere inconsciamente. Attingere a quelle acque è sempre salutare e mi da ricchezze; vivervi però significa mandare a puttane l'esistenza. Si è già troppo soli per potersi permettere il lusso di vivere per sé stessi, in sé stessi e con sé stessi.&lt;br /&gt;(e poi, che noia!)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma oggi è ferita.&lt;br /&gt;Era una giornata di grandi aspettative e sono andate fallite in tutti i sensi. Sulla carta, il governo è in piedi. Non è ancora il momento di mettere alla prova concreta - l'unica che valga, al mondo - l'opposizione che fa dei gran bei discorsi. Da che mondo e mondo, l'opposizione ha sempre fatto ottimi discorsi.&lt;br /&gt;Ma non è solo il fatto del voto. Il terremoto della manifestazione ha provocato crepe immense nella mia testa, oltre che sul volto del mio amato centro storico. Le &lt;a href="http://www.repubblica.it/scuola/2010/12/14/foto/roma_gli_scontri_con_la_polizia_2-10190569/1/?ref=HREA-1"&gt;foto&lt;/a&gt; lo provano. Fiamme, fumo, gente per terra, spranghe, sedie, bombe. Fuoco, fuoco, fuoco.&lt;br /&gt;E la bellissima idea di fare degli scudi con i titoli dei migliori libri diventa un inferno quando vengono usati come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;veri&lt;/span&gt; scudi. Contro i manganelli. Contro gli scudi della polizia.&lt;br /&gt;A qualcuno è venuto in mente di che cazzo stava parlando Orwell? Di che cosa ha scritto Bradbury? Ma Ghandi, chi cazzo è stato?&lt;br /&gt;Niente.&lt;br /&gt;La violenza. Lo scopo non era la polizia. Non erano i cassonetti. Non erano le vetrine dei negozi. I mezzi non erano la vernice sui muri e sui monumenti, non erano i sampietrini divelti, non erano i pali dei cartelli stradali.&lt;br /&gt;Abbiamo fallito. I nostri politici se ne sbattono di ciò che la mobilitazione vuol dire; la manifestazione non riesce a comunicare perché cellule impazzite creano altro dolore, altra distruzione. Come se i tagli di Tremonti e la lordura della Gelmini non fossero sufficienti.&lt;br /&gt;Ancora che parlo di rispetto..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno spiffero freddo dalla finestra mi ricorda che l'inverno è finalmente arrivato nella sua meravigliosità.&lt;br /&gt;Mi ha costretta al doppio maglione, guanti e cappello. E solo giunta al fondo di via Flaminia, avendola percorsa tutta a gran passo, mi sono sentita più calda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi giorni mi hanno lasciato con talmente tante cose su cui riflettere che non ne ricordo più quasi nessuna. Ma penso, ad esempio, alle Cresime. Il coro invaso dai genitori dei cresimandi. Strano effetto, non tanto per le ostinate voci fuori tono che non seguivano il ritmo o per le madri addormentate totalmente nuove alla liturgia (non che io sia una grande esperta..).&lt;br /&gt;La cosa che mi ha fatto ridere di più è stato il contrasto tra l'ostinazione nel voler vedere il pargolo davanti al Vescovo e l'ignoranza del rito del prendersi per mano durante il Padre Nostro.&lt;br /&gt;Inutile che mi sorridi, mostruosa arpia (sì, ti vedo sotto i chili di trucco..), lo so che non ci vieni mai, a Messa. E ora fai la felice perché tuo figlio ha ricevuto lo Spirito Santo e tu non sai cosa voglia dire. Ma gli hai regalato un orologio d'oro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Penso al difficile compito degli educatori, a come giocarmi il doppio ruolo di insegnante e Vecchio Lupo. Difficile. Difficile soprattutto perché i bambini non vivono lo stesso tempo degli adulti o dei giovani, hanno una percezione così diversamente &lt;span style="font-style: italic;"&gt;intensa..&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La conclusione migliore mi sembra questa canzone: &lt;iframe width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/7Y6gdRGmCiM?fs=1" frameborder="0"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;Anche se.. se si vive con gli occhi abbastanza aperti, è davvero atterrente sentire una vera gioia natalizia. E' pesante sentirsi così ipocriti ad essere facilmente felici.&lt;br /&gt;Ma &lt;span style="font-style: italic;"&gt;se credi di guardare lontano, guarda ancor più lontano&lt;/span&gt;. E allora è (tutto) così chiaro..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-2923191561712344339?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/2923191561712344339/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/12/spunti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/2923191561712344339'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/2923191561712344339'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/12/spunti.html' title='Spu(n)ti'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/7Y6gdRGmCiM/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-1829683409598669636</id><published>2010-11-25T22:04:00.004+01:00</published><updated>2010-11-25T22:50:09.931+01:00</updated><title type='text'>Odore di Gerusalemme</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;&lt;br /&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ho letto ad alta voce, mentre un amico disegnava su una tela così grande da dover essere stesa su un muro, un racconto di Borges, il secondo della mia vita - il primo me lo aveva letto lui via skype, districando ben bene le parole affinché il microfono le cogliesse e internet le portasse a me. Era il racconto della Biblioteca.&lt;br /&gt;Allora ho sognato un enorme ospedale infinito con bianche stanze vuote in attesa di raccogliere i malati - ma non c'erano malati (tranne una) perché diventavano cadaveri, come la moglie di Lot divenne sale. Ma io cercavo una malata, la nonna di Jacopo, sapevo che era lì ma era ricerca vana. La sua carne diventava nella mia mente idea, poi idolo, poi valore.&lt;br /&gt;E sapevo, un millisecondo prima del risveglio, di stare cercando soltanto un principio astratto che non avrei mai trovato, al di fuori di me, in una forma concreta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli impegni iniziano a farsi sentire.&lt;br /&gt;Fortunatamente, conoscendo quattro lingue, ho avuto la fortuna di poter scegliere d'approfondirne due all'università, anziché inziarne due d'accapo. Volendo comunque andare a praticarne una in erasmus non posso fare a meno di lavorare: e tenere il doposcuola a 15 bambini (una classe, insomma) tre volte a settimana è più che stremante; s'aggiunga a questo l'eccitante doppio impegno scoutistico, da un lato quello del clan e dall'altro quello dei lupetti. Giornate piene, dislocate tra San Pietro, Mirafiori e Vetrerie. Roma invasa dalla pioggia e i mezzi, il tentativo di un'alimentazione corretta al di là di orari sfalsati che vorrebbero far saltare i pasti o farli sostituire da una pinta di birra, i libri che si devono leggere e quelli che si vogliono leggere; un racconto a due mani, altri singoli; progetti che si sovrappongono ad un'anomala - persino per questi tempi - situazione familiare.&lt;br /&gt;Arrivare a fine giornata è una conquista.&lt;br /&gt;Ieri camminavo a Prati, verso le prove del coro (sì, c'è anche l'impegno del coro) e pioveva. Io cantavo a voce alta &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Swing Low&lt;/span&gt; ed ero felice. Ce n'è di cose per cui disperarsi, al mondo. Nel mondo grande (basti pensare che oggi i meravigliosi States, sogno di realizzazione e lontana utopia d'oltreoceano, oggi festeggiano il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Thanksgiving&lt;span style="font-style: italic;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;vittoria sanguinosa sui liberi popoli di quelle terre) e nel mondo piccolo - passare accanto al barbone che dorme tra l'ombrello aperto e il tettuccio della vetrina della banca, per dirne una a cui ero vicina in quel buio lì, ieri.&lt;br /&gt;Io m'ero svegliata alle sei e mezza per andare a lezione; arrivata mi sono accorta di avere una visita medica alle 10 e sono fuggita via; s'è rotto il tram; la visita è durata un quarto d'ora e ho preso un sacco di pioggia per tornare a casa. Allora mi sono lavata i capelli e sono uscita per andare al lavoro (cielo sgombro? sì, aperto come le porte delle chiese per la messa di Natale) e si è scatenato il diluvio; e ho lavorato anche abbastanza approssimativamente. Insomma, una quieta giornata urbana, mi si fa notare.&lt;br /&gt;Ero felice di essere giunta piuttosto dignitosamente in fondo a quella giornata.&lt;br /&gt;Ed è poco, però a volte non resta spazio per altro se non per cantare in mezzo alla strada, mentre la pioggia ti cola nel collo. E interrompersi perché Katia (il nome che per quel giorno Giovanna la Pazza ha scelto) ti ferma per chiacchierare un po', attaccando bottone sul mio cappotto e sull'uomo che frequenta che vuole un figlio da lei.&lt;br /&gt;Ma i vagabondi di questo tipo, i poveri, i barboni, esistono. Ignorare gli &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ultimi&lt;/span&gt; non li fa sparire né li fa stare meglio. E non rende nessuno migliore.&lt;br /&gt;Ma poi, perché ignorarli?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa stanchezza, poi, fa sì che un bicchiere di vino mi faccia stranire qualunque senso. Il che non mi fa star meglio ne sentire mia nonna, che sta tragicamente perdendo qualunque senso della realtà, singhiozzare su se stessa e sulle sue pene immaginarie. La grandezza del mondo, dei suoi rumori, dei suoi stimoli, mi arriva molto più direttamente.&lt;br /&gt;Così mi torna in mente il bambino in braccio alla mamma che ne teneva un altro per mano - con il cappottino azzurro - che esclama, sotto il diluvio: "Mamma! Non è magnifico?"&lt;br /&gt;O quella bimba che sul 52 chiede alla sua tata etiope: "E dopo dicembre che cosa c'è?"&lt;br /&gt;"C'è gennaio.." risponde lei, cercando libertà e freschezza al di là del finestrino.&lt;br /&gt;"Daaaaaaavvero??" esclama la bimba con la carnagione pallida, emozionata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi piace l'umanità delle persone per strada molto più di quella rinchiusa nell'aula dell'ateneo. Più Giovanna con i suoi seni calanti e la pancia gonfia d'alcool ché i ventunenni completamente disinteressati della lezione sull'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;argot&lt;/span&gt; dei &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Coquillards&lt;/span&gt; (ma poi, ve l'ho detto io di scegliere francese? Almeno evitiamo le battute scontate, no..?). E preferisco gli studenti a ruota libera nel parco bagnato di Villa ai servili presentatori che giostrano l'unico programma &lt;span style="font-style: italic;"&gt;d'opposizione&lt;/span&gt; sulla rete televisiva "pubblica" e che viene spacciato per &lt;span style="font-style: italic;"&gt;cultura alternativa&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;La Littizzetto non è meno commerciale di Fede.&lt;br /&gt;(e per quel che riguarda le barzellette, non è più divertente..)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;tant'è.&lt;br /&gt;Non mi rimane che una bella citazione:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"I laici cristiani sono invitati all'impegno senza perdere di vista (peccato di integralismo o di temporalismo) la città futura, ma anche senza astenersi dalle lotte, dai conflitti, dai percorsi istituzionali, nei quali si realizza (o si cerca di realizzare) la promozione umana. Durissimo il richiamo conciliare all'incoerenza (&lt;span style="font-style:italic;"&gt;dissociazione&lt;/span&gt;) tra affermazione di fede o di identità - ridotte &lt;span style="font-style:italic;"&gt;esclusivamente in atti di culto e in alcuni doveri morali&lt;/span&gt; - e la vita quotidiana, l'ortoprassi cristiana."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da "Strada verso la libertà", Paolo Giuntella, pp 111-112.&lt;br /&gt;Vorrei poterne parlare con lui, ma non mi rimane che quell'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;odore di Gerusalemme&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-1829683409598669636?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/1829683409598669636/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/11/odore-di-gerusalemme.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/1829683409598669636'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/1829683409598669636'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/11/odore-di-gerusalemme.html' title='Odore di Gerusalemme'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-7646353296379654859</id><published>2010-11-18T19:30:00.001+01:00</published><updated>2010-11-18T19:31:45.325+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Olaf'/><title type='text'>Sogno d'assenza</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:latentstyles deflockedstate="false" latentstylecount="156"&gt;  &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable  {mso-style-name:"Tabella normale";  mso-tstyle-rowband-size:0;  mso-tstyle-colband-size:0;  mso-style-noshow:yes;  mso-style-parent:"";  mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;  mso-para-margin:0cm;  mso-para-margin-bottom:.0001pt;  mso-pagination:widow-orphan;  font-size:10.0pt;  font-family:"Times New Roman";  mso-ansi-language:#0400;  mso-fareast-language:#0400;  mso-bidi-language:#0400;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Mi sveglio nel sogno che sto camminando sulla corsia d'emergenza di questo stradone enorme che sega la città con stridore. Tutto è grigio cemento attorno a me, i palazzi hanno volti anonimi e occhi ciechi. Prendo un autobus che galoppa sull'autostrada cittadina, vedo solo scatole di colore metallizzato e gli altri autobus, oltre il divisore stradale (grigio), nel senso di marcia opposto, sono solo due strisce arancioni lunghissime che inquadrano volti pallidi di fantasmi. Anonimi.&lt;br /&gt;Scendo dalla folla incorporea e attraverso il cavalcavia e ho un terrore folle di cadere giù come un sasso e provocare incidenti mortali, rimbalzando da una macchina all'altra.&lt;br /&gt;Però, mentre il vento creato dalle macchine giù, scatoline che scivolano nello smog, e da quelle accanto a me, sul ponte, mi solleva i capelli, alzo gli occhi dalla supervia mi ricordo che lì ho un appuntamento: candida e luminosa appare Elena Venni, gli occhi severi leggermente mitigati da quel sorriso di affetto schiacciato contro la barriera insegnante-alunna. Ci incamminiamo e chiacchieriamo spensierate.&lt;br /&gt;Il ponte porta ad una collina: dall'alto vedo la discarica sotto il ponte e le file di baracche d'alluminio nel crepuscolo accendersi di fiochi lumini. Mi disgusta la sporcizia, mi fa rabbrividire la città tutt'attorno a noi: una baraccopoli priva di carattere. Ma sono con lei, nulla può farmi del male, perché è contemporaneamente lo sforzo di essere me e l'abbandono di essere ascoltata, considerata, di essere, di essere creduta. Una fiducia che raramente altro essere umano mi ha dimostrato pur non avendo &lt;i&gt;alcun&lt;/i&gt; interesse particolare, nessun bisogno che dovessi soddisfare. Sospiro.&lt;br /&gt;Prendiamo una stradina sulla sinistra, erba e ciottoli sotto i piedi, siamo subito di fronte ad una porta. La luce è accesa sotto il tetto piatto.&lt;br /&gt;Bussa piano.&lt;br /&gt;Ci apre un omino, io stranisco un po'. Ho fatto un passo indietro di stupore e due in avanti di curiosità: quello non è mica Giorgio di Giorgio, l'architetto lo conosco e &lt;i&gt;quello non è lui&lt;/i&gt;. "Buonasera" fa lei. Forse &lt;i&gt;caro&lt;/i&gt; lo ha solo pensato, forse l'ho pensato io e come sempre aggiungo mentalmente le espressioni affettive alle sue frasi "Abbiamo girato troppo presto. Ci fai passare per di qua?"&lt;br /&gt;Si conoscono, no, proprio non è il professor di Giorgio, sono vicini di casa, capisco. Entriamo in una stanza quadrata. La attraversiamo, vedo solo l'illuminazione che rende tutto giallo e poi prendiamo uno stretto corridoio senza pareti - è ancora tutto giallo - che va in obliquo dal lato destro di questa stanzina al centro dell'altra. Ecco, ora so che siamo a casa della prof.&lt;br /&gt;Sì, ma da quando abita in una baracca?&lt;br /&gt;Stomaco contratto.&lt;br /&gt;Il vecchino rugoso ci ha seguiti, scompare a sinistra dietro una cortina di perline e torna indietro con un piatto bianco e brutto con della vellulata incolore. Sorride cordiale e io mi sento ancor più male, il suo disagio mi colpisce come una scarica elettrica. Il dolore mi goccia addosso come umidità dal soffitto.&lt;br /&gt;Parlano di qualcosa e io per non sentire la dissimulazione delle loro voci - quanto mi fa male sentire chi amo mentire - guardo fuori dalla finestra di fronte a me, è solo un ritaglio nella parete di cartone e lontane, colline illibate, il sole brillante sopra una nebbia nuvolosa che riflette i raggi come un mare pulito. Ma non riesco a vedere bene il sole, lo voglio fronteggiare, ma come mi sposto è sempre in quell'angolo cieco tra una finestra e l'altra, e poi c'è lui che non può passare perché io mi muovo ma a destra c'è una scrivania marron marcio, è tutto tristemente giallo, il giallo impallidisce, è tutto grigio anche qui, non ho il coraggio di guardare la Venni, siamo già morti, siamo già morte, perché facciamo finta di essere felici?&lt;br /&gt;Freddi giudici, le stelle mi guardano dal blu immaginario del cielo inesistente sopra il sole tramontante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi trovo nel parco davanti alla casa giallosbiadita. Ha un ingresso incorniciato di colonne senza capitello, c'è un pergolato sotto il quale cammino ma - è un pergolato di uva nera - ma non cade ombra su di me. La notte è uniformemente buia ma la casa la vedo bene anche se non ha luci - non ha finestre. C'è una panchina dietro un angolo, so che c'è un ragazzo dai ricci mori che non può entrare e per questo aspetta la sua rosa lì fuori, tra le urla che solo lui riesce ad ascoltare.&lt;br /&gt;Entro.&lt;br /&gt;Mi fa largo tra la mobilia di antiquariato una donna tarchiata dalla finta permanente-parrucca bionda, il rossetto spavaldo, gli occhi aggrovigliati di mascara. Non vedo le iridi, forse non la guardo. Ondeggiando un sedere piatto incredibilmente grande in una gonna scozzese verde mi fa largo, sto cercando qualcuno, sì, sto ancora cercando la Venni - passiamo in varie stanze. Corridoio uguale, sempre lo stesso, vado a sbattere contro i mobili, sotto enormi lampadari di cristalloplastica, contro angoli di cornici d'ottone che soffocano i quadri. Sto davvero cercando qualcuno? La polvere respiro dopo respiro mi rimane nella gola, mi entra nel sangue. La donna scompare ma l'idea di lei mi segue e lei no, non va a sbattere mai contro tende pesanti che coprono le porte.&lt;br /&gt;Entro in una stanza lunga, sembra per forma la mia cucina, ma non è bianca, è gialla e verde, è tutto giallo e verde scuro, se potesse essere bello sarebbe un verde petrolio ma non ci riesce, è un verde macabro di marcio. Tommaso è seduto su una di quelle poltrone ad un posto e mezzo che non ho mai visto, è ingobbito.&lt;br /&gt;Fuggo per dimenticare che ha una catena al collo e una camicia fatta con la tovaglia d'una osteria.&lt;br /&gt;Fuggo perché mi ha detto senza parlare, labbra stanche d'aprirsi, che anche io sto cercando la via di fuga, ma siamo lì a prostituirci, sempre, chi più, chi meno, non c'è via di fuga.&lt;br /&gt;Fuggo da suoi occhi che mi inchiodano nella mia sporcizia, fuggo dai miei occhi che inchioderebbero lui nella sua. Dio, siamo lerci!&lt;br /&gt;Le costole piegate dagli angoli smussati dei comò delle sale da museo di questa triste casa dei piaceri, mi chiedo con orrore chi siano gli avventori, chi dovremo mai soddisfare. Dove sarà la guardiana? C'è solo un uomo-ramo con un cappello troppo grande da postino che dorme in un angolo, su una sedia-van-gogh, a far la guardia ad un ritratto davanti al quale sembra ancor più piccolo, ritratto di un uomo invischiato in un colletto a fisarmonica di gesso.&lt;br /&gt;Finalmente la trovo, so che è questa la stanza: è piccola, ha il soffitto basso, apro la porta, già vedo che è giallo e verde anche qui, c'è un lunghissimo sofà con i cuscini tondi e lunghi e la spalliera scomoda che quando ti ci siedi batti la nuca, c'è un cassettone alto quanto me e levigato, un armadio ancor più grande, le cose in prospettiva più sono lontane più sono grandi, perché?&lt;br /&gt;Ma lei? Mi affanno a guardare dietro l'armadio (dentro no, chissà cosa potrebbe esserci), sulla sedia davanti allo scrittoio.&lt;br /&gt;"Pensavi davvero che lei fosse ancora qui?" mi chiede maligna la maitresse sorridendo.&lt;br /&gt;E mi è piovuta addosso l'assenza.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-7646353296379654859?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/7646353296379654859/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/11/sogno-dassenza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/7646353296379654859'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/7646353296379654859'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/11/sogno-dassenza.html' title='Sogno d&apos;assenza'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-7297503696702514865</id><published>2010-11-18T18:54:00.002+01:00</published><updated>2010-11-18T19:28:59.911+01:00</updated><title type='text'>Dove la Luce</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt; Come allodola ondosa&lt;br /&gt;Nel vento lieto sui giovani prati,&lt;br /&gt;Le braccia ti sanno leggera, vieni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci scorderemo di quaggiù,&lt;br /&gt;E del male e del cielo,&lt;br /&gt;E del mio sangue rapido alla guerra,&lt;br /&gt;Di passi d'ombre memori&lt;br /&gt;Entro rossori di mattine nuove.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dove non muove foglia più la luce,&lt;br /&gt;Sogni e crucci passati ad altre rive,&lt;br /&gt;Dov'è posata sera,&lt;br /&gt;Vieni ti poterò&lt;br /&gt;Alle colline d'oro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ora costante, liberi d'età,&lt;br /&gt;Nel suo perduto nimbo&lt;br /&gt;Sarà nostro lenzuolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Porto Sepolto&lt;/span&gt;, G. Ungaretti]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Ecco, c'è un posto che si mescola al cielo tanto è alto, dove sulle mattonelle lucide dal temporale passato si specchia l'alba. La pioggia non può che essere passeggera e lasciare il frastuono al lago dorato di liquido oro così intenso da farmi voltare la testa mentre il biancore nei miei occhi scema fino a ridarmi la vista sul mondo reale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E quanto è reale la bellezza di quello che vedo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;(no, non è una domanda, non è un sospiro, è certezza è convinzione è che lo so)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E' successo qualcosa di strano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;L'estate è una frazione di meditazione su cosa fare e cosa non rifare, è il mio capodanno. Allora mi programmo l'anno, faccio una tabella di marcia senza orari e precisazioni ma è una Grande Lista di punti cardine.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Arriva settembre e cambia tutto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Non c'è una cosa che vada come avevi previsto: un'occasione di lavorare, l'università allo sfacelo, diverso l'ambiente di volontariato; forzata rinuncia a progetti a lungo termine, dall'arabo al canto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Capisci che ci siano le contingenze, ma..&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;ma niente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Perfetta, tranquilla felicità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Al di là della scelta, della volontà, dei capricci. La famigerata crescita, eccola qua. Il tanto temuto ed incompreso Progetto, eccolo qui. La meravigliosa possibilità dell'impegno. Un sacco di bla bla bla, è vero, i fatalisti potrebbero chiedere "dov'è il tuo Dio, ora?" nei bui momenti di fatica, di mal di testa e sconforto. Inevitabili.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Ma c'è qualcuno che mi ha suggerito con un esempio che io ho solo immaginato che si possa davvero cantare di gioia sotto la pioggia; ho visto che si può rimanere ammaliati - e scossi di brividi di disgusto - a fissare comportamenti assolutamente anomali ma considerati normali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Track, track, tra-track, tra-tra-track, il meccanismo sta girando e gira nel verso giusto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;All'università seguo le lezioni con altre 7 persone per classe - non è vero, al lettorato di francese siamo in 30 ma è come se fossimo in 7 comunque, quasi tutte donne - che palle! -, sparse per altri corsi e interessi. Ho una professoressa con occhi scurissimi che parla molto lentamente e ha i capelli crespi tagliati a funghetto. Le piace quello che fa e quello che fa lo fa con moderazione. E un po' di freddezza. Ma è nata in un posto dove il calore corporeo va tenuto presso di sé e quindi la perdono.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Poi ho un professore che non sa molto bene la materia che insegna, fa grammatica come potrei farla io, dicendo parole a caso e poi riportandole alla loro etichetta grammaticale. Però è toscano e ogni tanto strascica il suo accento in mezzo alle frasi e ride un po' buffo, un po' impacciato. Quando non si imposta in modalità simpatia-con-le-mie-alunne è pericoloso e serio come un grizzly affamato. E ha anche una pessima pronuncia ma tanto la lingua la so, che m'importa, dai.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Forse ho visto che determinate cose non c'è bisogno che &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-family: verdana;"&gt;me le insegnino&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt; perché posso trovarle da sola.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Ci sono così tante biblioteche, persone con cui parlare, ritagli da leggere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Forse ho trovato una nuova strada di leggerezza, sperièm!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E c'è anche un nuovo sogno da cop'incollare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-7297503696702514865?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/7297503696702514865/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/11/dove-la-luce.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/7297503696702514865'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/7297503696702514865'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/11/dove-la-luce.html' title='Dove la Luce'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-3600700419220176553</id><published>2010-10-28T20:36:00.003+02:00</published><updated>2010-10-28T21:05:55.562+02:00</updated><title type='text'>Vita d'un uomo</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ho infine intrapreso la lettura sistematica (&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;eh?&lt;/span&gt;) di Ungaretti.&lt;br /&gt;Ogni volta che sto per aprire una raccolta di poesia, cosa che mi capita piuttosto di rado, vengo presa da un tremendo senso di inferiorità: riuscirò a capire? Ce la farò a scavare nel testo? Entrerò nel mondo dietro alle parole o sarà solo nebbia?&lt;br /&gt;Poi la prima poesia mi precipita in un punto per cui passano le infinite rette dei pensieri. Brancolo un po' in giro, tra la mia testa ed il testo. Spossata (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;épuisée)&lt;/span&gt; metto su Handel&lt;br /&gt;aperta parentesi l'abitudine di dire &lt;span style="font-style: italic;"&gt;metto su&lt;/span&gt; anche se non è mai un disco, perché sono tutte canzoni illegalissimamente scaricate, è - credo - roba di memoria continuativa. Non riesco a non dire &lt;span style="font-style: italic;"&gt;metto su&lt;/span&gt; un autore, una canzone, quando è solo scegliere un nome ed un cognome nella lista di itunes, idealmente penso sempre di avere una grande collezione di vinili chiusa parentesi&lt;br /&gt;e giro pagina.&lt;br /&gt;Bevo avidamente mentre visioni esplodono come luci nel cielo di capodanno. E mi emoziono ad ogni poesia e vorrei condividere con qualcuno quello che sto pensando o solo, almeno, fosse solo un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;solo&lt;/span&gt;, non è solo!, leggere a qualcuno quello che sto leggendo e poi alzare gli occhi con quella paura che si ha di non aver fatto passare il messaggio. Che è un po'&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;...&lt;br /&gt;Su alla volta lieve&lt;br /&gt;l'incanto s'è troncato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E piombo in me&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E m'oscuro in un mio nido&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;[G. Ungaretti, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;A Riposo&lt;/span&gt;, Porto Sepolto, 1916]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' proprio piombare in sé.&lt;br /&gt;A volte mi sembra ancora che fregarsene sia davvero un controsenso.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-3600700419220176553?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/3600700419220176553/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/10/vita-dun-uomo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/3600700419220176553'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/3600700419220176553'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/10/vita-dun-uomo.html' title='Vita d&apos;un uomo'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-1950041977301147852</id><published>2010-10-24T20:56:00.002+02:00</published><updated>2010-10-24T21:22:40.179+02:00</updated><title type='text'>Ottobre.01</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Credo di avere già dichiarato con forza alle numerose anime che mi leggono, il cui numero si aggira attorno allo 0 periodico - in stile verso l'infinito ed oltre, che ottobre rimane il mio mese preferito.&lt;br /&gt;Non è solo la sua oggettiva arancionità.&lt;br /&gt;Cambia la luce.&lt;br /&gt;Roma viene immersa in un perenne crepuscolo, i colori si rinsaldano, si potenziano, i gialli gli ocra ed i rossi esplodono nel valzer delle foglie ed i miei occhi esplodono su piedi d'amici che ne imitano i passi.&lt;br /&gt;Amare Roma d'ottobre è facile: basta cercare di attraversare l'incrocio dietro il Santo Spirito, detto Lungotevere Sassia. Il semaforo non scatta MAI ma nel frattempo ci si può girare e annaspare nel dolore delle ombre dietro ai vetri dell'ospedale. O alzare il naso verso il sole e scivolare tra gli stormi migranti in quel cielo dall'aria tiepida. O guardare Castel Sant'Angelo assorbire e spandere, come un centro metabolizzante, il sole.&lt;br /&gt;Roma, la Roma quotidiana, di facciate, semafori, platani, gazze, bestemmiatori, carcerati e prostitute, cinema e teatri, bancarelle di libri e ristoranti secolari, tutto diventa più pastoso.&lt;br /&gt;Perché è l'ultima decompressione prima della pompata finale, quella novembrina, nel buio della notte invernale: ora tutto si dilata, respira, le foglie danzano arzigogolati reel, gli uccelli scrivono lettere d'addio piene d'amore, persino i turisti, quei gran rompicoglioni (che se devi chiedere un accendino devi sapere il polacco o il cinese), sono più belli. Poi, odore delle caldarroste, ricordi d'infanzia quando ti facevano imparare Carducci e Cardarelli, il freddo, le prime nebbie spesse forti, le stelle lontane, le luci delle fontane, le stifi d'ambracane, le sciarpe e i cappelli e il vento seghettato, tutto precipita, veloce, veloce vortica in immaginari fiocchi di neve che su Roma non attecchiscono più, vortica nelle girandole che i bimbi non hanno più, vortica nell'ipocrisia verso il Natale, poi si rialza in un sospiro di bollicine per Capodanno, festeggiamo il carnevale che non ricordiamo che cosa sia e e e si torna su, attenzione, si torna a guardare con speranza il sole, si torna a fiutare qualcosa di nuovo nell'aria, saranno i pollini saranno  e siamo di nuovo nel cuore.&lt;br /&gt;Primavera.&lt;br /&gt;Il cuore si dilata, pronto a fiondarci attraverso un altro mezzo anno fino all'autunno, di nuovo, a sognare le colline di Tom Bombadill (chissà perché, un tipo autunnale), e le zucche e forse ce la farò a fare gli gnocchi, finalmente, e gira che rigira sei ancora lì a commuoverti su quel cielo che solo ad ottobre, su Roma, ha quel quid per cui daresti la vita.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-1950041977301147852?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/1950041977301147852/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/10/ottobre01.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/1950041977301147852'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/1950041977301147852'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/10/ottobre01.html' title='Ottobre.01'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-2626743700973600364</id><published>2010-10-21T20:24:00.001+02:00</published><updated>2010-10-21T20:34:52.638+02:00</updated><title type='text'>Ottobre</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ottobre rimane il mio mese preferito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E dopo questo illuminante aforisma non credo ci sia da dire altro.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-2626743700973600364?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/2626743700973600364/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/10/ottobre.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/2626743700973600364'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/2626743700973600364'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/10/ottobre.html' title='Ottobre'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-5210696276207992962</id><published>2010-10-12T15:54:00.001+02:00</published><updated>2010-10-12T15:55:31.933+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Lasciarsi possedere dall'ispirazione e non più rifiutarla, rimandarla, ricacciarla indietro perché il tempo, manca il tempo, non è mai tempo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-5210696276207992962?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/5210696276207992962/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/10/lasciarsi-possedere-dallispirazione-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/5210696276207992962'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/5210696276207992962'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/10/lasciarsi-possedere-dallispirazione-e.html' title=''/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-58519242218148479</id><published>2010-10-09T07:26:00.002+02:00</published><updated>2010-10-09T07:32:57.390+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Attraversavano Ponte Garibaldi lato Isola Tiberina. Attraversavano l'estate di Roma dimentichi del calore e del mare verso cui il Tevere, schiumoso di detersivi sotto di loro, scivolava melmoso.&lt;br /&gt; "..è che solo con voi riesco ad esprimermi" disse, dopo una pausa.&lt;br /&gt;Il gusto amaro sulla lingua e le labbra: menzogna. Nell'attimo in cui aveva forzato quelle parole a scivolare via dal corso dei pensieri, con quella &lt;span style="font-style: italic;"&gt;e&lt;/span&gt; a correlare idea ed espressione.. non era vero. Non era &lt;span style="font-style: italic;"&gt;più &lt;/span&gt;vero nel caso in cui fosse mai stato vero.&lt;br /&gt;A distanza di quanto? un attimo, due attimi, si vergognava. E non perché avesse scoperto un lato vulnerabile di sé o minchiate simili, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;NO&lt;/span&gt;, perché aveva mentito spudoratamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il muro di silenzio che accolse quella frase dissolta dalla pesante aria estiva dimostrò che anche loro lo sapevano. O semplicemente, non ci credevano.&lt;br /&gt;(per fortuna. Se ci avessero creduto, sarebbero stati due comuni idioti)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-58519242218148479?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/58519242218148479/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/10/attraversavano-ponte-garibaldi-lato.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/58519242218148479'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/58519242218148479'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/10/attraversavano-ponte-garibaldi-lato.html' title=''/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-6611779300438441589</id><published>2010-09-17T09:32:00.002+02:00</published><updated>2010-09-17T09:45:14.164+02:00</updated><title type='text'>aria annacquata</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Roma è bagnata di quell'umidità pazzesca che intride le schiene impercettibilmente.&lt;br /&gt;Le mie giovani ossa scricchiolano e si strofinano, insabbiate.&lt;br /&gt;I romani sono un po' anfibi, abituati come sono a quest'acqua.&lt;br /&gt;Dovrebbero essere grandissimi nuotatori.&lt;br /&gt;Forse è per questo che, nonostante non ci siano pezzi di cielo grandi come nelle basse cittadine di campagna, comunque il cielo è più vicino. Noi romani ci arriviamo a nuoto, al cielo.&lt;br /&gt;E sbuchiamo alla superficie della comunione illuminata come una ragazza che buca il velo dell'acqua cristallina ed emerge al sole.&lt;br /&gt;Lascio posarsi lo sguardo sul verde fuori dalla mia finestra: alberi seminati ovunque, siepi, rampicanti, il boscoso Monte Mario, l'albero solitario nel bianco piazzale dietro l'Auditorium.&lt;br /&gt;Non saremo elfi, non saremo raffinati, ma almeno la natura vive ancora, anche se schiacciata, tra di noi.&lt;br /&gt;Ieri a Monteverde ho incrociato un orto con pomodori, belle melanzane livide, piselli, enormi verze e alti fagiolini. Accanto ad una ciclabile in disuso perché finisce su un burrone con sotto la ferrovia e davanti un ponte. Inarrivabile.&lt;br /&gt;Accanto ad un baretto di anziani, di carte fumo e vino.&lt;br /&gt;Spezzati, in qualche modo, da quelle macchine che correvano su via dei Quattro Venti.&lt;br /&gt;Roma, Roma mia.&lt;br /&gt;Sporca e umida, sei quasi una latrina di campagna.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-6611779300438441589?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/6611779300438441589/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/09/aria-annacquata.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/6611779300438441589'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/6611779300438441589'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/09/aria-annacquata.html' title='aria annacquata'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-6135685552160883856</id><published>2010-09-14T23:32:00.000+02:00</published><updated>2010-09-14T23:49:33.526+02:00</updated><title type='text'>il fascino del controcanto nella vita quotidiana</title><content type='html'>&lt;font size="2"&gt;&lt;br /&gt; Dice, non puoi superare i problemi se non ne capisci le radici.&lt;br /&gt;Allora io ci ho pensato: com'è che la mia adolescenza ha fatto così schifo?&lt;br /&gt;La solitudine, la solitudine.&lt;br /&gt;Il rigetto delle relazioni, sempre, per una sfiducia di base per l'ambiente in cui stavo crescendo. Il Convitto Nazionale non era fatto per me e io non sono mai stata fatta per lui eppure ci ho passato cinque anni.&lt;br /&gt;Con gente che non mi è stata amica.&lt;br /&gt;Con gente che ha disprezzato la mia fantasia.&lt;br /&gt;Con gente che mi ha fatto passare la voglia di scrivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, però, c'è anche da dire che non sono morta.&lt;br /&gt;Perché, grazie ad una certa persona con le stesse iniziali del nostro presidente del consiglio, sono entrata in un Noviziato di Fuoco e, dopo avere smesso di farmi le pippe mentali sull'essere accettata, ho capito di non essere più sola.&lt;br /&gt;E di essere serena e felice, nel mio habitat naturale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che mi mancava era un ambiente creativo; un'offerta diversa; persone diverse.&lt;br /&gt;Avevo bisogno dello scoutismo del Roma 131.&lt;/font&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-6135685552160883856?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/6135685552160883856/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/09/il-fascino-del-controcanto-nella-vita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/6135685552160883856'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/6135685552160883856'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/09/il-fascino-del-controcanto-nella-vita.html' title='il fascino del controcanto nella vita quotidiana'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-4024746247201489860</id><published>2010-09-07T01:00:00.002+02:00</published><updated>2010-09-07T01:14:49.772+02:00</updated><title type='text'>ho trovato la notte</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;span style="font-family: verdana;"&gt;La voglia di andare a dormire, ora, è pari a quella che ho di dire a mia madre che domani non darò l'esame che ho preparato la scorsa settimana. E che non l'ho deciso ora, no, ma che sto mentendo già da due giorni. Una sensazione bellissima.&lt;br /&gt;Per fortuna esiste la Suite per Cello no. 1 in G maggiore di Bach. Un'invasione di sentimento e armonia che rende possibile staccarsi dal proprio inutile senso di colpa, dalla propria pigrizia. Che consente di tornare ricettiva a trecentossessantagradi.&lt;br /&gt;Questa è la notte perfetta per scrivere.&lt;br /&gt;Quando si è ancora abbastanza eccitati dalla giornata passata da non avere bisogno di caffeina perché l'adrenalina ti sorregge ancora; quando magari, c'è qualcosa che fa male, un muscolo teso, il collo causa spiffero settembrino maligno, caviglia distorta sui monti.., il dolore che rende partecipi della realtà; ed infine quella stanchezza dolce, dolce quasi quanto l'attacco della Suite di Johann Sebastian, più dolce ancora.. quella stanchezza che ti fa bruciare gli occhi e ti apre la mente ai suggerimenti dell'inconscio.&lt;br /&gt;Questa è la notte perfetta per scrivere perché non essendo muro d'aria le sensazioni negative tornano a galla quando non sono state ancora smantellate e colpiscono e affondano nei sogni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I romani sono rientrati nelle loro abitazioni.&lt;br /&gt;La notte è meno scura di quanto non lo fosse un mese fa; le luci delle case, i lampioni, più macchine.. le stelle sono abbagliate. Dal cielo non si vedrà neanche la luce emanata dagli amanti in amore.&lt;br /&gt;Tristezza della Luce coperta da luce artificiale.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-4024746247201489860?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/4024746247201489860/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/09/ho-trovato-la-notte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/4024746247201489860'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/4024746247201489860'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/09/ho-trovato-la-notte.html' title='ho trovato la notte'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-7756417979001043207</id><published>2010-08-29T00:26:00.002+02:00</published><updated>2010-08-29T00:38:43.392+02:00</updated><title type='text'>dove la terra sente l'arrivo di settembre</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Domani terminano le mie vacanze.&lt;br /&gt;Ho deciso io del mio tempo, quando farle iniziare e quando farle finire. Ci si illude come si può di poter maneggiare il tempo quando come al solito né la prima maiuscola né il punto di fine è deciso da noi.&lt;br /&gt;Ma se resto la protagonista di questa storia.. posso anche dichiarare di non dispiacere d'esistere grazie al C'era una volta.. di qualcun'Altro. Né mi dispiace che, vissuta la mia Avventura, quel Qualcuno ci scriva con una penna ad inchiostro simpatico, elegantemente, &lt;span style="font-family: georgia;"&gt;FINE&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Ma quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i  sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per  confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo,  quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che  sono, perché nessuno possa vantarsi di fronte a Dio. &lt;span style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;San Paolo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-7756417979001043207?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/7756417979001043207/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/08/dove-la-terra-sente-larrivo-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/7756417979001043207'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/7756417979001043207'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/08/dove-la-terra-sente-larrivo-di.html' title='dove la terra sente l&apos;arrivo di settembre'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-400813464970058353</id><published>2010-08-26T15:59:00.002+02:00</published><updated>2010-08-26T15:59:42.690+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Necessitasi d'un aggiornamento sul confine dell'estate, lo so.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Devo trovare una notte libera, solo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-400813464970058353?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/400813464970058353/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/08/necessitasi-dun-aggiornamento-sul.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/400813464970058353'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/400813464970058353'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/08/necessitasi-dun-aggiornamento-sul.html' title=''/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-8652543826941869731</id><published>2010-07-03T00:40:00.002+02:00</published><updated>2010-07-03T01:16:31.529+02:00</updated><title type='text'>Rinnovamento</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;E' bizzarro come talvolta mi capiti di lasciarmi assorbire dimenticandomi di me.&lt;br /&gt;Mi sono imbevuta del Presente ignorando il Futuro. O meglio, considerandolo come futuro, sì.. lontano, una presenza quasi fastidiosa, un'ombra che rimarrà lì, intangibile, irraggiungibile, inafferrabile.&lt;br /&gt;Dimenticandomi che il Futuro si costruisce passo dopo passo da qui, da questo Presente.&lt;br /&gt;(banale, nevvero?)&lt;br /&gt;Mi sono mimetizzata negli altri, amici e conoscenti. Ho pensato troppo a come risolvere certe situazioni, a come dare una mano in prima persona, a come si da una mano in generale. E mi sono dimenticata dell'angoscia nella frenesia quotidiana, tra lo studio ed il sole.&lt;br /&gt;Poi la notte l'angoscia ha continuato a tenermi sveglia, incollata alle mie responsabilità. Ed io che non volevo rendermene conto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al solito sono gli altri a dovermi riportare ad ispezionare la mia mente.&lt;br /&gt;Causa la mia incrollabile fiducia in chi mi sta accanto, nel limite dei limiti umani, mi sono resa conto che quello che mi mancava era una focalizzazione sul mio Progetto.&lt;br /&gt;Non mi chiedo di pianificarmi l'esistenza, la vita, per i prossimi decenni.&lt;br /&gt;Ma ci sono tensioni che sento e a cui bisogna che io dia la priorità.&lt;br /&gt;Sento ancora una volta che il tempo è agli sgoccioli. Ma per una volta non è una sensazione di insofferenza e incapacità a pervadermi. Fiducia in chi? In che?&lt;br /&gt;Ma so di poterlo fare. Di potermi prendere degli impegni per i prossimi anni, due, tre, forse quattro.&lt;br /&gt;Sento la calma (altro che maestro Yoda!). E per quanto sarà dura, ce la farò.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-8652543826941869731?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/8652543826941869731/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/07/rinnovamento.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/8652543826941869731'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/8652543826941869731'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/07/rinnovamento.html' title='Rinnovamento'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-5049441433261832792</id><published>2010-06-25T01:05:00.002+02:00</published><updated>2010-06-25T01:21:32.917+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Olaf'/><title type='text'>Esegesi</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;&lt;br /&gt; Di solito i miei sogni sono a carattere narrativo. Più raramente sono album fotografici, una sorta di sogno d'Emma Bovary: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;et elle se reveilla en d'autres reves&lt;/span&gt;. Mi è capitato di averne uno intenso e, credo, simbolico. Probabilmente il simbolismo l'ho aggiunto io pensandoci così tanto, dopo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nel mezzo del fluire, senza inizio né fine, mi apparve una figura.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Era quella di un ragazzo, una via di mezzo tra il fratello e l'amico. Ma non era solo lui come lo vedo nei miei pensieri e nella vita: traluceva. Sì, portava luce, era photofugo. Sentivo la sua concretezza ma vedevo soltanto una patina leggera, morbida, che avvolgeva i suoi colori luminosi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Era lì, tangibile e affabile, immobile e con il sorriso da giullare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E proprio mentre cercavo di trovare un contatto più diretto, più parziale ma significativo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;mentre cercavo un gesto d'avvicinamento è mutato senza muoversi, divenendo la figura placida di mia madre. Con i suoi occhi dolci ed il sorriso muto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Allora ho fatto caso che la sentivo cantare, come prima aveva cantato lui. Ma era un soffio di armonia, non una voce. Era come il vento in un acchiappasogni, l'inudibile fruscio d'una singola piuma.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Concentrata sulla musica non m'ero accorta che ora erano altri due occhi a guardarmi, caldi, due tizzoni ardenti di vitalità e gioia. Due occhi che ho visto piangere ma che lì non avevano più il ricordo di quel dolore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mi sorrideva sotto il nasino all'insù. Mi sosteneva, come avevano fatto gli altri due. E non aveva mai smesso di proteggermi, diceva.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A ben pensarci vengono i brividi.&lt;br /&gt;Credo fossero morti senza che se ne fossero andati.&lt;br /&gt;Forse è perché nella loro presenza li lego alla lontananza, ad un'assenza dovuta a tante cose innumerabili. Ma non posso dimenticare il calore, sulla pelle, del loro *amore.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-5049441433261832792?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/5049441433261832792/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/06/esegesi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/5049441433261832792'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/5049441433261832792'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/06/esegesi.html' title='Esegesi'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-8186768482873653199</id><published>2010-06-24T21:12:00.005+02:00</published><updated>2010-06-24T21:18:03.527+02:00</updated><title type='text'>in.canto</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;Ci sono esseri umani ed esseri straordinari, con la sola differenza che i secondi sono più umani dei primi.&lt;br /&gt;E' questo ciò che intendo quando dico, con occhi assorti, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;è diverso&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Intendo qualcuno di sorprendentemente incantevole nel bene e nel male.&lt;br /&gt;Qualcuno che puoi amare od odiare o provare entrambi i sentimenti contemporaneamente, in collisione.&lt;br /&gt;E' qualcuno per cui soffri, per cui non è sufficiente far spallucce e pensare: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;è solo un altro dei soliti dolori.&lt;/span&gt; Perché non è mai la solita gioia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rendersi conto di poter contare le amicizie più strette con due mani vuol dire aver fatto una cernita clamorosa; ma vuol dire anche che per ogni dito c'è qualcuno di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;strano&lt;/span&gt;, di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;diverso&lt;/span&gt;. Di inconfutabilmente &lt;span style="font-style: italic;"&gt;speciale.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;E umano. Di quella umanità che manca all'umanità di maggioranza.&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-8186768482873653199?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/8186768482873653199/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/06/incanto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/8186768482873653199'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/8186768482873653199'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/06/incanto.html' title='in.canto'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-7363516932167642150</id><published>2010-06-17T00:39:00.001+02:00</published><updated>2010-06-17T00:39:50.387+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-family: arial;"&gt;&lt;br /&gt; Chi ha impedito il tuo sorriso?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-7363516932167642150?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/7363516932167642150/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/06/chi-ha-impedito-il-tuo-sorriso.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/7363516932167642150'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/7363516932167642150'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/06/chi-ha-impedito-il-tuo-sorriso.html' title=''/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-1468309149523884804</id><published>2010-05-26T02:34:00.002+02:00</published><updated>2010-05-26T03:09:01.631+02:00</updated><title type='text'>Una serata di supplementari.</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Inizia la primavera della mia vita.&lt;br /&gt;Ogni primavera, anche se potrebbe essere l'ultima, tornerà. Diversa e unica ma, anche se sai che potrebbe essere l'ultima, tornerà.&lt;br /&gt;E' un insieme troppo vasto di odori, suoni, volti, emozioni affinché si colgano tutte.&lt;br /&gt;Una volta cannella e viola, un'altra Ben Harper e sole.. e ancora folk e torta di frutta e fuoco e pioggia.&lt;br /&gt;Passo passo ti senti rifiorire.&lt;br /&gt;Come se finalmente una materia scomposta si riempisse di merletti colorati e vibranti, creando un arazzo indecifrabile dal caos e dalla solitudine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pensare che per trovare Dio bisogna solo guardare in se stessi.&lt;br /&gt;Per questo Agostino è stato il grande rivoluzionario, il grande miscredente.&lt;br /&gt;Perché a guardare la sua libertà si capisce di non avere bisogno di parabole, di istituzioni, di sovrastrutture che costringono la Vita dentro schemi rigidi e freddi.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ama e fai ciò che vuoi&lt;/span&gt;. Se vuoi trovare lo Spirito, guarda in te.&lt;br /&gt;E non sarai così solo.&lt;br /&gt;E non sarai così triste.&lt;br /&gt;E non sarai così spezzato.&lt;br /&gt;L'idea di Dio non consola.&lt;br /&gt;Il sentimento di Dio non ti rende meno solo, non risponde ai tuoi gridi, non interviene per pararti il culo e per salvare la vita di chi ami. Né per togliere quella di chi odi. Non ti spiega perché incontri certe persone sul tuo cammino. Né perché il governo sia corrotto, né se nella natura ci sia una bomba ad orologeria o se invece si trova in noi.&lt;br /&gt;Se siamo destinati a qualcosa, se è &lt;span style="font-style: italic;"&gt;v&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;anitas vanitatum&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;,&lt;span style="font-style: italic;"&gt; et omnia vanitas&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-family: verdana; font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Non risponde alle preghiere.&lt;br /&gt;Non sai neanche se le ascolti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel sentimento lì è un pozzo per essere felici sopra la nostalgia, il dolore e l'angoscia.&lt;br /&gt;E' un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;modo di essere&lt;/span&gt; per trovare la felicità in chi hai attorno.&lt;br /&gt;Per guardare con amore l'amico che per scherzo ti ha pugnalato senza sapere che il suo pugnale non era finto. Per ricordarti che ami e che è meglio trovare la pazienza piuttosto che la frustata.&lt;br /&gt;Per diventare vulnerabile a te stesso&lt;br /&gt;sapere che gli altri sono come te&lt;br /&gt;e che non vorrai mai più far loro del male.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' una &lt;span style="font-style: italic;"&gt;via.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;e ad una conclusione.. no, un dialogo di questo tipo può arrivare anche chi si è sentito solo&lt;br /&gt;e arido&lt;br /&gt;e abbandonato&lt;br /&gt;e senza valori&lt;br /&gt;e senza certezze&lt;br /&gt;e senza radici&lt;br /&gt;e senza famiglia&lt;br /&gt;e senza veri amici&lt;br /&gt;e incapace di amare&lt;br /&gt;e improprio&lt;br /&gt;e inopportuno.&lt;br /&gt;In poco tempo. Spalancando gli occhi su una primavera dell'animo che maturerà lentamente nell'estate. Durerà anni. Più durerà e più conserverà la sua freschezza.&lt;br /&gt;Fino a che l'arbitro con la maglia nera fischierà i supplementari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stasera era una serata di supplementari.&lt;br /&gt;Il fatto è che ci sono stagioni che si interrompono bruscamente per alcuni.&lt;br /&gt;Senza motivo risuona lo stridio del fischietto; e c'è chi ha ascoltato la viola d'inverno e sa che è l'ora.&lt;br /&gt;Ma non si ferma nulla.&lt;br /&gt;Non voglio parlare dell'incomprensibilità del   ora ci sei e  ora   non  ci   sei   più.&lt;br /&gt;L'inaccettabilità di ciò è tautologicamente inaccettabile per cui non..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due anni e quattro giorni fa un uomo amato ascoltava le note della viola d'inverno. Disse "sono ottimista". Doveva essere quella musica a convincerlo e la sua curiosità insaziabile.&lt;br /&gt;Nessun viaggio, anche quello a cui ti costringono, si intraprende senza curiosità se si è fatti in una certa maniera.&lt;br /&gt;Io sono di quella pasta.&lt;br /&gt;Stasera ho conosciuto qualcosa di quell'uomo e ora mi è evidente che anche lui lo era.&lt;br /&gt;Musica, amore, dolore.&lt;br /&gt;Vita e morte in questi lunghi supplementari, molto lunghi. Attenzione, non ho pensato &lt;span style="font-style: italic;"&gt;troppo&lt;/span&gt;. Anche se &lt;span style="font-style: italic;"&gt;we shall overcome&lt;/span&gt; sappiamo che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ain't no grave&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gambe immobilizzate mentre la musica ti batte dentro, polmoni doloranti e capelli intrisi di sudore di musicista; vino in quantità non calcolabile.. ma quel che conta è che ogni sorso sia come il primo, ogni sorso particolare, ogni sorso una nota che prima non avevi notato, mentre l'euforia sale, sale l'amore.&lt;br /&gt;"Eccolo Dio. E' qui in mezzo".&lt;br /&gt;Sì, sorridi a queste parole. Sorridi un po' per difesa, un po' per la loro poeticità fuori moda, un po' per ironia. Ma lo senti?&lt;br /&gt;Lo vedi che cosa c'è?&lt;br /&gt;C'è che quelli la musica l'hanno trasformata in creta e la modellano a vita.&lt;br /&gt;C'è che non conosci metà del repertorio ma ti senti ballare ti senti invadere dalla gioia ti lasci trascinare&lt;br /&gt;anche se rimani con una sigaretta di troppo appoggiato al muro.&lt;br /&gt;Perché per ora è ciò che senti che ti sta cambiando.&lt;br /&gt;Cannella &amp;amp; soul &amp;amp; cascate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E li invidi perché loro hanno qualcosa di divino nel riprodurre..&lt;br /&gt;e ti rendi conto che loro hanno avuto radici sane.&lt;br /&gt;E il giovane fuscello non è stato impedito da erbacce né da corvi.&lt;br /&gt;Non è stato trapiantato, non è stato tagliato per vedere se effettivamente la linfa scorreva.&lt;br /&gt;Li invidi, sì. Ma pacificamente.&lt;br /&gt;Perché senti che quello che per loro è ricordo ed esperienza per te lo sta diventando in quel momento.&lt;br /&gt;E gioisci per le infinite cose che ancora puoi apprendere, per la Strada che devi ancora percorrere.&lt;br /&gt;E lì, leggermente in disparte, ma non abbastanza per essere ignorato, ti rendi conto di essere a casa solo con le persone.&lt;br /&gt;Diverse, ovunque.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;People are your home&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torni a casa, metti Harper nelle cuffie e ti svuoti finché gli occhi ti bruciano, le lettere si sovrappongono e improvvisano balletti, si trasformano in formiche... finché non ricordi cosa hai scritto nella frase prima e sai che probabilmente hai saltato passaggi logici necessari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E vai a letto... felice.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-1468309149523884804?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/1468309149523884804/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/05/una-serata-di-supplementari.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/1468309149523884804'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/1468309149523884804'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/05/una-serata-di-supplementari.html' title='Una serata di supplementari.'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-7192779538922605807</id><published>2010-05-23T21:31:00.002+02:00</published><updated>2010-05-23T21:37:45.133+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;E' così brutto da pensare.&lt;br /&gt;Qualcosa si incrina se si guarda con il seme del dubbio in gola.&lt;br /&gt;Doppiogiochista? No, no, un attimo. Lui?&lt;br /&gt;"L'ho sempre considerato una persona con un vero senso del dovere".&lt;br /&gt;Occhi verdi, occhi giovani. Occhi piegati da una sorda delusione.&lt;br /&gt;Quando si crea la situazione per cui per qualcuno daresti la vita non importa che cosa ti abbia fatto&lt;br /&gt;perché ti &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ha insegnato&lt;/span&gt; a dare la vita.&lt;br /&gt;Confonde pensarlo così:&lt;br /&gt;passivo&lt;br /&gt;lento&lt;br /&gt;solo&lt;br /&gt;triste&lt;br /&gt;sfaticato&lt;br /&gt;irresponsabile&lt;br /&gt;inaffidabile&lt;br /&gt;mani bucate.&lt;br /&gt;Ti ha insegnato la parsimonia e l'impegno, l'essenzialità e la compagnia, la gioia nel dolore e la fatica della responsabilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, non conta quanto sia &lt;span style="font-style: italic;"&gt;politico&lt;/span&gt;. Perché &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ti ha reso migliore&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Ed è per questo che tu lo ami comunque.&lt;br /&gt;Ed è questo che fa la differenza tra coloro che camminano su questa terra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;he put diamonds inside of you.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-7192779538922605807?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/7192779538922605807/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/05/e-cosi-brutto-da-pensare.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/7192779538922605807'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/7192779538922605807'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/05/e-cosi-brutto-da-pensare.html' title=''/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-2692057403025325309</id><published>2010-05-16T21:08:00.003+02:00</published><updated>2010-05-16T22:39:28.587+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Olaf'/><title type='text'>acido sogno aspro</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Sentire di stare per perdere qualcuno per sempre è un dolore strano.&lt;br /&gt;Non è l'espressione incastrata in caratteri neri di un pensiero lacrimoso di chi a tredici anni è stato lasciato dal suo grande amore incontrato una settimana prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' un dolore nuovo.&lt;br /&gt;Vissuto per immagini in sordina.&lt;br /&gt;In numeri dispari, camminavamo per una città piatta e alta, distorta. Veloci zoommate tra me e me, me dall'alto e me camminante. Perché camminavamo?&lt;br /&gt;Dove andavamo?&lt;br /&gt;Trascinavamo i passi riempiendo l'aria del nostro fiato.&lt;br /&gt;Allegri e scherzosi, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ridi e canta anche nelle difficoltà&lt;/span&gt;. Ma stonati.&lt;br /&gt;Le mie orecchie erano stonate perché la consapevolezza può distruggere la quasi più perfetta melodia.&lt;br /&gt;E' come essere un esperto filologo: trova subito la parola che indica che quel testo è un falso.&lt;br /&gt;Perché le parole evaporano verso l'alto, disintegrandosi.&lt;br /&gt;Lentamente il silenzio si fa spazio dagli angoli, come una colata di bianco da un vaso di profondità universale. Diventa una lastra di ghiaccio tra me e T., separandoci, isolandoci.&lt;br /&gt;E' come se le rotondità dell'umano si fossero angolate, come se T. fosse divenuto un uomo, un giovane, prismatico. E solo io potevo vedere tre facce verticali indorarsi, diventare trasparenti...&lt;br /&gt;[c'era una favola di Rodari con un bambino luminoso di cristallo. Tipo La Torcia Umana.]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;..e tramite quella trasparenza sentire quella cosa divorarlo. Non merita la maiuscola per quanto mi ha annichilita, per quanto era grande, per il male che ha fatto.&lt;br /&gt;Perché non mi è stato dato il dono di trascrivere i sentimenti?&lt;br /&gt;Come fai a spiegare una cosa simile? Ero lì.&lt;br /&gt;Eravamo in numeri dispari, camminando e scherzando.&lt;br /&gt;Io sapevo.&lt;br /&gt;Loro no.&lt;br /&gt;T. sapeva e me lo aveva detto, una sera, scherzando.&lt;br /&gt;[era una sera dal cielo ancora chiaro ma senza stelle&lt;br /&gt;era una sera di pioggia sul prato e caminetto acceso]&lt;br /&gt;Camminare si cammina tutti assieme. Si ascolta assieme le risa, i polmoni asfissiati dal fumo, il sibilo del fiato tra i denti, i passi per terra.&lt;br /&gt;Senti lo stesso sole scaldarti, lo stesso zaino schiacciarti.&lt;br /&gt;E sentire in questa perfezione un rosicchiare.&lt;br /&gt;Un mangiucchiare.&lt;br /&gt;Sfrigolare.&lt;br /&gt;Corrodere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senti ogni passo portare te a superare i tuoi limiti.&lt;br /&gt;Sento ogni passo portarmi a superare i miei limiti.&lt;br /&gt;Sento ogni passo di T. portarlo a superare il Limite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse lui dirà, come disse il padre, "Sono ottimista".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma sentirlo sbiancare dopo ogni passo. Sentire una parte di lui scomparire ad ogni passo.&lt;br /&gt;Sentirlo annaspare sempre più forte, ad ogni passo.&lt;br /&gt;Sentirlo più lento ad ogni passo.&lt;br /&gt;Sentirlo più leggero, ad ogni passo.&lt;br /&gt;Questo&lt;br /&gt;e&lt;br /&gt;l'inaccettabile pensiero&lt;br /&gt;di non averlo più accanto.&lt;br /&gt;Con tutto quello che ciò comporta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;svegliarsi&lt;/span&gt; a casa di T. nel buio del letto matrimoniale con due delle tue uscite dal sogno&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;mentre T. sale le scale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;cantando una dolce canzone&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E piangere&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-2692057403025325309?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/2692057403025325309/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/05/acido-sogno-aspro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/2692057403025325309'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/2692057403025325309'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/05/acido-sogno-aspro.html' title='acido sogno aspro'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-1644748211219946064</id><published>2010-05-12T00:09:00.002+02:00</published><updated>2010-05-12T00:11:43.620+02:00</updated><title type='text'>Circuito</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Da anni ho solo sogni angoscianti.&lt;br /&gt;Forse il mio inconscio cerca di tagliare il mio ottimismo, intaccandolo quand'è indifeso. Ma oggi è stato un ritorno a casa.&lt;br /&gt;Non solo è la seconda notte di fila in cui ricevo un sogno autonomo&lt;br /&gt;ma lo ricordo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e sono stata sognata da due persone.&lt;br /&gt;Diverse.&lt;br /&gt;In due città diverse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono dentro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;back home again.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-1644748211219946064?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/1644748211219946064/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/05/circuito.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/1644748211219946064'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/1644748211219946064'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/05/circuito.html' title='Circuito'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-2962366138354733638</id><published>2010-05-11T08:08:00.002+02:00</published><updated>2010-05-11T08:10:26.605+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Olaf'/><title type='text'>Sogno</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic; font-family: verdana;font-size:85%;" &gt;Tornano i sogni; ne propongo uno molto vecchio, di quasi un anno, perché nella fretta mattutina non ho il tempo di concretizzare quello di stanotte.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana;font-size:85%;" &gt;&lt;br /&gt;Sono sul pullman in Spagna, con la mia scuola.&lt;br /&gt;Il background è solo intuibile, come un ronzio di sottofondo conosciuto e trascurabile. C'è la mia classe. Le ragazze che parlano di silk epil e di altre cose noiose. Le altre classi non so se ci siano, sono talmente irrilevanti da darmi quasi fastidio. Il pullman è blu, scurito dallo sporco. Polvere chiazzata dall'acqua, quella fastidiosa poltiglia-mantello che sembra far parte della carrozzeria.&lt;br /&gt;Io sono seduta davanti ma non troppo; non ha importanza. Guardo fuori dal finestrino, c'è qualcosa che mi turba. Fisicamente non mi sento un granché. Però guardo fuori nel sole, la campagna sfuma nel mare che poi scompare nel cielo, vasto, pesante, chiaro e abbagliante. Io però sono concentrata sulla terra, ma sento lo sguardo del cielo. So che c'è.&lt;br /&gt;La campagna è solo una striscia slavata di colori, come un pennello largo intinto a caso in diversi verdi e qualche punta di giallo e marrone. E poi trascinato sulla carta.&lt;br /&gt;Mi arriva una telefonata, eppure leggo la notizia come un messaggio. Mi sento mancare l'aria, mi spezzo. Immobile a guardare la campagna oltre il vetro macchiato mi contorco, pulso. Non respiro.&lt;br /&gt;E' morto mio nonno.&lt;br /&gt;Mi gira la testa, vertigini a non finire. La campagna scompare, è tutto nero. Mi alzo, scanso la mia vicina - Giorgia.&lt;br /&gt;"Mi sento male, fermatevi" dico ai professori in prima fila. Il nero che vedo è quello degli occhi di Ardino, la sua faccia a punto interrogativo. Cosa ci sarà mai, dietro quel nero.&lt;br /&gt;Si fermano.&lt;br /&gt;L'aria è fresca e io mi ci tuffo. Torno alla vita, annaspo. Il dolore mi ha accecato le orecchie, mi ha addormentato le gambe. Salto oltre il fossato sul ciglio della strada e il verde dell'erba mi colpisce. E' un verde acido, un verde malsano e un verde di vita. Se fosse un sillogismo, ne deriverebbe che la vita è malsana. Mi metto dietro un albero, vomito. Mi giro, c'è la Strazza in piedi davanti al pullman. Vomito di nuovo senza avere nulla da vomitare, butto giù i succhi gastrici, voglio sputare anche le viscere, tutti quei chilometri di intestino che non mi serviranno più a nulla. Sento l'acido corrodermi la gola, giallo. Come se non facesse parte di me, sconosciuto. E' straordinario quante cose produca il mio corpo senza dirmelo: quella sembra l'acquetta di alien, quella bava rivoltante che cola ovunque.&lt;br /&gt;La gola mi brucia anche nella realtà.&lt;br /&gt;Forse la professoressa mi chiede se va, se non va. Quello di storia e filosofia s'affaccia - lui è molto uno che si affaccia ma non interviene non sapendo che fare.&lt;br /&gt;Torno sul bordo del fossato, ma vedo che tra quell'erba verde acido che ora è più alta e meno accesa spunta filo spinato. Io salto. Non prendo il filo spinato, ma dall'erba, nell'esatto posto in cui ho poggiato il piede, spunta fuori una tagliola, cazzo, che mi si chiude sul polpaccio.&lt;br /&gt;Per un momento penso che avevo i pantaloni corti e invece ora ho i jeans lunghi e scuri, guardo il sangue che li macchia di un viola malato. Penso all'osso inciso da quei denti di cane di metallo.&lt;br /&gt;Intanto sono per terra, a godermi questo spettacolo di gamba martoriata. Penso anche che nell'osso ci sono due midolli, quello rosso e quello giallo, l'osseina e la cartilagine, gli osteoni e i canali di Havers. E trac, tutto quel bel mondo si spezza, l'osso è inciso, le cellule compresse e sofferenti. Ululo.&lt;br /&gt;Ah, ma non finisce così.&lt;br /&gt;Perché mentre mi protendo verso la tagliola quella che fa? Mi TIRA. Come se la catena a cui è ancorata a terra si ritraesse, come la spina dell'aspirapolvere quando premi il pulsante.&lt;br /&gt;La catena mi tira e io la afferro, gridando a quei due ignavi dei professori di aiutarmi. Penso anche il dolore che mi fa la tagliola nel trascinare la mia gamba che spruzza sangue che m'appiccica i vestiti sotto il sole cocente dell'agosto spagnolo, a trascinare il mio peso facendo leva sull'osso rotto e urlante. Mentre i due ignavi non fanno niente io sono risucchiata dalla terra.&lt;br /&gt;Ma lo avverto appena, perché sono di nuovo stesa a terra, la tagliola non si muove e uno dei due ignavi, precisamente lui, è accanto a me.&lt;br /&gt;Ora lo vedo, il cielo. Com'è grande..&lt;br /&gt;E' una lastra di zucchero. Il verde dell'erba è un verde acido e rigido, innaturale, di colorante. C'è anche l'albero, ma non c'è puzza di vomito. L'unica cosa che c'è è una bruttissima sensazione di sbagliato, di angoscia. Di irreale. Di nuovo. Di sconosciuto, più che di sbagliato. La solita sensazione dell'essere fuori posto, di trovarmi in un luogo in cui l'idea di me non è contemplata né contemplabile mi assale, forte come la morsa di quella tagliola che ha interrotto il flusso di sangue nel canale di Havers.&lt;br /&gt;A questo punto lui sta per fare qualcosa, Ardino, il professore. Qualcosa di diabeticamente sbagliato, scorretto anzi e per questo crudele - perché lui dovrebbe essere un uomo di morale e invece, invece.., in quel mondo di zucchero. O di cristallo. Più probabilmente di zucchero cristallizzato e dipinto a mano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-family: verdana;font-size:78%;" &gt;Sognò sognò sognò sognò, sognò sognò sognò&lt;br /&gt;poi come tutti&lt;br /&gt;si risvegliò.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-2962366138354733638?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/2962366138354733638/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/05/sogno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/2962366138354733638'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/2962366138354733638'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/05/sogno.html' title='Sogno'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-7625365012363910138</id><published>2010-04-26T13:01:00.000+02:00</published><updated>2010-04-26T13:38:32.541+02:00</updated><title type='text'>le roi de sucre</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Quando scendeva a Roma, la vita quotidiana si spezzava per incanto.&lt;br /&gt;Una soffice indifferenza copriva tutto il resto, lasciando vividi solo loro cinque. Intorno lo spazio poteva cambiare, potevano essere in un parco di notte come di giorno a casa; potevano cambiare le variabili-persone che si aggregavano lì attorno, attratti da quel polo magnetico. Ma rimanevano comunque coperti di una patina grigiastra che li rendeva opachi.&lt;br /&gt;Quando scendeva a Roma, il tempo si dilatava, allungandosi solo per loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo pensiero, in quel luogo, fu una risata.&lt;br /&gt;Insomma, era davvero ridicolo.&lt;br /&gt;Un grande corridoio sotterraneo e, di fronte ad una GS chiusa, un privé delimitato da orrendi cartelloni orizzontali. Mille bodyguard, manco fosse difficile entrarvi.&lt;br /&gt;E poi quella storia della società segreta in cui si può entrare richiedendo l'invito su internet.. una decadenza simil-Ammaniti; mancava soltanto il lago di sangue in cui qualcuno stupra qualcun altro.&lt;br /&gt;Poi era iniziata ad arrivare gente: gente vestita in maniera oltre l'eccentrico e il bizzarro.. gente vestita in maniera patetica.&lt;br /&gt;Il locale era un'accozzaglia spaventosa: il dj aveva un grandissimo talento nel scegliere solo musica sotto la soglia della decenza ascoltabile; le candele dovevano rimandare a qualcosa di segreto e ancestrale; i manichini spezzati a qualcosa d'anni '80 all'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Arancia; &lt;/span&gt;i candelabri di fint'argento e vera plastica a una rivisitazione pop-finto-punk-bimbominchia di epoche di lusso. Teste di manichini non-fissavano una specie di curva-pista-da-ballo.&lt;br /&gt;Tanto inquietante da diventare un pastrocchio da espressione accigliata, tanto da domandare: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ma cos'è che volete trasmettere?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Prima di scoprire che quegli esseri vestiti peggio di quelli di&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;Alice in Wonderland&lt;/span&gt; erano lì per una sfilata interna alla sera di pessima musica, si erano beccati anche degli ipocriti: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;certo che questa gente.. che si veste a questo modo una volta al mese per serate del genere, fa l'alternativa, si fa una seconda vita, s'atteggia a omosessuale.. e poi il giorno dopo è con la ventiquattr'ore a rifiutare un prestito in banca ad un trans che si vuole fare una plastica. E poi è incredibile che bene o male, noi siamo sempre fuori luogo!&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Finalmente, dopo un'ora e mezza di attesa nel frastuono, inizia il pezzo tanto atteso di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;circuit bending&lt;/span&gt;. Lei già stava piuttosto male: il rimbombare dei bassi le aveva allargato le placche di dolore dalle tempie fino alle orecchie, indolenzendole la parte frontale del cranio e creando fitte acute dagli occhi al cervello.&lt;br /&gt;Ma al peggio non c'è mai fine: quella cosa prodotta dal tipetto con la maschera di orso in faccia (che cosa alternativa, eh!) fu uno strazio. Mentre la base le rimbombava tra una tempia e l'altra e i gesti da autistico dell'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;artista&lt;/span&gt; le facevano venire il disgusto verso l'umano genere, i suoni che si accavallavano cacofonicamente la percorrevano in lunghi, viscidi, brividi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La bellezza del silenzio di Villa Borghese.&lt;br /&gt;Inspirare, espirare, silenzio. Buio. Umidità. Lampioni allampanati. Alberi rassicuranti.&lt;br /&gt;Silenzio, mentre tra le tempie i suoni incastrati continuavano a girare, amplificati, rifratti, mostruosi.&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-7625365012363910138?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/7625365012363910138/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/04/le-roi-de-sucre.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/7625365012363910138'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/7625365012363910138'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/04/le-roi-de-sucre.html' title='le roi de sucre'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-4738172869185910638</id><published>2010-04-20T00:33:00.000+02:00</published><updated>2010-04-20T00:52:57.991+02:00</updated><title type='text'>Shalom.</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: verdana;font-size:85%;" &gt;Notte scura. Notte senza la luna. E' invisibile dietro i palazzi. Due parole imbarazzate di un similgiovane indiano le fermano i pensieri che ondeggiavano, docili, con qualche impennata, alla musica di Desplat. Era sempre dietro l'angolo, la nausea. La Nausea ed il suo particolare, quello che cogli mentre ti giri. Immaginate un quadro di Balla, ecco, sì, i piedi del cane. Ti stai girando e tutto è come quelle zampe, confuso, veloce. Le forme si spalmano in scie nel tuo campo visivo. E poi c'è il Particolare, quello che rimane a bordo campo e cogli nitido. Era ancora una volta una foglia. Già, i platani di Roma.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt; Una certezza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E c'era questo ramo, tra la luce del lampione e il buio riflesso dell'asfalto, un ramo nitido leopardato e fogliette giovani, primaverili, di platano. Piccole ed inconfondibili.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Sotto, una punto tappezzata di foglie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Un collage autunno-primavera.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Il tempo fluiva diversamente. No, non la direzione: non è mai stato rettilineo, per lei.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Però una mezz'ora valeva di più.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Su, è vero. Una volta i 45 minuti per arrivare al Villaggio Globale erano tantissimi. Ora è come fare un giro attorno al palazzo. Si dilatavano. Sentiva di più?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;L'idea di smettere di sentire, di inaridirsi così tanto da non sentire con quell'intensità sconvolgente la travolge. Ancora una volta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Si rifiuta di crederci.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;(una volta ne avresti pianto)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Silenziosa rientra in camera. Desplat è tornato nella tasca della borsa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Chiude la porta a doppia, tripla mandata, finché la chiave gira - che bel suono pesante -, spegne la luce del corridoio. La nonna dorme affannosamente a sinistra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E poi la vede. Ce fut une apparition.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Oltre quel cubicolo nero, nella cornice nera della finestra, Gerusalemme. Jerushalayim, Urshalim.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Monte Mario slavato con il cielo stellato e su, quella mezzaluna alla turca come un avviso. Lì, oltre quel nero, c'è il mare, lo sente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Quel fruscio.. il vento del deserto, al di là delle strade leggermente impolverate e sporche di pellegrini. Un campanile divenuto minareto. La luce gialla, arancione. Il calore di quella città agognata assieme all'oriente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E sopra a tutto questo, quella luna calante, come un sogno, come un presagio di morte precoce.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Desiderio repentino di andare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Poi l'Oriente fugge.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Un passo avanti e il vento del deserto è solo l'ennesima macchina sul viadotto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Tornano lo stadio Flaminio e Santa Croce. Torna Roma, aggrovigliata e sonnacchiosa, sicura nel suo rivestimento di pretesa legalità. L'ultimo posto al mondo dove si possa cercare l'avventura.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Non le rimane che tentennare ancora, pensando quanto sia ruvido quell'essere nuovo a cui si è affezionata e che già sa, la graffierà.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Lui, non ascolta, fa solo molto bene finta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-4738172869185910638?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/4738172869185910638/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/04/shalom.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/4738172869185910638'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/4738172869185910638'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/04/shalom.html' title='Shalom.'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-4930790734529337422</id><published>2010-03-30T23:32:00.000+02:00</published><updated>2010-03-30T23:42:15.530+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;"Avrei bisogno anche io  di un                  «decreto interpretativo» che mi chiarisse, finalmente,  perché ho                  sempre pagato le tasse. Perché passo con il verde e mi  fermo con                  il rosso. Perché pago di tasca mia viaggi, case,  automobili,                  alberghi. Perché non ho un corista vaticano di fiducia  che mi                  fornisca il listino aggiornato delle mignotte o dei  mignotti.                  Perché se un tribunale mi convoca (ai giornalisti  capita) non ho                  legittimi impedimenti da opporre. Perché pago un garage  per                  metterci la macchina invece di lasciarla sul marciapiede  in                  divieto di sosta come la metà dei miei vicini di casa.  Perché                  considero ovvio rilasciare fattura se nei negozi devo  insistere                  per avere la ricevuta fiscale. Perché devo spiegare a  chi mi                  chiede sbalordito «ma le serve la ricevuta?» che non è  che serva                  a me, serve alla legge. Perché non ho mai dovuto  condonare un                  fico secco. Perché non ho mai avuto capitali all'  estero. Perché                  non ho un sottobanco, non ho sottofondi, non ho  sottintesi, e se                  mi intercettano il peggio che possono dire è che sparo  cazzate                  al telefono. Io - insieme a qualche altro milione di  italiani -                  sono l' incarnazione di un' anomalia. Rappresento l'                  inspiegabile. Dunque avrei bisogno di un decreto  interpretativo                  ad personam che chiarisse perché sono così imbecille da  credere                  ancora nelle leggi e nello Stato."&lt;br /&gt;Michele Serra&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Mi è sempre piaciuto Serra. Lo trovo poco montato e molto naturale. Ci vuole molto savoir faire per dire cose intelligenti e rappresentative, oltre che informative e ironiche, con naturalezza: Serra ci riesce a meraviglia.&lt;br /&gt;Ancora una volta un articolo di sfogo testimonia l'incredulità. Ma quanti siamo veramente a voler qualcosa di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:78%;" &gt;diverso&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt; ? Il fatto che io non creda fermamente alle statistiche non aiuta.&lt;br /&gt;C'è anche che a parole siamo tutti bravi.&lt;br /&gt;E a voler cambiare le cose, non sappiamo dove mettere le mani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per fortuna che la crisi di fatalismo è finita!&lt;br /&gt;ora il mio modus operandi ufficiale è il &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:78%;" &gt;fomento&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;. In realtà è da molto che funziono così, ora è semplicemente più evidente.&lt;br /&gt;Niente, questo è un post inutile, ma non ho sonno.&lt;br /&gt;E vorrei stare a guardare lo schermo nero del pc, bruciandomi gli occhi assenti e guardare in realtà il ricordo del cielo di sabato notte. [Nuvole disegnate avevano contorni elettrici di luce lunare d'una palla-specchio invisibile, dietro coltri grigiobianche spazzate da un vento un po' distratto. Il contrasto tra la luce e le nuvole a specchio faceva sì che il cielo fosse di un blu oltremare così così bello. E tutto si collega, la luna, Leopardi, Nuvola, Giulia, tutto. A Faleria, senza che nessuno lo sappia]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fatto che Whiskey stia grattando la porta indica che sia l'ora d'andare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-4930790734529337422?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/4930790734529337422/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/03/avrei-bisogno-anche-io-di-un-decreto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/4930790734529337422'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/4930790734529337422'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/03/avrei-bisogno-anche-io-di-un-decreto.html' title=''/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-9112068988210527374</id><published>2010-03-29T11:35:00.000+02:00</published><updated>2010-03-29T12:54:21.130+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='avventura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scout'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='morte'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;..che al di là del torto e della ragione&lt;br /&gt;contano soltanto le persone&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri ho rischiato un'altra volta di spegnermi, fiammella tra le tante del mondo. Il vento era forte ed ho resistito con i piedi puntati e le unghie nella terra.&lt;br /&gt;Perché?&lt;br /&gt;Perché lo scoutismo è un'avventura nella Grande Avventura. Se non fossi una scolta non avrei mai corso un tale rischio. Ma in fondo, è questo a creare la differenza, no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Percorso ad anello da Faleria alla stessa.&lt;br /&gt;Ci svegliamo presto, intontite dall'ora legale che rubandoci sonno ci ha dato luce. Ci prepariamo, prendiamo un caffè chiacchierando con un 74enne ex-fabbro (&lt;span style="font-style:italic;"&gt;era mio nonno il vero padre mio&lt;/span&gt;) e ci mettiamo in cammino.&lt;br /&gt;L'allegria è contagiosa anche se si è solo in due, sulla via della Banditaccia e tra gli schiamazzi dei cani che corrono fuori dai cancelli e ci precedono saltellando. Il bosco è un parco incolto con stazioni di ginnastica, dalla strada acciottolata bianca e sinuosa. Gli alberi sono ancora invernali, austeri e cinti d'edera. Come punti esclamativi verso il cielo, lasciano che il loro mormorio sia coperto dalle nostre chiacchiere.&lt;br /&gt;Arriviamo alla famigerata selletta, dove dovrebbe esserci uno stazzo, un cancello ed un sentiero che inizia di fronte ad esso. Superiamo la selletta, risalendo accanto alle rovine del castello di Foiano. Affascinante, sì, bellina la torre distrutta. Ma le fantasticherie scoppiano dall'ago della vaga apprensione che solletica la mente: perché il percorso non corrisponde alla cartina che non corrisponde alle indicazioni?&lt;br /&gt;Ma ce la caveremo!, penso mentre poso lo zaino e vado in esplorazione. A destra parte un sentiero tracciato, dritto continua la strada bianca. Prendo la bianca, alla ricerca dello snodo che dovremmo prendere.&lt;br /&gt;Non trovandolo, scavalco la staccionata e torno indietro sul sentiero vagamente abbozzato che da sullo strapiombo della valle del Fosso della Mola.&lt;br /&gt;Decidiamo di prendere questo sentiero finché non scompare sotto rovi e alberelli.&lt;br /&gt;Risaliamo sulla strada bianca e la seguiamo per un'altra mezz'ora: forse stanca d'essere calpestata si era arrotolata su se stessa formando uno spiazzo erboso. Oramai le indicazioni erano totalmente inutili, così bussola alla mano prendiamo l'unico sentiero che va verso sud-est.&lt;br /&gt;Svoltiamo a destra e risaliamo dopo essere scese di un centinaio di metri, forse qualcosa in più. Sembra ci sia un sentiero segnato: lo seguiamo.&lt;br /&gt;Ci troviamo di fronte ad una parete franata: qualcuno aveva avuto la buona idea di attaccarvi una corda. Risaliamo, io un po' emozionata, Vale incerta. Il sentiero scompare per una decina di metri. Siamo sotto ad una parete di tufo. Il terreno è friabile e l'edera tesse tappeti che coprono voragini. Passo passo ci attacchiamo alla parete di tufo: ecco il sentiero! Largo un piede, è pressoché impraticabile. Ma noi ci proviamo comunque, c'è sempre la speranza che migliori, che poi si allarghi e...&lt;br /&gt;Un'ora dopo siamo ancora lì: io prima e Vale cinque metri dietro di me. Un piede dietro l'altro, ci aggrappiamo mani piedi e ginocchia a radici, a terra che è farina, al tufo, a rami sporgenti.. Apro il passaggio a manate e a zainate, reggendomi a stento e con ostinazione.&lt;br /&gt;Guardo Vale: zitta zitta, reprime una crisi di panico.&lt;br /&gt;Sotto di noi, invisibile, il Fosso della Mola e il rumore d'un corso d'acqua. Cerco di andare avanti, scendo un pezzo e non riesco più a risalire: ad ogni salto scivolo giù e solo un enorme sforzo mi permette di non andare sempre più giù. Se cado ora, penso, rotolo fino a spezzarmi il collo su quei sassi là.&lt;br /&gt;Negli occhi di Vale vedo uno strapiombo più grande di quello che ci fissava a bocca aperta dal basso.&lt;br /&gt;Torniamo indietro, è deciso.&lt;br /&gt;Passando accanto alla parete di tufo, guardiamo in su. Ripida quanto l'inferno, la parete sembra inattaccabile.&lt;br /&gt;Eppure, eppure... sì, i rovi, però.. ci sono gli alberi, sono snelli ma sembrano saldi.&lt;br /&gt;Da lì in poi ci sono ricordi confusi. Come mi sono tirata su, io, zaino e tutto, sul tufo verde di muschio, sulla terra che franava, tra i rovi. Io mi slanciavo verso l'alto e i rovi tiravano il mio zaino per non farlo salire.&lt;br /&gt;Devo aver parlato con Totoro. Credo davvero di aver sussurrato agli alberi di non farmi cadere, perché ogni passo era un passo in più verso il cielo e un'altezza maggiore per cadere.&lt;br /&gt;Ora se cado mi impalo su quel tronco appuntito lì; ora se cado trascino Vale giù; ora se cado...&lt;br /&gt;Ma non sono caduta. Lentamente il terreno è diventato sempre più pianeggiante. Il cielo era sempre più vicino. Il sole filtrava bene. Superato l'ultimo bosco di rovi ci siamo ritrovate sulla strada bianca. Lentamente, siamo tornate indietro, distrutte, graffiate, sanguinanti.&lt;br /&gt;Non sono mai stata così felice di rivedere i miei capi.&lt;br /&gt;Volevo solo abbracciarli, piangere e sentirmi protetta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ho mai amato così intensamente ogni singola persona che conosco.&lt;br /&gt;Non sono mai stata così fredda, agile, forte, pragmatica e poco sentimentalista.&lt;br /&gt;Ho pensato alla morte come una possibile conseguenza delle mie azioni, così come si pensa di poter aggiungere l'aroma alle arance piuttosto che quello alle mandorle ad una torta.&lt;br /&gt;E ho scoperto che sono riuscita a cavarmela. Spero di non doverlo fare mai più.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-9112068988210527374?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/9112068988210527374/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/03/blog-post.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/9112068988210527374'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/9112068988210527374'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/03/blog-post.html' title=''/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2402892632613697603.post-8418349347935709866</id><published>2010-03-27T09:00:00.000+01:00</published><updated>2010-03-27T09:26:50.125+01:00</updated><title type='text'>Quellochenon</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La mia vita è tornata a riempirsi di luce (sarà la primavera?)&lt;br /&gt;Non si può mettere in ordine al buio, si finisce per fare più disordine di prima. Ho dovuto aspettare il ritorno della luce per vedere qualcosa.&lt;br /&gt;Bisognava scremare un po', tagliare qui, ricucire là. Il fantoccio è ancora incompleto e piuttosto brutto, ma a volte non basta tutta una vita per farne uno decente.&lt;br /&gt;Il mio vecchio &lt;a href="http://quellochenon.ilcannocchiale.it"&gt;blog&lt;/a&gt; non andava più bene: non solo l'aspetto nero. Era attivo dal 2006, se non da prima, ed è dura avere sempre sotto gli occhi ciò che si è stato nostro malgrado. Sentivo il bisogno di qualcosa di più semplice, più chiaro e fatto soprattutto di parole, non di oscurità.&lt;br /&gt;Nonostante il caos persista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho una conoscente molto particolare; quando la conobbi era piena di certezze. Aveva fede nell'ideologia, si riconosceva in un movimento politico e persino in un partito. Mi sapeva dire quale cantautore fosse assolutamente meglio dell'altro e del perché e percome dell'intelletto.&lt;br /&gt;Io ascoltavo più che parlare e non esprimevo la mia opinione se non richiesta. Ci perdemmo di vista, ci rincontrammo. Roma è così: non si dimentica mai qualcuno per sempre.&lt;br /&gt;Quando ci siamo ritrovate lei si è dichiarata &lt;span style="font-style: italic;"&gt;indifferente&lt;/span&gt; a tutto. Non ha scelto l'università, non sa che indirizzo prendere, che fare di sé. Le sue certezze erano crollate assieme alla voglia per lo studio e una sorta di rigidità-diligenza. E' come se l'avessi rivista molto più umana.&lt;br /&gt;Forse perché il dubbio ci rende tutti più simili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center; font-family: verdana;"&gt;&lt;span class="testo"  style="font-size:78%;"&gt;La vedi nel cielo quell'alta pressione, la senti  una strana stagione?  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="testo"  style="font-size:78%;"&gt;Ma a notte la nebbia ti dice d' un fiato che il dio dell'inverno è  arrivato.  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="testo"  style="font-size:78%;"&gt;Lo senti un aereo che porta lontano? Lo senti quel suono di un  piano,  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="testo"  style="font-size:78%;"&gt;di un Mozart stonato che prova e riprova, ma il senso del vero non  trova? &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="testo"  style="font-size:78%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="testo"  style="font-size:78%;"&gt;Lo senti il perché di cortili bagnati, di auto a morire nei prati,  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="testo"  style="font-size:78%;"&gt;la pallida linea di vecchie ferite, di lettere ormai non spedite?  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="testo"  style="font-size:78%;"&gt;Lo vedi il rumore di favole spente? Lo sai che non siamo più niente?   &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="testo"  style="font-size:78%;"&gt;Non siamo un aereo né un piano stonato, stagione, cortile od un  prato... &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="testo"  style="font-size:78%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="testo"  style="font-size:78%;"&gt;Conosci l' odore di strade deserte che portano a vecchie scoperte,  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="testo"  style="font-size:78%;"&gt;e a nafta, telai, ciminiere corrose, a periferie misteriose,  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="testo"  style="font-size:78%;"&gt;e a rotaie implacabili per nessun dove, a letti, a brandine, ad  alcove?  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="testo"  style="font-size:78%;"&gt;Lo sai che colore han le nuvole basse e i sedili di un' ex terza  classe? &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="testo"  style="font-size:78%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="testo"  style="font-size:78%;"&gt;L' angoscia che dà una pianura infinita? Hai voglia di me e della  vita,  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="testo"  style="font-size:78%;"&gt;di un giorno qualunque, di una sponda brulla? Lo sai che non siamo  più nulla?  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="testo"  style="font-size:78%;"&gt;Non siamo una strada né malinconia, un treno o una periferia,  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="testo"  style="font-size:78%;"&gt;non siamo scoperta né sponda sfiorita, non siamo né un giorno né  vita... &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="testo"  style="font-size:78%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="testo"  style="font-size:78%;"&gt;Non siamo la polvere di un angolo tetro, né un sasso tirato in un  vetro, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="testo"  style="font-size:78%;"&gt;lo schiocco del sole in un campo di grano, non siamo, non siamo, non  siamo...  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="testo"  style="font-size:78%;"&gt;Si fa a strisce il cielo e quell'alta pressione è un film di  seconda visione,  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="testo"  style="font-size:78%;"&gt;è l'urlo di sempre che dice pian piano:  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="testo"  style="font-size:78%;"&gt;"&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Non siamo, non siamo, non siamo...&lt;/span&gt;"&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ho sempre amato le definizioni in negativo. Non più giuste di quelle positive, senza che né le une né le altre riescano veramente a completare il significato. E poi questa sarà la mia canzone ultima. Quella che penserò dopo aver salutato i passeggeri del treno di Caproni ed essere scesa alla stazione di Zima. Sarà la canzone che penserò ascoltando con un orecchio il mormorio degli alberi e con l'altro la Suite di Bach.&lt;br /&gt;Pare che ogni artista debba avere la morte con sé, come un bravo prete il suo breviario.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2402892632613697603-8418349347935709866?l=gnaffo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gnaffo.blogspot.com/feeds/8418349347935709866/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/03/quellochenon.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/8418349347935709866'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2402892632613697603/posts/default/8418349347935709866'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gnaffo.blogspot.com/2010/03/quellochenon.html' title='Quellochenon'/><author><name>Martyna Kander</name><uri>https://profiles.google.com/113202941436386491970</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh5.googleusercontent.com/-S6IfeW_5_4o/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAACs/Jbe6L2LVQMw/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
